Tutto quello che c'è da sapere sugli onsen del Giappone

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Fare il bagno in un onsen (sorgente termale) significa prendere parte a un rituale millenario. Giapponesi di tutte le età si recano presso questi bagni per rilassare la mente e il corpo in compagnia degli amici o per godere di una placida solitudine. A differenza dei sentō (bagni pubblici), gli onsen del Giappone possono trovarsi all'interno di un hotel o di un ryokan (locanda tradizionale) oppure essere raggruppati in deliziose cittadine termali. Possono spaziare da lussuosi bagni moderni a fumanti vasche all'aperto ricavate in uno splendido giardino. Negli onsen vigono norme che potrebbero scoraggiare chi non le conosce. Questa breve guida vi accompagnerà in ogni fase della visita a un onsen e vi spiegherà tutti gli aspetti dell’etichetta, consentendovi di vivere questa esperienza proprio come una persona del posto.

Un onsen all’aperto a Hakone-Yumoto.
Un onsen all’aperto a Hakone-Yumoto.
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L’arrivo all’onsen

All’ingresso dell’onsen si trovano scaffali e armadietto in cui lasciare le scarpe. La tariffa di accesso – di solito tra i 400 e gli 800 yen giapponesi (¥), ma può arrivare fino a 2000 ¥; per darvi un’idea, 400 ¥ equivalgono a poco più di 2 euro – si può pagare in segreteria o servendosi di uno sportello automatico. Il noleggio di asciugamani grandi e piccoli è generalmente incluso oppure ha un piccolo costo aggiuntivo (circa 300 ¥).

 

A questo punto dirigetevi verso gli spogliatoi, contrassegnati dai caratteri per gli uomini e per le donne. Qui troverete dei cestini o degli armadietti a gettone in cui riporre i vostri effetti personali e i vestiti, compresa la biancheria intima: negli onsen, infatti, si sta completamente nudi. I gioielli si possono rovinare a causa dei minerali presenti nell’acqua, quindi toglietevi anelli, collane e orecchini. Avviatevi alle vasche portando con voi soltanto un piccolo asciugamano (opzionale), il braccialetto impermeabile corrispondente al vostro armadietto e, se ne avete di vostri, shampoo e sapone. Gli spogliatoi di solito mettono a disposizione asciugacapelli e articoli per la cura del corpo come rasoi, lozioni, profumi e acque di colonia.

Prima di immergersi bisogna lavarsi

Dopo esservi spogliati, trasferitevi nell’area delle vasche, avvolte dal vapore; di fronte a esse si trovano delle postazioni doccia aperte o dei lavatoi allineati lungo le pareti. Sedetevi su uno sgabello rivolto verso il muro e usate il piccolo secchiello, il sapone e lo shampoo in dotazione per lavarvi accuratamente dalla testa ai piedi prima di entrare in acqua.

Lo Zao onsen nella Prefettura di Yamagata. © weniliou/Shutterstock
Lo Zao onsen nella Prefettura di Yamagata. © weniliou/Shutterstock
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Vivere con naturalezza l’essere nudi

In un onsen tutti fanno il bagno completamente nudi; non sono ammessi costumi da bagno o biancheria intima. I giapponesi si sentono perfettamente a loro agio in tale contesto e si comportano né più né meno di come farebbero, per esempio, sui mezzi pubblici, a stretto contatto con perfetti sconosciuti.

 

Con questa consapevolezza, e cercando di imitare i giapponesi, l’esperienza può risultare liberatoria e del tutto naturale. I bagni pubblici in Giappone sono considerati un grande livellatore sociale proprio in virtù della cosiddetta hadaka no tsukiai (“amicizia nuda”).

 

Potrete provare a coprirvi con il piccolo asciugamano in dotazione mentre vi spostate da una vasca all’altra, ma bisogna stare molto attenti a tenere l’asciugamano lontano dall’acqua per evitare che la contamini: noterete che gli utenti più esperti lo piegano e lo tengono in equilibrio sulla testa.

 

Non vi va di restare nudi davanti a degli sconosciuti? Negli onsen e nei ryokan c’è di solito la possibilità di scegliere un kashikiri, uno spazio privato in cui vale comunque l’obbligo di lavarsi prima di entrare in acqua, o un rotemburo (bagno all’aperto) ugualmente riservato.

Il Kurokawa onsen nella Prefettura di Kumamoto. © Bohistock/Getty Images
Il Kurokawa onsen nella Prefettura di Kumamoto. © Bohistock/Getty Images

Come godersi il bagno

Gli onsen pubblici dispongono di almeno una vasca di grandi dimensioni, con gradini per entrare o sedersi. Alcune strutture offrono diverse vasche, ciascuna alimentata da sorgenti naturali. Talvolta potreste notare presso la vasca un cartello con il simbolo del fulmine: significa che dei piccoli elettrodi presenti nell’acqua rilasciano una leggera corrente, che provoca una sorta di formicolio stimolante per i muscoli e la circolazione. In certe vasche invece l’acqua può essere davvero caldissima, al punto che si fa fatica a immergerci un dito del piede!

