Cashel, Tipperary: l'Irlanda che non sapevi di voler visitare

8 minuti di lettura

Tra artigiani, casari e custodi di storia, la contea inserita da Lonely Planet nel Best in Travel 2026 ha molto più da offrire della sua celebre rocca medievale.

La Rock of Cashel e il verde della Contea di Tipperary; ©️MNStudio/Shutterstock.com
La Rock of Cashel e il verde della Contea di Tipperary; ©️MNStudio/Shutterstock.com
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Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila facevo un consumo smodato di musica irlandese. Passavo dai Cranberries agli U2, ma anche, ora posso ammetterlo senza vergognarmene troppo, ai Boyzone. Il pub irlandese a metà strada tra casa e il liceo era il punto di ritrovo del sabato sera: mi immagino che quel posto ci facesse sentire altrove, un po’ tra le strade del centro di Dublino e un po’ in un vivace villaggio di campagna, e non lungo il trafficato Corso Francia, a Torino, dove vivevo da ragazzo.

L’Irlanda è sempre stata un luogo che sentivo vicino nel mio immaginario, ma non ci avevo mai messo piede prima che l’ente del turismo irlandese mi invitasse a visitare la contea di Tipperary, inserita da Lonely Planet nel Best in Travel 2026.

Prima di partire, colleghi e amici mi avevano già parlato della straordinaria gentilezza degli irlandesi. Avevo registrato l’informazione senza farci troppo caso. Poi ho capito cosa intendevano. Il loro modo di fare, il temperamento gioviale, fanno sentire l’altro accolto, di casa. L’ho trovata con Mick, il taxista all’aeroporto, con il personale del Cashel Palace Hotel — un cinque stelle che mi ha visto arrivare in tenuta da trekking con uno zaino più alto di me — e poi con Bernard, Alan e Jimmy, che mi hanno aperto le porte delle loro case, dei loro laboratori e dei loro sentieri.


Ma cominciamo dall’inizio.

Per questo viaggio avevo preparato una buona varietà di vestiti per ogni evenienza metereologica, ma il tempo è stato insolitamente clemente, tanto da farmi girare in maniche corte più volte. La base della mia esplorazione è stata Cashel, un grazioso paesino raggiungibile con l’autobus 245X da Dublino in circa un paio d’ore.


L'impressionante complesso medievale della Rock of Cashel; ©️Marcello Scaroina
L’impressionante complesso medievale della Rock of Cashel; ©️Marcello Scaroina

La Rock of Cashel, uno dei siti medievali più spettacolari d’Irlanda

Arrivando, la Rock of Cashel riempie l’orizzonte ed è la ragione principale per venire fin qui. È una roccia calcarea che emerge dalla pianura verde sormontata da un impressionante complesso medievale. Fu sede dei Re del Munster per secoli, e qui nel V secolo San Patrizio battezzò il re Aengus, dando il via alla cristianizzazione dell’Irlanda. La leggenda vuole che durante la cerimonia il Santo abbia accidentalmente trafitto il piede del re con il suo pastorale, e che il re non abbia fiatato, convinto che facesse parte del rito. Nel 1101 i sovrani donarono la Rock of Cashel alla Chiesa, e da allora divenne uno dei centri religiosi più importanti dell’isola. La cattedrale gotica risale al XIII secolo, la Round Tower all’XI, e la Cormac’s Chapel, costruita nel 1127, è considerata un capolavoro: ha gli unici affreschi di epoca romanica rimasti in Irlanda, santi con l’aureola dorata e vesti blu e rosse, sbiaditi ma ancora lì dopo novecento anni. Nel 1647 il complesso fu saccheggiato dalle forze parlamentari inglesi - uno dei momenti più bui della storia irlandese - e da allora non fu mai più ricostruito.


