I viaggi più belli da pianificare per settembre 2026

Redazione Lonely Planet
4 minuti di lettura

Le uve pigiate a mano nelle giare di terracotta del Kakheti. Le prime foglie che si accendono di rosso lungo il Cabot Trail, in Nuova Scozia. Un orango che si muove tra i rami di Sumatra, mentre i sentieri tornano asciutti dopo mesi di pioggia. Il cielo della steppa mongola, così terso da lasciar vedere la Via Lattea a occhio nudo. Settembre restituisce immagini molto diverse a seconda di dove si guarda: ecco sette viaggi da fare a settembre 2026, uno per ciascuna di queste immagini.

Kharkhorin, Mongolia  ©Pernelle Voyage  / Shutterstock
Kharkhorin, Mongolia ©Pernelle Voyage / Shutterstock
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Mongolia a settembre: l’autunno dorato della steppa

Da settembre la Mongolia entra nella sua breve stagione secca e mite, con temperature diurne tra 10 e 23°C e appena una manciata di giorni di pioggia nel mese. È il momento in cui la steppa assume i colori dell’autunno, il cielo resta quasi sempre sereno, e soprattutto si lasciano alle spalle sia il freddo estremo dell’inverno sia la ressa turistica di luglio, quando il paese si riempie per il Naadam. Per chi vuole dormire in una yurta, cavalcare nella steppa centrale o spingersi verso il deserto del Gobi, è probabilmente la finestra con il miglior equilibro tra clima e affluenza di tutto l’anno.

Il Kakheti, in Georgia, in autunno ©Elena Diego  / Shutterstock
Il Kakheti, in Georgia, in autunno ©Elena Diego / Shutterstock

Georgia a settembre: la vendemmia nella culla del vino

A settembre in Georgia è il momento del Rtveli, la vendemmia che apre nella regione del Kakheti nel primo weekend del mese e prosegue fino a ottobre a est, fino a novembre nelle regioni occidentali di Racha e Imereti. Non c’è un calendario fisso e in ogni famiglia potrebbe cambiare di qualche giorno. Si tratta di un’usanza familiare diffusa in tutto il paese, che prevede raccolta dell’uva, pigiatura nelle giare di terracotta qvevri e banchetti supra con canti polifonici.

A Telavi, nella tenuta Chavchavadze, si tiene anche il Tsinandali Festival, uno dei principali appuntamenti di musica classica del paese, quest’anno dal 3 al 13 settembre 2026.

Le temperature a Tbilisi restano gradevoli, tra 20 e 25°C, e i primi giorni del mese sono ancora una buona finestra per il trekking nel Caucaso prima della chiusura della stagione.

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Irlanda a settembre: festival urbani e stagione del raccolto

A settembre in Irlanda il calendario si riempie: il Dublin Fringe Festival, dedicato alle arti performative più sperimentali, va dal 5 al 20 settembre 2026, mentre il Galway International Oyster and Seafood Festival, uno dei festival gastronomici più longevi d’Europa (dal 1954), si tiene dal 25 al 27 settembre.

Nella contea di Armagh, la "contea dei frutteti", inizia la raccolta delle mele con tour nei campi e degustazioni di sidro, culminando nell’Armagh Food and Cider Weekend.

Venerdì 18 settembre 2026 è la Culture Night, che apre gratuitamente musei, studi e spazi culturali in tutta l’isola per una sera.

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Sumatra e Java, Indonesia, a settembre: la finestra migliore della stagione secca

Settembre è descritto da chi organizza viaggi in Indonesia come un mese "nascosto": il bel tempo secco si mantiene, ma le folle di luglio e agosto si sono già diradate. Sulle piste di trekking di Bukit Lawang e del Parco Nazionale Gunung Leuser, a Sumatra, i sentieri diventano più praticabili proprio mentre le ultime piogge si esauriscono, ed è uno dei periodi migliori per avvistare gli oranghi nel loro habitat.

A Java, le condizioni sono ideali per le escursioni all’alba sul vulcano Bromo e per la camminata notturna fino al lago sulfureo di Ijen, con le sue fiamme blu: il terreno secco e stabile è essenziale su entrambi i vulcani, anche se in quota le notti restano fredde e ventose, nonostante la latitudine tropicale.

Nuova Scozia, Canada, a settembre: balene e i primi colori dell’autunno

Sulla costa atlantica canadese, settembre tiene ancora aperta la stagione delle balene: a Brier Island e lungo Digby Neck, nella Baia di Fundy, i tour di whale watching restano attivi fino a fine mese, con buone probabilità di avvistare megattere e balenottere minori.

Nella seconda metà del mese comincia anche il foliage lungo il Cabot Trail, sull’isola di Cape Breton, anche se il picco dei colori arriva più avanti, tra fine settembre e metà ottobre. Rispetto a luglio e agosto, il traffico turistico cala sensibilmente e il meteo è generalmente più stabile, senza le nebbie mattutine che spesso accompagnano l’alta stagione lungo la costa.

Le le cascate di Kaieteur, in Guyana  ©OverlandTheAmericas  / Shutterstock
Le le cascate di Kaieteur, in Guyana ©OverlandTheAmericas / Shutterstock
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Guyana a settembre: la stagione più asciutta per l’Amazzonia meno battuta

La Guyana non ha una vera stagione secca, ma settembre e ottobre restano, insieme a febbraio-marzo, i due periodi in cui le piogge si fanno relativamente meno insistenti. È la finestra più indicata per esplorare le cascate di Kaieteur, tra le più alte al mondo, la foresta pluviale di Iwokrama e le savane del Rupununi, dove si concentra gran parte della fauna del paese: lontre giganti, giaguari, capibara. Resta una destinazione con numeri di turismo internazionale molto bassi rispetto al resto del Sud America, quindi chi cerca foresta amazzonica senza le rotte più battute la trova qui, ma va messo in conto che qualche acquazzone pomeridiano, anche in questo periodo, resta probabile.

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Estremadura, Spagna, a settembre: l’entroterra senza il caldo di agosto

In Estremadura, settembre è il periodo giusto per visitare senza folla né canicola le città storiche di Cáceres, Trujillo e Mérida, o per dedicarsi al birdwatching nella Riserva della Biosfera di Monfragüe, dove nidificano aquile imperiali e avvoltoi grifoni. La regione ospita anche tre riserve certificate Starlight (Monfragüe, Valverde de Leganés e Las Hurdes), tra i cieli con il minor inquinamento luminoso d’Europa: le notti di settembre, più fresche di quelle estive, sono tra le migliori dell’anno per l’osservazione delle stelle.

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