Safari in Sudafrica: 8 consigli per la prima volta

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Sogno della vita per molti, un safari in Sudafrica può assumere forme diverse: da fuga nel bush più remoto a immersione nel lusso più estremo, la gamma delle esperienze può soddisfare tutte le esigenze...e le tasche.

Quando andare

Per osservare la fauna selvatica l'inverno (da giugno a settembre) è la stagione ideale: molti alberi sono privi di foglie e ciò che facilita gli avvistamenti. La scarsità di cibo e acqua poi, spinge gli animali a uscire allo scoperto. L'estate sudafricana (da dicembre a febbraio) vede il paese al massimo del rigoglio, ma è meno facile scovare la fauna selvatica. Sarà decisamente più semplice notare i visitatori europei, che qui accorrono in branchi.

Scegliere il parco giusto

Il Sudafrica possiede circa 300 tra parchi nazionali e riserve. Le esperienze possibili sono quasi illimitate, dai luoghi più desolati alla savana ricca di vita. Puoi unirti a un safari guidato, muoverti in autonomia o cercare la pace in un campo isolato. Ci sono soluzioni per chi ha un budget contenuto (con qualche rischio di affollamento) e non mancano le strade percorribili con un'automobile presa a noleggio.

Per il tuo primo safari, considera questi aspetti:

a. Il Kruger National Park è il grande riferimento per i safari. In alcune aree è affollato, ma c'è sempre una possibilità di fuga, dal momento che è vasto grossomodo quanto la Lombardia. Tutti i grandi animali dell'Africa vivono qui. Puoi soggiornare in campi spartani o in cottage decisamente accoglienti. Intorno al parco ci sono città come Nelspruit nelle quali ti aspettano hotel, ostelli e resort di ogni tipo. L'aspetto negativo è che i safari possono iniziare all'alba e gli spostamenti fino al parco a volte richiedono un'ora o più.

b. Il parco di Hluhluwe-iMfolozi abbina splendidi paesaggi e fauna inattesa. Si trova nel cuore dello Zululand, dove ancora regna la cultura zulu. Le spiagge che punteggiano la Elephant Coast sono tra le più belle del Sudafrica, così si può fare safari e subito dopo un'immersione nel blu. Il parco, poi, è noto per la sua rete di percorsi escursionistici, che comprendono itinerari di più giorni e campeggio nel bush.

Scegliere una riserva privata

Ci sono due ragioni per non scegliere una riserva naturalistica privata: è troppo cara ed è troppo comoda. Non si tratta di posti per chi viaggia con budget limitato e non sono nemmeno posti per viaggiatori in cerca di avventure in libertà. In alcuni lodge privati, avventura significa che al massimo lo champagne dopo il safari ti verrà servito senza le fragoline di bosco... Detto questo, se cerchi il top dell'esperienza safari, tieni presente che i lodge nelle riserve private offrono:

a. Stretta vicinanza alla fauna selvatica. Non solo eviterai di guidare a lungo prima di iniziare il safari, ma il tonfo che sentirai alla finestra di notte potrebbe essere quello di un elefante che sbircia nella tua stanza. Sabi Sand, che confina con il Kruger, è considerato da molti il posto migliore per osservare gli animali.

b. Niente ressa. Si viaggia su jeep che ospitano al massimo sei persone, e non in carovane come nei grandi parchi, le guide riservano molta attenzione e quando si avvista una leonessa con cuccioli non scatta una frenetica gara per il fuoristrada che arriva più vicino.

c. Lusso. Alcuni lodge privati sono accoglienti e nulla più, ma alcuni, come quello di Ulusaba a Sabi Sand, sono il ritrovo dei ricchi e famosi, come il proprietario Richard Branson (quello della Virgin), e non fanno mancare nulla ai loro ospiti.

d. Personalizzazione. Puoi creare il tuo menu di attività ed esperienze, scegliendo di farti guidare nel bush o di dedicarti all'avvistamento di una specie in particolare. Alla Samara Private Game Reserve, in una valle verde incastonata nel deserto dell'Eastern Cape, puoi percorrere sentieri che ti porteranno a pochi metri dal muso di un ghepardo.

Un modo per risparmiare è soggiornare in una riserva privata per poche notti all'inizio del viaggio. Approfitta della preparazione delle guide e dell'abbondanza della fauna per imparare subito molte cose sulla natura del Sudafrica. Poi, con questo bel bagaglio di esperienza, potrai rilassarti in un parco nazionale, rallentare i ritmi e osservare da vicino quelli di madre natura.

Affidarsi a una guida

La prima volta che la tua guida ti porterà sulle tracce di un leopardo, ringrazierai di non esserti affidato alle tue sole forze. Una brava guida non ti terrà solo al sicuro dai leoni, ma ti farà apprezzare tutta la complessità del bush. Nelle riserve private, il servizio è compreso nel prezzo, ma nei parchi nazionali sarai tentato di farne a meno. La fortuna potrebbe assisterti (come è capitato a noi al Kruger), ma il rischio è di perdere molte cose interessanti.

Evitare l'ansia da Big Five

Sì, vedere leoni, leopardi, bufali, elefanti e rinoceronti (i cosiddetti Big Five) vale il viaggio. Troverai le due parole magiche (coniate dai cacciatori negli anni Venti per indicare le prede più pericolose) ovunque, anche sugli autobus. Anche zebre, ippopotami e giraffe non sono niente male. Scegli gli animali che non vuoi perdere anche tra quelli meno famosi. Non puoi dire di conoscere la ferocia di un facocero se non ne hai visto uno. E un branco di impala in allarme ti ricorderà che il pericolo si nasconde anche nella bellezza della savana.

Guidare o volare?

Puoi arrivare a un passo dal Kruger park volando da Cape Town o Johannesburg. Se vai di fretta, l'aereo è il mezzo migliore. Molti altri parchi sono serviti a dovere da voli interni e alcuni lodge si occuperanno di organizzare i tuoi spostamenti. Se disponi di tempo, però, guidare in Sudafrica è un'esperienza che merita. Anche perché non ci sono solo parchi e riserve, ma anche strade del vino e piccole città da scoprire. Per esempio, da Johannesburg puoi raggiungere il Kruger o Sabi Sand in una giornata alla guida o fare una sosta a Pilgrim's Rest, un'affascinante cittadina protagonista della corsa all'oro intorno al 1880, la cui atmosfera non è stata intaccata da restauri o altri interventi.

Portare le cose giuste

I safari all'alba al Kruger possono essere sorprendentemente freddi. Gli strati, compresi guanti e berretto, possono essere tolti con l'aumentare della temperatura. I binocoli sono essenziali, ma non aspettarti che ti siano forniti da lodge o guide. Un modello compatto ti permetterà di non perdere i movimenti dei gattoni in lontananza. E non contare sul wi-fi nel bush, quindi una buona guida si rivela essenziale.

 

Rilassarsi, soprattutto

Oltre a non battere i denti in un safari all'alba, cerca di rilassarti. Le guide faranno del loro meglio per farti osservare gli animali, ma non sempre tutti i desideri possono essere soddisfatti. Animali a parte, il paesaggio in sé, la bellezza delle pozze d'acqua nel deserto che riflettono la vastità del cielo e il canto degli uccelli sono aspetti da gustare fino in fondo. Quindi, non farti venire l'ansia di completare la tua checklist zoologia e non passare tutto il tempo con gli occhi all'obiettivo della videocamera. A volte, il momento magico del safari è quando non vedi proprio nulla.