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L'eleganza del Cashel Palace Hotel; ©️Marcello Scaroina
L’eleganza del Cashel Palace Hotel; ©️Marcello Scaroina

Cashel Palace Hotel, boutique hotel con vista

Ai piedi della rocca si trova il Cashel Palace Hotel, un boutique hotel a 5 stelle con vista sul castello a cui si accede attraverso un viale costeggiato da lussuose automobili.

Al mio arrivo il personale, con estrema cortesia, riesce a farmi sentire perfettamente a mio agio, fingendo di non notare la dissonanza tra il mio abbigliamento, post volo, post autobus, post visita al castello, e il look country chic degli ospiti di questo piccolo gioiello, che al suo interno ospita anche un ristorante con una stella Michelin.

La colazione si fa affacciati su un magnifico giardino privato, con accesso diretto alla Rock. La spa ha una piscina con vista sull’esterno e diversi trattamenti, tra cui quello alle alghe, che regala una pelle morbidissima, idratata, con un leggero effetto gelatinoso. Dopo il trattamento è sconsigliato lavarsi, ma è preferibile non avere impegni sociali subito dopo perché il profumo di mare è piuttosto persistente.


Alan Walsh di Rossa Pottery e il suo cane; ©️ Marcello Scaroina
Alan Walsh di Rossa Pottery e il suo cane; ©️ Marcello Scaroina
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Rossa Pottery: la ceramica artigianale di Cashel

A pochi passi dal Cashel Palace, al numero 77 di Main Street, c’è un negozio con una vetrina tutta blu specializzato in prodotti in ceramica. Si chiama Rossa Pottery, un nome ispirato alla terra rossa, l’argilla alla base della ceramica tradizionale. È la più antica manifattura di ceramica artigianale d’Irlanda, portata avanti da Alan Walsh e sua moglie Sarah: lei si occupa del negozio, lui della produzione.

Alan mi carica sul suo van e mi porta insieme al suo cane, il più grande e docile che abbia mai visto, nel laboratorio a un paio di chilometri di distanza. Suo padre Ned ha fondato l’attività nel 1962 partendo da zero. Alan ha imparato dai maestri vecchio stile e oggi è in grado di produrre al tornio fino a 120 tazze all’ora. Le smaltature sono un segreto di famiglia tramandato dal padre: da bambini, mi confida, dicevano loro di non parlarne neanche con gli amici a scuola. Rossa Pottery è nelle case di presidenti, diplomatici e della Regina Elisabetta. Ogni pezzo è firmato da Alan a mano.


Il Cashel Folk Village; ©️Marcello Scaroina
Il Cashel Folk Village; ©️Marcello Scaroina

Cashel Folk Village, il museo privato ai piedi della Rock

A poca distanza dal negozio di Alan e Sarah si trova il Cashel Folk Village, un museo privato che raccoglie memorabilia originali di vasta parte della storia irlandese. Lo gestisce Bernard Minogue, che qui praticamente c’è nato. La sua famiglia ha custodito la Rock dal 1892, suo padre Billy era l’ultimo custode esclusivo e Bernard ha avuto il privilegio di giocare liberamente tra le antiche mura medievali. Mi accompagna di persona durante la visita, il suo entusiasmo è trascinante, anche se devo ammettere che ogni tanto faccio fatica a tenere il passo alla sua parlata veloce.

Il museo è molto più ricco di quanto sembri dall’esterno: si passa da una carovana originale degli stagnini a una ricostruzione della fucina del fabbro, dal museo della Grande Carestia a quello della Rivolta di Pasqua del 1916, attraversando secoli di storia irlandese in pochi metri quadri.

Ma è davanti alle leggi penali britanniche del 1695, incorniciate e appese alla parete, che Bernard si ferma. Aspetta, si accerta che le stia leggendo: "Quando la gente le legge, all’improvviso capisce cosa è successo davvero in questo paese". In meno di cento anni dalla loro introduzione, la proprietà terriera dei cattolici irlandesi crollò dal 90% al 5%. Furono la radice della Grande Carestia del 1845, che in sei anni spazzò via la vita di due milioni e mezzo di persone, tra morti e emigrati.

