Trekking in Croazia in primavera: tre destinazioni lontane dalla costa
La Croazia di primavera non è quella dei resort sull'Adriatico. È quella dei boschi che si risvegliano, dei sentieri ancora silenziosi, dei paesi di pietra dove non arriva il traffico estivo. Chi sceglie di camminare tra marzo e maggio trova un paese diverso da quello delle cartoline: più vasto, più vario, più difficile da esaurire in un weekend.
Lika: altopiani, parchi nazionali e sentieri storici
La regione della Lika occupa il centro geografico della Croazia, incuneata tra le catene montuose e lontana dalla costa quanto basta per essere quasi ignorata dal turismo di massa. È un altopiano di foreste, pascoli e rilievi dove vivono due dei parchi nazionali più importanti del paese.
Il primo è il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, Patrimonio UNESCO, dove sedici laghi si collegano attraverso cascate e passerelle di legno sospese sopra l’acqua. In primavera, con la neve che si scioglie sulle montagne circostanti, la portata delle cascate è al massimo e i colori dell’acqua, che variano dal verde smeraldo al blu intenso secondo la composizione minerale del fondale, raggiungono la loro saturazione più intensa. I sentieri che percorrono il parco si adattano a diversi livelli di preparazione: dai circuiti brevi intorno ai laghi inferiori, accessibili a chiunque, ai percorsi più lunghi che salgono verso i laghi superiori tra la foresta.
Il secondo è il Parco Nazionale del Velebit, la catena montuosa che corre parallela alla costa adriatica senza mai toccarla. Il Velebit ospita il Sentiero di Premužić, un percorso storico di 57 chilometri costruito tra il 1930 e il 1933 dall’ingegnere Ante Premužić: attraversa la cresta della montagna con viste simultanee sul mare e sull’entroterra. Fu realizzato a mano, senza mezzi meccanici, in un terreno difficile. Il percorso completo richiede due giorni di cammino ed è fisicamente impegnativo per il dislivello accumulato; chi ha meno tempo può percorrerne tratti, godendo delle stesse vedute senza affrontare l’intera distanza.
La Lika è anche una regione di borghi dove la cucina è rimasta legata ai prodotti locali (agnello, formaggio di pecora, miele di montagna) e dove l’industria turistica non ha ancora standardizzato l’offerta.
Cres: trecento chilometri di sentieri tra scogliere e uliveti
L’isola di Cres è la più grande dell’arcipelago del Quarnero e una delle meno frequentate dell’Adriatico orientale. In estate diventa difficile da vivere; in primavera è un posto diverso. Le temperature sono ideali per camminare, i sentieri sono vuoti e la vegetazione, che conta oltre 1.400 specie di piante tra salvia, elicriso, euforbia e decine di piante medicinali, è nel momento del suo massimo rigoglio.
La rete sentieristica dell’isola supera i trecento chilometri di percorsi segnalati, che collegano la costa con l’interno selvaggio alternando scogliere sull’Adriatico, pascoli, uliveti centenari e macchia mediterranea. I percorsi sono quasi tutti classificati come facili, ma variano molto per lunghezza e carattere: dai due chilometri e mezzo del Sentiero di Macmalic ai diciannove del circuito Porozina–Tramuntana–Beli–Porozina, che attraversa il nord dell’isola tra boschi e piccoli insediamenti.
Il villaggio di Lubenice merita una deviazione: costruito su uno sperone roccioso a quattrocento metri sul mare, con vista verticale sulla costa sottostante, è uno degli insediamenti più antichi dell’isola. Dal villaggio partono sentieri verso la spiaggia di Luka e la grotta marina Plava Grota, una discesa ripida che vale il percorso.
La città di Cres, nel centro dell’isola, conserva l’impianto veneziano con logge, palazzi gotici e una torre dell’orologio che guarda il porto. I villaggi di pescatori di Valun e Martinšćica, raggiungibili a piedi dai sentieri che corrono lungo la costa occidentale, hanno ancora la scala e la quiete dei posti che non compaiono sulle guide.
Krapina-Zagorje: colline, castelli e terme a un’ora da Zagabria
La regione di Krapina-Zagorje comincia dove finisce Zagabria (tecnicamente è raggiungibile dalla capitale in meno di un’ora) ma il paesaggio cambia completamente: colline morbide, vigneti, boschi di querce e una densità di castelli medievali.
Il simbolo della regione è il Castello di Veliki Tabor, le cui origini risalgono al Medioevo e che assume l’aspetto attuale, con le caratteristiche torri semicircolari, tra il XV e il XVI secolo. La fortezza domina le colline circostanti da un rilievo isolato, in ottimo stato di conservazione. Nei dintorni immediati si estendono i vigneti che producono i vini bianchi della regione, come il Graševina e il Riesling, e alcune cantine aprono per degustazioni.
A Krapina si trova il Museo dell’Uomo di Neanderthal, costruito attorno al sito di Hušnjakovo dove alla fine dell’Ottocento furono rinvenuti i resti del deposito fossile di Neanderthal più grande e ricco al mondo. Il museo è moderno, con allestimenti interattivi che ricostruiscono la vita del Pleistocene, e costituisce una sosta inaspettatamente interessante in una giornata dedicata alla camminata.
Camminare nello Zagorje significa alternare tratti naturalistici, con sentieri tra boschi e vigneti, percorsi sulle colline con vista sui castelli, a tappe nei borghi. Le terme della regione, diffuse in diverse località tra cui Krapinske Toplice e Tuheljske Toplice, permettono di chiudere una giornata di trekking con un bagno termale.
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