San Marino secondo Lonely Planet: la nuova guida in pdf sulla Repubblica più antica del mondo
San Marino non è una sosta sulla strada per Rimini. Chi ci arriva aspettandosi un parco a tema medievale resta spesso spiazzato: la Repubblica più antica del mondo (1700 anni di continuità istituzionale, governo bicefalo dal 1243, parlamento ininterrotto da secoli) funziona davvero, e si vede. Il cambio della guardia non è folklore: è il Nucleo Uniformato della Guardia di Rocca, istituito nel 1754, che presidia ancora oggi la sede del governo. I Capitani Reggenti vengono eletti ogni sei mesi, come sempre. Il Palio delle Balestre Grandi si tiene dal 1537. È per questo che Lonely Planet, in collaborazione con l'Ufficio del Turismo della Repubblica di San Marino, ha dedicato a questa destinazione una guida in pdf: uno strumento snello e scaricabile, pensato per chi vuole capire dove si trova prima di arrivarci.
Una storia che non smette di sorprendere
La fondazione risale, per tradizione, al 3 settembre 301 d.C., quando un muratore cristiano di nome Marino, fuggito dall’isola di Arbe durante le persecuzioni di Diocleziano, si ritirò in cima al Monte Titano. Prima di morire avrebbe pronunciato le parole diventate motto della Repubblica: Relinquo vos liberos ab utroque homine, «vi lascio liberi da ambedue gli uomini», l’imperatore e il Papa. La storia vera, però, è quella dei secoli successivi: 61 km² di terra che hanno resistito ai grandi Stati del Rinascimento, sono sopravvissuti all’occupazione tentata dal cardinal Alberoni nel 1739 - quando i sammarinesi ricorsero al Papa e alla comunità internazionale fino a ottenere la restaurazione dell’autonomia - e hanno offerto rifugio a Garibaldi nel 1849. Il Novecento portò un’anomalia ancora più sorprendente: San Marino fu l’unico paese dell’Europa occidentale con un governo democraticamente eletto a guida comunista, fino ai Fatti di Rovereta del 1957. Il disgelo con l’Occidente arrivò nel 1962 in forma concreta: un nuovo acquedotto finanziato dagli Stati Uniti, ancora oggi ricordato dai sammarinesi come simbolo di quel cambio di rotta. Tutto questo è ancora leggibile nei luoghi, nelle epigrafi, nei quadri dei musei.
Il centro storico: più di un giro tra le torri
Il percorso classico (Porta San Francesco, Piazza della Libertà, le tre torri) è imprescindibile, ma vale la pena rallentare. Sotto la volta della Porta, due epigrafi medievali regolano ancora l’accesso alla città: nessun forestiero armato può entrare, e i battenti non si aprono di notte «fra un batocco e l’altro se non per affari pubblici». In Piazza della Libertà, la Statua della Libertà fu donata nel 1876 da una nobildonna tedesca che aveva ottenuto la cittadinanza onoraria con titolo ducale, titolo che lei stessa chiese di cambiare, perché il nome originale, Rancidello, suscitava troppe ironie. Il Palazzo Pubblico fu inaugurato nel 1894 con un discorso di Carducci sulla libertà perpetua. Poco lontano, scendendo verso la Cava dei Balestrieri, si trova la sede della Federazione Balestrieri Sammarinesi: uno spazio ricavato da un’antica cava ottocentesca, dove ogni 3 settembre i rappresentanti dei nove Castelli si sfidano nel Palio delle Balestre Grandi, una competizione che si tiene ininterrottamente dal 1537 e che è tutt’altro che una rievocazione: è parte integrante della memoria civica della Repubblica.
I musei e le torri
Al Museo di Stato spiccano il San Filippo Neri del Guercino e la grande tela di Pompeo Batoni San Marino che risolleva la Repubblica (1740), commissionata per celebrare il ritorno all’indipendenza dopo il tentativo di annessione pontificia. Il Museo Pinacoteca San Francesco conserva un affresco dell’Adorazione dei Magi del 1430-37, riscoperto nel 1960. Nella Seconda Torre, la Cesta, il Museo delle Armi Antiche espone circa 2000 pezzi tra armature e prototipi sperimentali.
Percorrere il Passo delle Streghe, il camminamento esterno tra la Prima e la Seconda Torre sospeso sul ciglio delle mura, è l’esperienza che meglio restituisce il senso del luogo. La Terza Torre, il Montale, piccola, scura, arroccata sulla roccia, non è visitabile ma vale il sentiero nel bosco per arrivarci.
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Quando andare e che cosa mangiare
La cucina sammarinese si muove tra Romagna e Marche: piadina sottilissima, strozzapreti con ragù, cappelletti in brodo, coniglio in porchetta. Il dolce emblematico è la Torta Tre Monti, strati di cialde croccanti con crema di cioccolato e nocciola. Da cercare: il Tilus, amaro al tartufo, specialità rara.
Il 3 settembre, la Festa della Fondazione, è la data più densa: corteo storico, Palio delle Balestre e fuochi d’artificio si incastonano in una giornata che non ha nulla di commemorativo nel senso pigro del termine. Da luglio ad agosto, ogni domenica alle sei del mattino, negli Orti dell’Arciprete un ensemble suona mentre sorge il sole sull’Adriatico: il biglietto include il rito finale del bombolone, irrinunciabile quanto il concerto stesso.
La guida: sedici tappe, tutto il necessario
Disponibile in pdf su qualsiasi dispositivo, la guida accompagna il viaggiatore tra sedici punti di interesse, storia, gastronomia ed eventi, con una sezione dedicata ai due percorsi outdoor principali, il Cammino del Titano (43 km ad anello) e il Cammino del Santo Marino (80 km in quattro tappe, inserito nei percorsi Giubilari 2025). Tutto ciò che serve per non sprecare un’ora sola sul Titano.