Viaggiare in famiglia: oggi come in passato? No, meglio.

Pubblicità

La vita in viaggio con i bambini è sensibilmente migliorata negli ultimi 30 anni: ecco cinque ragioni per le quali i genitori di allora potrebbero essere molto invidiosi di quelli odierni.

Il viaggio non è mai stato a misura di bambino come oggi. Sono lontani i giorni in cui l'intrattenimento in volo era limitato a uno schermo condiviso, i musei nascondevano i loro affascinanti oggetti dietro delle teche e mangiare in un buon ristorante era un’esperienza per soli adulti. 

Il mondo è dei bambini

Ieri: viaggiare in aereo era considerato un lusso. Le compagnie aeree low cost non solcavano ancora i cieli e per molti le annuali vacanze in famiglia quasi sempre implicavano lunghi tragitti in macchina con sottofondo di capricci e una serie infinita di 'siamo arrivati?'.

Oggi: grazie al boom dei viaggi economici, i bambini possono farne anche diversi in un anno, alternati magari da brevi avventure in tenda nei pressi di casa, soggiorni in fattoria o avventure urbane in grandi città come Londra o Parigi. 

È anche più probabile che quelli che una volta erano considerati i grandi viaggi di una vita oggi possano diventare un appuntamento regolare durante l'infanzia e che esperienze come la zip line in Costa Rica, lo snorkelling nei mari della Thailandia e l’avvistamento di pinguini in Sudafrica accrescano il patrimonio dei ricordi di giovanissimi viaggiatori.

 

Dormire. Ovunque come a casa

Ieri: generalmente l'intero clan finiva con l'occupare una stanza di albergo anonima e non particolarmente confortevole, oppure una tenda in cui si dormiva gomito a gomito o, ancora, con il ritrovarsi in casa di un parente lontano che una volta, per essere gentile, aveva offerto ospitalità.

Oggi: gli hotel sono in genere più attenti alle famiglie e offrono camere comunicanti, lettini e anche servizi di baby sitting. Persino il settore degli alberghi di lusso oggi offre soluzioni pensate per le famiglie, come il Cavallino Bianco (cavallino-bianco.com), il Watergate Bay Hotel (watergatebay.co.uk) nel Regno Unito o Il Disney Aulani Resort alle Hawaii, per citarne alcuni. Tutti offrono baby club, menu per i più piccoli, aree gioco e così via. 

La rivoluzione nei soggiorni familiari non finisce qui. Grazie ai programmi più popolari di scambio di case o di affitti per brevi periodi oggi è davvero facile affittare appartamenti spesso già attrezzati e arredati per ospitare bambini. Per esperienze davvero indimenticabili ci sono anche aziende come Bush Baby Travel che offrono safari durante i quali tutta la famiglia dorme in una tenda da campo. Ci sono poi le crociere su navi che sono un parco gioco in movimento per i vostri giovani esploratori… e poi abbiamo già parlato di Disney?

Il viaggio dei nativi digitali

Ieri: senza tablet e roaming, il repertorio di attività per tenere impegnati i più piccoli durante un viaggio rispetto ad oggi appare decisamente limitato. Si poteva giocare, leggere un libro, scrivere un diario di viaggio o riempire un taccuino da disegno. 

Oggi: la tecnologia ha cambiato il modo in cui i bambini impegnano il loro tempo durante un viaggio. Per fortuna gli intrattenimenti di allora sono ancora molto amati, ma oggi si può contare su qualche aiuto aggiuntivo: Google Earth (google.com/earth) per esempio permette di vedere come saranno i luoghi verso cui si sta viaggiando; le app che offrono servizi di traduzione permettono di interagire con la gente del posto; i motori di ricerca consentono di trovare cose divertenti da fare; e poi ci sono i social media e gli altri mezzi utili per restare in contatto con chi è rimasto a casa e condividere tutto all'istante. 

I tablet sono le armi di punta nell’arsenale di un genitore che deve affrontare il temibile 'mi sto annoiando'; rendono tollerabili le lunghe attese e i ritardi e offrono anche un po' di tregua ai fratelli quando hanno bisogno di un po' di spazio per sé. Non dimenticate il caricabatteria, però.

Tutto per i più piccoli

Ieri: spesso le esigenze dei bambini non erano esattamente prioritarie nella pianificazione del viaggio, o comunque venivano dopo quelle dei genitori che sceglievano di rilassarsi o magari visitare una galleria d’arte dopo l’altra e, nonostante l’assenza di cose interessanti da fare per i bambini, dai più piccoli si aspettavano un comportamento sempre impeccabile.

Oggi: i bambini sono un gruppo di persone a cui sono dedicate specifiche attenzioni. I musei e le gallerie d'arte offrono tour pensati per loro, allestiscono mostre interattive e dimostrano una tolleranza maggiore verso le occasionali crisi di pianto o il capriccio di un neonato. Il Metropolitan Museum di New York ha allestito il #MetKids, un sito su cui ispirarsi prima della visita vera e propria, mentre il British Museum offre percorsi gratuiti di attività per famiglie.

Sempre più ristoranti hanno un menu per bambini (e magari colori e tovagliette di carta su cui usarli) e le compagnie aeree più importanti, come Emirates, offrono dei pacchetti di attività. Ovviamente l’intrattenimento in volo ha un’offerta adatta per ogni membro della famiglia che può decidere a cosa giocare, quale musica ascoltare e quale film vedere.

E se dovesse capitare di aver dimenticato qualche pezzo essenziale dell'equipaggiamento di viaggio, ormai è sempre più facile trovare servizi che consentono di noleggiarlo. 

Priorità massima al tempo passato insieme

Ieri: il legame familiare comportava spesso lo stare insieme in una piccola stanza d’albergo senza molto da fare. Il tempo insieme non era qualcosa che i genitori pianificassero con attenzione speciale: capitava e basta. 

Oggi: il modo in cui si vive e si pianifica la quotidianità è molto più impegnativo. Qualsiasi momento lontano dalla routine è per la famiglia un'occasione preziosa per passare del tempo insieme. Di tanto in tanto i genitori potrebbero ribellarsi alla tecnologia moderna, la stessa che rende la vita in viaggio più facile, e decidere di iscrivere tutta la famiglia a una lezione di cucina a Madrid o a un'escursione naturalistica in Tasmania per vivere tutti insieme una sfida insolita. 

Per chi ne ha l'opportunità, un trasferimento all’estero o l'accesso a un periodo di aspettativa dal lavoro possono dare ai genitori di oggi ancora più opportunità di passare del tempo di qualità con i propri figli.