L'Italia sconosciuta: Valle Maira

Alta Valle Maira, Piemonte. ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet Italia

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Quante volte si discute di viaggi lontani e mete esotiche riempendosi gli occhi di vivide intenzioni, ma poi i tempi dettati dalla vita reale ci costringono a ridimensionare la portata delle nostre uscite. Ecco perché è importante avere un piano B, non lontano da casa, così da avere vie di fuga di qualità e facilmente raggiungibili. Una di queste è la Valle Maira, nascosta a nord-ovest di Cuneo, in Piemonte.

La valle selvaggia

Fulgida, sontuosa e verde come poche altre, qui l’urbanizzazione sembra aver avuto la peggio rispetto alla natura rigogliosa. Le cappelle affrescate 
e le ombrose chiesette sparse su tutto 
il territorio fanno riemergere, come da un incantesimo, un Medioevo profondo. L‘identità occitana (radicatissima in tutti
 i centri abitati) si afferma con il vigore delle bandiere ai balconi e della lingua cantata e ballata nelle sere d’estate.
 E, soprattutto, il minuscolo comune di Elva, arroccata tra pascoli e strade impervie, dove la poesia di uno dei capolavori dell’arte piemontese
si accorda con il lirismo della natura.


Risalire la valle - Viaggiare nel tempo

Panorama dall'alta Valle Maira, Piemonte ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet

Dronero

Quando l’alta montagna chiama, è difficile ignorarla. Tuttavia, Dronero, a inizio valle, è una tentazione irresistibile. Attraversando il suggestivo Ponte del Diavolo, risalente al 1428, si scopre il paese disteso lungo il fiume Maira. Passeggiando sotto i portici della via centrale ci si affaccia sulla valle e si può familiarizzare con la cultura locale attraverso un percorso multimediale alla scoperta di storia, lingua e peculiarità della cultura occitana, nel museo dell’Espaci Occitan. Tappa obbligatoria è la Pasticceria Brignone, la cui superlativa torta amara addolcirà qualsiasi disposizione di spirito. Provate anche i droneresi ricoperti. 

Sentiero Frassati, Valle Maira - Piemonte. ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet

Villar San Costanzo 

Raggiungibile da Dronero con una deviazione di 5 km, questo paesino ha poco da invidiare ai mistici siti di Stonehenge: nella Riserva Naturale Ciciu del Villar fiabesche formazioni geologiche spuntano come grandi funghi di pietra, esaltando la fantasia di grandi e piccini.

La magia del parco aleggia nell’aria: la sentirete visitando la Parrocchiale di San Pietro in Vincoli, di origine longobarda; visitando il Santuario di San Costanzo al Monte, sorto nel luogo in cui il martire sarebbe stato decapitato nel IV secolo. Qui vertiginose figure di mostri e animali scolpiti nei capitelli vi osserveranno dall’alto, arroccati a 2 chilometri di strada impervia sopra il paese.

Da San Damiano Macra a Marmora 

Storie di un popolo antico vivono in questi borghi, dove i ricchi esempi di arte medievale fanno intravedere un tempo in cui la valle era gremita di gente dedita al lavoro manuale, ma anche alle arti e alle celebrazioni (non potete lasciare la valle senza aver assaggiato un bicchiere di pastis).

Se volete vivere la valle Maira più autentica addentratevi attraverso un fitto bosco verso Celle di Macra, qui la Parrocchiale di San Giovanni ospita un meraviglioso polittico di Hans Clemer (1496), ma ciò che più rimarrà impresso del vostro viaggio sarà la sosta al negozietto di alimentari di fronte, dove, mentre ci siete, un robusto panino con formaggio e acciughe non ve lo toglie nessuno.

Il più alto capolavoro d'Europa

Il Sentiero dei Ciclamini, Valle Maira, Piemonte. ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet

Che cosa si potrà mai trovare in un piccolo borgo perso tra i pascoli, a 1687 metri d’altez
za, abitato stabilmente da appena 30 persone e raggiungibile solo dopo chilometri di tornanti da brividi? Mucche come se piovesse, risponderebbe il viaggiatore inconsapevole, forse un bel panorama o, ancora, litri e litri di genepì con cui riscaldarsi nelle glaciali notti d’inverno. E invece a Elva, in alta Valle Maira, oltre a tutto questo, si incontra uno dei massimi capolavori dell’arte sacra in Piemonte: gli affreschi di Hans Clemer (1496-1503) nel presbiterio della Parrocchiale di Santa Maria Assunta (Borgata Serre). 

Imperdibile anche il Museo dei Pels, che racconta di uno dei mestieri più curiosi e di usi tra i valligiani della seconda metà dell’Ottocento: quello del raccoglitore di capelli, che viaggiava per le pianure alla ricerca di chiome da far lavorare alle donne e spedire poi ai grossisti per realizzare pregiate parrucche per aristocratici e lord. 

Oltre le strade

Una valle come questa, però, non la si conosce veramente se non abbandonando la strada principale, e con essa l’automobile, per solcare a piedi i sentieri che la attraversano, aprendo scenari maestosi che si burlano dei confini e arrivano in Francia. Il Campo Base Acceglio, quasi al termine della valle, a 1650 m, è un ottimo punto di partenza per itinerari che vanno da alcune ore a diversi giorni, percorsi di arrampicata su roccia e ghiaccio, scialpinismo, anelli di sci di fondo gratuito e percorsi di mountain bike. 

La Valle Maira è per gli escursionisti un vero luogo di beatitudine. L’associazione Percorsi Occitani fornisce informazioni sul tour di 14 tappe e 177 km che attraversa la valle. Un percorso ad anello (di circa due ore e 30 minuti), molto indicato per chi viaggia con bambini, è il quasi pianeggiante Sentiero dei Ciclamini (in fioritura tra luglio e agosto), che parte dal piazzale del municipio di Macra e passa per le borgate Caricatori e Camoglieres.