La cultura come libertà: la Sicilia al Salone del Libro di Torino

Redazione Lonely Planet
3 minuti di lettura

Dal 14 al 18 maggio 2026 la Regione Sicilia sarà Regione Ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino con uno spazio pensato come un racconto immersivo dell’isola. Non solo libri, ma memoria, teatro, tradizioni popolari, educazione e impegno civile: un programma che intreccia grandi autori, storie per ragazzi e riflessioni sul presente. Il filo conduttore è chiaro: la cultura come strumento di libertà, crescita ed emancipazione.

La Cattedrale di Palermo; ©️Xantana/istockphoto.com
La Cattedrale di Palermo; ©️Xantana/istockphoto.com
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L'Oval del Lingotto Fiere, uno degli spazi del Salone Internazionale del Libro di Torino; ©️IPA/ALAMY
L’Oval del Lingotto Fiere, uno degli spazi del Salone Internazionale del Libro di Torino; ©️IPA/ALAMY

Una Sicilia sospesa tra memoria e immaginazione

Nel Padiglione Oval del Lingotto, la Sicilia si presenterà con uno stand di circa 112 mq destinato a diventare uno degli spazi più scenografici dell’edizione 2026. L’allestimento, progettato dall’architetta Laura Galvano con i contenuti curati da Laura Cappugi, direttrice della Biblioteca Centrale della Regione siciliana, prende ispirazione dal tema del Salone, ‘Il mondo salvato dai ragazzini’.

Al centro dello spazio campeggia la scritta tridimensionale ‘SICILIA’, circondata da 350 fogli sospesi in acetato che salgono verso una copertura specchiata. Su quei fogli scorrono parole e citazioni di Pirandello, Sciascia, Camilleri, Consolo, Quasimodo e di altri autori che hanno raccontato l’isola nelle sue infinite contraddizioni. L’effetto è quello di una biblioteca aerea: la letteratura non come semplice esposizione, ma come presenza viva, quasi fisica.

Ceramiche e arance siciliane; ©️Tiero/istockphoto.com
Ceramiche e arance siciliane; ©️Tiero/istockphoto.com
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Letteratura, teatro e impegno civile

Il programma degli incontri attraversa molti volti della cultura siciliana contemporanea. Tra gli appuntamenti più attesi c’è quello con l’attore e cantastorie Salvo Piparo che, insieme a Navarra Editore, porterà in scena una performance dedicata a Giuseppe Di Matteo, il bambino ucciso dalla mafia nel 1996. Un momento di teatro civile che riporta al centro il valore della memoria e della parola contro ogni forma di violenza mafiosa.

Accanto all’impegno civile trovano spazio anche i racconti del territorio e della gastronomia. Giusi Battaglia, conosciuta dal pubblico televisivo come ‘Giusina in Cucina’, presenterà La Sicilia dei sapori segreti. Guida sentimentale al cibo, ai borghi e alla bellezza di un’isola magnifica, un viaggio tra ricette, paesi e paesaggi che restituisce la dimensione più quotidiana e autentica della Sicilia.

Importante anche il progetto ‘Un libro per Niscemi’, promosso dalla Biblioteca Centrale della Regione siciliana insieme all’Associazione Gli Olmi. La scrittrice Stefania Auci inviterà editori e visitatori a donare libri per ragazzi alla biblioteca pubblica del comune siciliano: un gesto concreto per sostenere la crescita culturale di una comunità e offrire nuove opportunità ai più giovani.

Gastronomia tipica al mercato di Ballarò, a Palermo;©️Paolo Gagliardi/istockphoto
Gastronomia tipica al mercato di Ballarò, a Palermo;©️Paolo Gagliardi/istockphoto

Le storie che diventano ponti

Tra gli eventi più significativi c’è anche ‘Navigatori di speranza’, incontro dedicato a due libri nati da laboratori di scrittura condivisa con giovani migranti. Carolina Lo Nero, don Giuseppe Licciardi e i coautori Ausman e Mohamed racconteranno esperienze di viaggio, attraversamenti e sogni che diventano occasione di dialogo e costruzione di futuro.

Il tema dell’accoglienza attraversa così il programma dello stand siciliano senza retorica, attraverso storie personali che parlano di identità, relazione e possibilità. Ancora una volta il libro diventa uno strumento concreto di incontro.

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Gli stand del Salone del Libro di Torino; ©️IPA/ALAMY
Gli stand del Salone del Libro di Torino; ©️IPA/ALAMY

Giufà, il ribelle dell’infanzia

Grande protagonista della presenza siciliana al Salone sarà Giufà, personaggio amatissimo della tradizione popolare mediterranea. Ingenuo e furbo, infantile e profondamente ironico, Giufà arriva da un’antica tradizione araba diffusa in Sicilia attraverso i racconti dei cantastorie e raccolta nell’Ottocento da Giuseppe Pitrè.

Per il Salone 2026 il personaggio verrà riproposto in una nuova edizione speciale che rinnova linguaggio e immaginario senza tradirne lo spirito originario. Le sue storie, costruite su equivoci e giochi di senso, continuano ancora oggi a parlare ai bambini. Dietro la comicità, però, si nasconde qualcosa di più profondo. Attraverso Giufà, il popolo siciliano ha spesso espresso dissenso, ironia e critica verso il potere. Non soltanto una maschera popolare, dunque, ma una voce capace di trasformare l’apparente ingenuità in libertà di pensiero.

Cala Rossa, Favignana; ©️Faabi/istockphoto.com
Cala Rossa, Favignana; ©️Faabi/istockphoto.com
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I ragazzi al centro

Il programma per bambini e ragazzi sarà uno dei cuori della partecipazione siciliana. Incontri e laboratori parleranno di educazione digitale, archeologia, lettura e rispetto delle differenze. Tra gli appuntamenti spiccano Abbecedario della media education, dedicato all’uso consapevole dei social, e Meraki e le scarpe rosse, albo illustrato sul tema della parità e dell’affettività.

Non mancheranno iniziative dedicate ai musei archeologici siciliani, ai progetti di promozione della lettura e alla rete dei comuni coinvolti nei Patti per la lettura del Belice e delle Madonie.

Per cinque giorni, Torino diventerà così una finestra aperta sulla Sicilia: un’isola raccontata non attraverso stereotipi, ma tramite parole, storie e immagini che continuano a reinventarsi.

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Sicilia
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