Ogni anno il museo accoglie migliaia di visitatori, soprattutto dal Regno Unito, desiderosi di capire meglio questa storia, e dagli Stati Uniti, alla ricerca delle tracce dei propri antenati.


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Il Cashel Blue, il primo erborinato originale d'Irlanda; ©️IPA/ALAMY
Il Cashel Blue, il primo erborinato originale d’Irlanda; ©️IPA/ALAMY

Il Cashel Blue, il primo erborinato d’Irlanda

A Fethard, a pochi chilometri da Cashel, si produce il Cashel Blue, il primo erborinato artigianale d’Irlanda. La fattoria è gestita da Sarah e Sergio Furno. Sergio è italo-irlandese, suo padre è lombardo di un paese vicino ad Arborio, e ha conosciuto Sarah Grubb all’università in Galles.

Si portavano i regali da casa durante le vacanze: lui i sacchi di riso per il risotto, lei i formaggi di famiglia. Una volta sposati, si sono trasferiti a Tipperary e dal 2004 portano avanti quello che Jane e Louis Grubb avevano costruito dal nulla negli anni Ottanta, con un obiettivo semplice: guadagnare abbastanza per vivere e creare qualche posto di lavoro per chi voleva restare in zona. Oggi possono contare su una ventina di dipendenti.

Con Sergio parliamo in italiano nella sala delle degustazioni. Il Cashel Blue non esce dalla fattoria prima di nove o dieci settimane, ma il punto ideale, secondo Sergio, è tra le sedici e le diciotto. Per i mercati di Nord America e Australia il viaggio stesso diventa parte della stagionatura. La degustazione è una piccola rivelazione: si comincia dalla Toma numero 5, un semi-hard di latte vaccino dal carattere morbido e burroso, poi si passa al Crozier Blue, l’unico erborinato di solo latte di pecora fatto in Irlanda, più cremoso e delicato del pecorino italiano, concludendo con il Cashel Blue biologico e normale. "Il latte irlandese è più dolce, più ricco di quello italiano, e si sente nel formaggio”, mi spiega Sergio.

Se siete curiosi di assaggiare questi formaggi, potete trovarli in tutti i principali ristoranti e botteghe di prodotti tipici della contea.

La Glen of Aherlow; ©️Marcello Scaroina
La Glen of Aherlow; ©️Marcello Scaroina
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Trekking nel Tipperary: Glen of Aherlow

Allontanandosi da Cashel verso sud, dopo una trentina di chilometri si entra nella Glen of Aherlow, una valle nascosta tra le Galtee Mountains, le montagne più alte d’Irlanda (Galtymore raggiunge i 919 metri). È una zona poco battuta dal turismo di massa, fatta di pascoli, boschi e piccole strade che si arrampicano sui fianchi delle colline. Qui cammino con Jimmy Barry, la mia guida: ex militare ed ex manager, conosce ogni sentiero e ogni storia di questa terra. Il sentiero su cui mi accompagna è molto dolce, accessibile anche alle famiglie, ed è costellato di piccole porte colorate inchiodate alla base dei tronchi: sono le fairy doors, piccoli usci dipinti a mano che, secondo la tradizione irlandese, sono l’ingresso al mondo del piccolo popolo. Mentre cammina, Jimmy mi racconta dei personaggi delle fiabe irlandesi: i troll, i leprecauni, le fate che abitano i boschi.

 

Tornato a casa, ho sentito l’impellente bisogno di andare a prendere una birra al Downpatrick (i panini sono decisamente migliorati) e di programmare un prossimo viaggio in Irlanda. Non potevo certamente aspettare altri quarant’anni.

Marcello ha viaggiato con Tourism Ireland. I collaboratori di Lonely Planet non accettano gratuità in cambio di recensioni positive.

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