A Ptuj, la più antica città della Slovenia, si svolge uno dei migliori carnevali del mondo

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Ptuj è la più antica città della Slovenia. Siamo nella parte orientale del Paese, quasi ai confini con la Croazia. Qui i Romani, sulle rive della Drava fondarono Poetovio, uno dei più importanti insediamenti sui confini dell’Impero. Ed è qui che ogni anno si tiene un carnevale capace di portare centinaia di migliaia di visitatori.

Il centro di Ptuj riflesso nella Drava  © Travellaggio/Shutterstock
Il centro di Ptuj riflesso nella Drava © Travellaggio/Shutterstock
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Una città termale ai confini dell’Impero Romano

Ai legionari piaceva rilassarsi alle terme e in quest’area della Slovenia le acque termali non mancano. Sulle sponde della Drava, di fronte alla città storica, c’è un’area dove si continua a coltivare la tradizione del piacere e della cura con le acque. Al Grand Hotel Primus, dove gli interni sono ispirati alla Classicità (lo stile può piacere o meno), e al Parco Termale si trascorrono momenti dedicati al benessere del corpo e al relax.

I legami con le antiche origini romane non mancano anche in altri settori. Negli scorsi anni sono stati scoperti ben cinque mitrei (santuari dedicati a Mitra): una testimonianza della diffusione di questo culto misterico di origine orientale fra i soldati romani che costituivano parte della popolazione residente sulle sponde del grande fiume affluente del Danubio. I siti archeologici dove sono state ritrovate statue, altari, rilievi sono visitabili (alcuni su prenotazione), ma chi è curioso deve gettare un’occhiata anche nella hall dell’Hotel Mitra dove si ammirano liberamente altri reperti trovati durante gli scavi.

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Un passato da città imperiale

Appena qualche metro più in là (siamo nel centro storico di Ptuj) incontriamo il monumento di Orfeo, un’impressionante stele in marmo alta cinque metri eretta per commemorare Marco Valerio Vero figura preminente dell’antica Poetovo nel II secolo d. C. Vi è raffigurato Orfeo in abiti orientali mentre suona la lira circondato da animali domestici e selvatici. Questa stele monolitica è oggi il simbolo dell’antica appartenenza alla “romanità”, un passato imperiale di cui i cittadini di Ptuj vanno molto fieri, tanto che se tornerete in agosto avrete modo di assistere ai Giochi Romani con centinaia di legionari, gladiatori, senatori, vestali in costume che affollano le strade. Il monumento testimonia anche dell’importanza della colonia romana: gli storici stimano che arrivò ad ospitare circa 40 mila abitanti, il doppio di quelli attuali.

Posizionata sul limes romano, Ptuj aveva anche un’importanza commerciale, essendo situata sulla strada dell’ambra che collegava idealmente il Mar Baltico con Aquileia, sulle sponde dell’Adriatico.

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Le tradizionali maschere del Kurent © sonsart/Shutterstock
Le tradizionali maschere del Kurent © sonsart/Shutterstock

Kurentovanje, il carnevale ricco di personaggi singolari

Il motivo per visitare Ptuj in inverno è invece il suo celebre carnevale, che quest’anno festeggerà la 66esima edizione. Nelle due settimane (da 2 al 17 febbraio) del Kurentovanje è previsto l’arrivo di ben 100 mila visitatori. Molti per una cittadina che nel 2026 si è meritata il titolo di Best Cultural Heritage Town in Europa.

A dare il nome al più famoso carnevale sloveno sono i Kurent, personaggi ricoperti da un costume in pelle di pecora, con i campanacci appesi attorno alla vita, calze verdi o rosse fino al ginocchio che, armati di un bastone con aculei di riccio, scorrazzano nelle vie della città andando a bussare alle porte delle case. Nella tradizione, documentata dall’Ottocento ma con origini ben più antiche, i Kurent sono esseri che portano il bene e scacciano il male. Annunciano la primavera e favoriscono buoni raccolti, ma per evitare che si rotolino davanti a casa (brutto segno) bisogna ingraziarseli con dei doni. Comunemente vengono elargiti dei salumi o altre specialità locali, mentre le ragazze legano al bastone dei fazzoletti colorati in segno di ringraziamento. Proprio questo rito dei Kurent dell’andare di casa in casa, di fattoria in fattoria, è stato riconosciuto nel 2017 dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’Umanità.

La veduta dall’alto del castello di Ptuj  © Jasmine_K/Shutterstock
La veduta dall’alto del castello di Ptuj © Jasmine_K/Shutterstock
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Il Castello di Ptuj: panorama e musei

Per scoprire la storia di queste maschere e di tutte le tradizioni etnografiche che stanno dietro al Carnevale di Ptuj è utile visitare la Kurentova hiša (la Casa del Kurent) uno spazio interattivo dove si osservano da vicino i costumi storici e si approfondisce la conoscenza di questi personaggi. Saliamo poi fino al castello, meta imperdibile e simbolo delle fortune medievali della città.

Dal castello si gode la migliore vista sui tetti della città storica e sulla valle della Drava che qui, nel suo scorrere verso la pianura pannonica, si allarga in un grande lago. Le antiche sale ospitano il Museo Regionale di Ptuj-Ormoz, uno dei più interessanti musei sloveni. Si scoprono arazzi, armature, armi medievali, dipinti, maschere del carnevale ma in particolare una ricca collezione di strumenti musicali. Fra queste una preziosa tibia, risalente al II o III secolo realizzata a partire da un osso animale ricoperto di bronzo e ottone. Gli antichi attribuivano al suo suono poteri magici, in grado di scacciare gli spiriti malvagi e richiamare quelli benevoli.

Le tentazioni gastronomiche

Il carnevale è tradizionalmente il tempo in cui si indulge ai piaceri della vita. Ptuj, al centro di una delle più antiche aree vinicole della Slovenia, ha molto da offrire sul piano enogastronomico. La città si vanta di avere la più vecchia cantina vinicola del Paese. Le origini della Ptujska klet, la Cantina di Ptuj, vengono fatte risalire fino al 1239, quando i Francescani ricavarono uno spazio dedicato al vino sotto il monastero. Oltre a una ricca collezione di preziose annate, la cantina conserva una bottiglia del 1917, la Zlata trta (Vite d’oro), considerato il più antico vino sloveno.

Per riscaldarsi dopo aver assistito a una sfilata carnevalesca, niente di meglio che provare la zuppa del Kurent. Si tratta di una preparazione locale ritrovata in un vecchio ricettario e fatta rivivere da Vlado Pignar, il proprietario del ristorante Gostilna Ribič che vanta la miglior terrazza affacciata direttamente sulla Drava. Il tutto accompagnato da altri piatti della tradizione, come salumi, sanguinacci, carne salata con crauti o rape. Senza contare il cibo di strada: durante il Kurentovanje vengono consumate quasi mezzo milione di ciambelle.

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