Come i paradores favoriscono il turismo sostenibile in Spagna
In Spagna, in un castello non è un’esperienza di lusso riservata solo ai turisti più agiati, ma un’alternativa economica promossa dal governo grazie a una rete di strutture note come paradores. Quando ci si sposta in zone remote del paese, si può scegliere di soggiornare in un edificio di importanza storica, che sia un ex monastero, una dimora nobiliare o una fortezza, ristrutturato per garantire tutti i comfort che ci si possono aspettare da un hotel a quattro stelle.
Un piano lungimirante
Come è nata questa idea? La ricca storia del paese che oggi chiamiamo Spagna è ben documentata e migliaia di monumenti testimoniano il passaggio di molteplici popoli e culture. In effetti, il territorio spagnolo è così ricco di siti storici che non si sapeva bene come gestirli. All’inizio del XX secolo, molti erano abbandonati o inutilizzati: uno spreco culturale ed economico che rendeva difficile la gestione del patrimonio, considerando i costi di manutenzione richiesti.
Inoltre, la Spagna stava affrontando un’altra sfida: alcune aree del paese attiravano milioni di turisti, mentre altre regioni, pur ricche di attrattive, erano poco visitate e spesso mancavano delle infrastrutture necessarie per accogliere i viaggiatori. Negli anni ’20, la Commissione Reale per il Turismo ebbe quindi un’idea per risolvere entrambe le problematiche: trasformare gli edifici storici in alberghi pubblici.
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Così nacque la catena statale di paradores nazionali. Gli antichi edifici avrebbero trovato finalmente una destinazione utile, generando entrate per coprire i costi di manutenzione. Si sviluppò quindi una solida rete di strutture ricettive in tutto il paese, soprattutto nelle zone più remote, dove le opzioni di alloggio erano limitate. Il progetto ebbe un enorme successo: il primo, il Parador de Gredos (costruito in origine come rifugio per le battute di caccia reali), fu inaugurato nel 1928 a Navarredonda de Gredos, nella provincia di Ávila.
Quasi un secolo dopo, la Spagna conta un totale di 97 paradores, distribuiti in tutto il paese, comprese le isole, e nuovi edifici storici continuano a essere trasformati in hotel, anche in luoghi di rilevanza naturalistica. Nel frattempo, altri paesi hanno adottato modelli simili; il Portogallo, per esempio, nel 1941, meno di 15 anni dopo l’inaugurazione del primo parador spagnolo, ha aperto la sua prima pousada. Il progetto ha dato al governo spagnolo un’opportunità unica per rilanciare e promuovere il turismo nelle regioni meno conosciute, un tema oggi più attuale che mai. E pensare che il concetto di turismo sostenibile è emerso a livello globale solo 100 anni dopo!
L’esperienza in parador
Non troverete un parador nel cuore di Madrid, Barcellona o Siviglia. I paradores non sono stati certo concepiti in queste famose città, che sarebbero state comunque molto visitate dai turisti. I paradores sono situati lontano dagli itinerari più battuti e offrono ai viaggiatori la scusa (non che ce ne sia bisogno) di esplorare anche le località circostanti. Questi luoghi contribuiscono a mettere in luce gemme nascoste in un paese che vanta innumerevoli siti di rilevanza culturale, ma allo stesso tempo servono a onorare e preservare la storia.
La particolarità dei paradores sta nell’offrire la rara opportunità di soggiornare in luoghi di grande valore culturale o naturale a prezzi accessibili e talvolta sorprendenti, a seconda della stagione e della località. La storia è palpabile in ogni angolo di un parador; arrivare all’alloggio spesso significa attraversare le porte di un palazzo reale o entrare in un antico luogo sacro.
Molti di questi edifici sono stati sapientemente restaurati, mantenendo la struttura originale e gran parte dell’arredamento d’epoca, pur offrendo tutti i comfort che i viaggiatori si aspettano. Spesso presentano una sezione dedicata alla storia dell’edificio, con mostre di manufatti o reperti del posto, come nel Parador de Mérida. Poiché sono proprietà statali, sono edifici pubblici e chiunque può entrarci, anche senza soggiornarvi. Non perdete questa esperienza: visitate il parador della città che esplorate. Molti nascondono veri tesori: chiostri incantevoli, giardini e splendidi salotti.
Inoltre, ogni parador dispone di un ristorante che celebra i sapori e le tradizioni del luogo. Mangiare in un parador è sempre un’ottima scelta, soprattutto nelle cittadine più frequentate, dove molte altre opzioni potrebbero rivelarsi trappole per turisti, come nel caso di Guadalupe. I paradores incoraggiano e facilitano i viaggi verso regioni remote, permettendo la scoperta di centri poco conosciuti. Per esempio, la Vía de la Plata, un antico percorso che attraversa la Spagna dal Mediterraneo a Santiago de Compostela, ospita diversi paradores nati originariamente per assistere i pellegrini.
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