La nuova Milano: viaggio nei quartieri multiculturali che stanno riscrivendo l’identità della città

C’è una vecchia Milano, quella delle case di ringhiera e delle passeggiate tra le vie di Brera e Garibaldi, e poi c’è una nuova Milano che cresce nelle reti di comunità. Negli ultimi decenni Milano è diventata sempre di più una città che cambia lingua a ogni isolato e si racconta lontano dagli stereotipi nei negozi di quartiere, nei parchi pubblici, nelle cucine che arrivano da ogni parte del mondo, nei mercati rionali e nelle associazioni culturali. Per scoprire questo nuovo volto di Milano, però, bisogna uscire dai percorsi più classici.

Lungo la Martesana a Gorla  ©Mairavo / Shutterstock
Lungo la Martesana a Gorla ©Mairavo / Shutterstock
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NoLo, tra piazze, street art e spazi culturali

Iniziamo da NoLo, acronimo di North of Loreto. Un tempo zona di passaggio, oggi è uno dei quartieri più interessanti da scoprire a piedi per capire come sta cambiando Milano. Situato tra le linee rossa e verde della metropolitana, si estende dal Naviglio della Martesana fino all’area a est della Stazione Centrale, e racchiude in sé l’anima multietnica di via Padova e quella operaia della Milano del secondo Novecento. Le piazze sono uno dei principali punti di riferimento di NoLo. Piazza Morbegno è una delle più frequentate, con i suoi tavolini all’aperto ed edifici di inizio Novecento come Casa Lavezzari. “Piazza Arcobalena” è il nome dato all’area tra via Spoleto e via Venini. Riqualificata nel 2019 grazie al progetto di urbanistica tattica Piazze Aperte, oggi è uno degli spazi pedonali più vissuti della zona, ed è riconoscibile dalla sua caratteristica pavimentazione a scacchi gialli, blu e azzurri.


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Sorto sull’area dell’ex ippodromo, il Parco Trotter è uno degli spazi verdi più vissuti del quartiere, tra querce, platani, cedri del Libano, e tante altre specie storiche, e campi sportivi. Altri luoghi chiave del quartiere sono il Cinema Beltrade, attivo dal 1920 e punto di riferimento per gli appassionati del cinema d’autore, e spazi culturali come Mosso, ricavato in un ex convitto e oggi punto di incontro tra bar, cucina, musica e laboratori.

Proseguendo lungo viale Monza vale la pena fare una sosta al Mercato Comunale di Viale Monza, inaugurato nel 1933. Restaurato e riattivato negli ultimi anni, è tornato a essere un punto di riferimento per la spesa quotidiana, oltre a ospitare eventi, mostre e aperitivi. NoLo è anche street art, con graffiti e murales presenti soprattutto lungo via Giovanni Pontano e in alcuni spazi di quartiere come il Giardino degli Artisti.

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Porta Venezia ©Dragos Asaftei  / Shutterstock
Porta Venezia ©Dragos Asaftei / Shutterstock

La dinamicità di Porta Venezia

Proseguendo verso il centro, Porta Venezia racconta un’altra declinazione della nuova Milano. Storicamente zona di scambi e passaggi dove merci e culture da mezzo mondo si mescolano, oggi è un quartiere dove la multiculturalità si intreccia con la storia borghese del quartiere e con una forte identità inclusiva. Ristoranti eritrei ed etiopi convivono con locali storici, mentre comunità straniere, studenti internazionali e comunità LGBTQ+ hanno contribuito a rendere la zona uno degli spazi urbani più aperti e dinamici della città. Porta Venezia è il riferimento milanese per la cucina del Corno d’Africa, ma anche per ristoranti medio-orientali e locali che mescolano tradizioni diverse. 

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Sarpi è sempre una buona idea per una pausa gastronomica  ©Simona Sirio  / Shutterstock
Sarpi è sempre una buona idea per una pausa gastronomica ©Simona Sirio / Shutterstock
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Sperimentare lo street food orientale in Sarpi

Anche se non è più una novità, vale sempre la pena fare un salto in Sarpi, il cuore della Chinatown milanese, per gustare uno street food leggendario fatto di baozi al vapore, jiaozi bolliti, roujiamo ripieni di carne sfilacciata, mochi, mooncake e tante altre specialità.

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