Sull’isola di Sal, a Capo Verde, si fa il bagno in un vulcano spento
Fare il bagno galleggiando in un lago salato al centro di un cratere vulcanico. È fra le esperienze più originali che si possono vivere sull’Isola di Sal, una delle dieci che compongono l’arcipelago di Capo Verde.
Siamo a circa 500 chilometri al largo delle coste africane del Senegal, poco a sud del Tropico del Cancro e Sal è la più orientale delle cosiddette isole di Barlavento (Sopravento). La ventilazione costante contribuisce alla qualità dell’aria, una delle più pure del mondo, e garantisce un’insolazione costante. Nonostante sia caratterizzata da un ambiente pressoché desertico, l’isola ha un clima ideale per la balneazione tutto l’anno, mai troppo caldo e in questo periodo di fine inverno anche poco umido.
Qui a febbraio ci si svolge il popolare Carnevale di Santa Maria (14-21 febbraio) e la prima tappa dei campionati mondiali di kitesurf che accoglie i migliori atleti di questa spettacolare specialità in scena sulle onde leggendarie di Ponta Preta.
Il nome completo, Ilha do Sal (o Ilha Plana), ci riporta indietro di quasi seicento anni. La scoperta dell’arcipelago di Capo Verde è attribuita ad Antonio da Noli, genovese che con le sue imbarcazioni si mise al servizio dell’Infante Enrico il Navigatore, principe del Portogallo e finanziatore delle grandi esplorazioni. Le isole, descritte come disabitate all’arrivo dei navigatori nel 1456, furono formalmente assegnate a da Noli da re Alfonso V nel 1462, con l’incarico di governarle e colonizzarle, ma egli si insediò a Ribeira Grande sull’isola di Santiago (Sal era totalmente inospitale, utile soltanto per l’estrazione del sale) e quella città divenne la prima città europea ai tropici, poi rapidamente il centro nevralgico della tratta atlantica degli schiavi tra le coste africane, l’Europa e le Americhe.
Le saline diventano una risorsa economica
Rimarrà inabitata fino alla fine del Settecento, quando il governatore portoghese Manuel António Martins comincia a sfruttare il sale presente all’interno del cratere di Pedra de Lume, fondando anche l’omonimo insediamento, il primo dell’isola. Storie che riaffiorano alla mente mentre si attraversa a piedi il piccolo tunnel scavato a mano nel 1804, che permette di accedere all’interno del cratere e all’epoca serviva per portare fuori più velocemente il sale estratto.
In alto si vedono i resti di una gigantesca teleferica in legno risalente a un periodo successivo quando, a partire dal 1919, le saline vissero il periodo di maggiore successo commerciale. L’attività industriale è terminata nel 1985 ma in basso sono rimasti visibili gli impianti per la lavorazione, mucchi di sale, vecchi strumenti. Un insieme che rende le Saline di Pedra de Lume anche un importante sito di archeologia industriale e di storia coloniale, poichè la manodopera era formata da schiavi africani.
All’interno del vulcano: un sito industriale diventato attrazione turistica
Sbucati dal tunnel, l’effetto meraviglia è assicurato: in basso, il lago salato alimentato dalle infiltrazioni di acqua marina assume svariate colorazioni. Blu dove l’acqua è più profonda, bianco dove l’affioramento del sale generato dall’evaporazione è più forte, rosa dove la terra rossa del cratere si mescola all’elemento liquido. Lo scenario ha aspetti lunari: il grande vulcano spento ha un raggio di circa 900 metri e basta spostarsi di pochi metri dalla strada che ci porta in basso verso le rive del lago per apprezzare momenti di assoluto silenzio, accompagnati dai colori spettacolari del cratere che contrastano con l’azzurro del cielo.
La parte divertente della visita a Pedra de Lume inizia sui bordi del lago. L’acqua è molto più salata di quella marina e permette il facile galleggiamento. Un’esperienza simile a quella, forse più nota, che si vive sul Mar Morto. Oggi le saline sono diventate un’attrazione turistica e dopo il bagno si usufruisce di spartani spogliatoi, con possibilità di una doccia di acqua dolce per togliersi il sale (peraltro benefico) dalla pelle e bere qualcosa in un piccolo bar.
Le Saline di Pedra de Lume, pur inserite nel patrimonio culturale nazionale di Capo Verde, sono di proprietà privata: appartengono a un imprenditore bresciano che ha avviato sull’isola progetti turistici e immobiliari a partire dagli anni Novanta.
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I dintorni di Pedra de Lume: il deserto e il villaggio dei pescatori
Prendetevi il tempo di esplorare anche i dintorni delle saline. Siamo sulla costa nord-orientale, a pochi chilometri da Espargos il suo capoluogo. Una cittadina di circa 20 mila abitanti che vale la pena visitare per scoprire il volto meno turistico dell’isola. I visitatori provenienti dall’Europa si concentrano infatti a Santa Maria, nella parte meridionale di Sal caratterizza dalle splendide spiagge di sabbia. Qui a nord, il paesaggio è desertico, privo di vegetazione, caratterizzato da miraggi che compaiono spesso di fronte a chi attraversa questi scenari fatti di rocce, polvere e luce accecante.
Isolata in mezzo al nulla la cappella di Nossa S.ra da Piedade porta sulla facciata la data del 1853: è considerata il più vecchio edificio religioso dell’isola, a rammentarci quanto sia recente la stabile presenza umana su questo piccolo pezzo di terra, lungo 30 km e largo da 3 a 12 km, in mezzo all’Oceano Atlantico. A pochi metri, in riva al mare, il popolare ristorante Area Docas è il posto giusto per un buon piatto di pesce e per rilassarsi prima o dopo la visita delle saline. Il vicino villaggio di pescatori di Palmeira con le sue casette colorate, i murales e le barche che attraccano al porto è un’altra meta interessante che racconta molto della vita quotidiana sull’isola.