 

Iniziate con una delle vasche calde normali, con una temperatura compresa tra 34 e 42 gradi. I gradini possono essere invisibili sotto l’acqua lattiginosa. La presenza di altri bagnanti non significa che dobbiate interagire con loro: godetevi semplicemente il momento per tutto il tempo che volete, che sia un minuto oppure qualche ora.

 

Dopo aver sciolto la tensione nell’acqua calda potreste sentirvi abbastanza audaci da immergervi nella vasca gelida per scuotervi dal torpore. Alcuni onsen dispongono anche di una vasca con acqua fortemente minerale, il cui colore può variare: la presenza di ferro, per esempio, le dà un tono tra il rosso e il marrone scuro, mentre lo iodio le conferisce un colore paglierino e un odore caratteristico.

 

Provate una vasca dopo l’altra, lavandovi alle postazioni doccia prima di immergervi nuovamente: è questo il rituale millenario dell’onsen.

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Non fate la doccia dopo il bagno

I giapponesi, di solito, non si lavano dopo l’ultimo bagno per non vanificare gli effetti benefici dei minerali presenti nell’acqua. Alcuni onsen offrono servizi come massaggi a pagamento e sale relax, dove potrete riposarvi prima o dopo il bagno.

Sgabelli e tinozze per lavarsi prima di entrare nelle vasche. © Chatchawat Prasertsom/Shutterstock
Sgabelli e tinozze per lavarsi prima di entrare nelle vasche. © Chatchawat Prasertsom/Shutterstock

Norme di comportamento nelle vasche

Gli onsen sono luoghi di quiete e di pace. Parlate a bassa voce ed evitate di fare baccano e di sollevare troppi spruzzi. Nuotare e immergere la testa sott’acqua vi attirerà occhiate di disapprovazione. Chi ha i capelli lunghi dovrebbe legarli prima di entrare nelle vasche.

 

Alcuni onsen non consentono l’ingresso ai bagnanti con tatuaggi visibili, dal momento che fino a non molto tempo fa i tatuaggi erano associati ai membri della yakuza, la mafia giapponese. Verificate la politica della struttura in cui vi trovate o coprite i tatuaggi con adesivi impermeabili (talvolta forniti dagli onsen, soprattutto negli hotel).

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Qual è il periodo più adatto per visitare un onsen?

Gli onsen sono invitanti in tutte le stagioni. La fioritura primaverile dei ciliegi (da marzo a maggio) e il foliage autunnale si prestano a meraviglia alle immersioni nelle vasche all’aperto, circondate da scenari meravigliosi. L’inverno, meglio se con la neve, è particolarmente suggestivo perché le sorgenti termali creano un contrasto spettacolare con il paesaggio bianco e immoto.


Non sorprende che in questa stagione si tengano molti festival ed eventi dedicati agli onsen. Per i viaggiatori attenti al budget i periodi più convenienti sono in genere il tardo inverno e l’inizio dell’autunno. I momenti di maggiore affollamento, e dunque più costosi, coincidono con le festività della Settimana d’oro (da fine aprile a inizio maggio), dell’Obon (metà agosto) e del Capodanno.

Quanto tempo trascorrere in un onsen?

Una visita a un onsen può durare giusto cinque minuti o protrarsi piacevolmente per un intero pomeriggio. Se pianificate una gita di un giorno in una cittadina termale, calcolate di trascorrervi almeno qualche ora per godervi appieno l’esperienza.

 

Concedetevi anche un certo margine di tempo per rilassarvi nelle saune. Con un intero week end a disposizione si può prendere in considerazione l’idea di soggiornare in un ryokan dotato di proprie sorgenti. Questo consente di provare l’onsen in orari diversi, apprezzando la serenità di un bagno al mattino presto o la tranquillità delle ore serali. Molte cittadine termali, poi, sono immerse nella natura, il che permette di fare escursioni e visitare templi, perfetto coronamento di una giornata da ricordare.

Il Kusatsu onsen nella Prefettura di Gunma. © Jujumin Chu/Shutterstock
Il Kusatsu onsen nella Prefettura di Gunma. © Jujumin Chu/Shutterstock
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I migliori onsen del Giappone

Kanaya Ryokan a Rendai-ji, Hakone: un enorme e suggestivo onsen in legno nella Penisola di Izu, con vasche miste.


Nakabusa Onsen, Alpi Giapponesi: straordinario e remoto, con 29 sorgenti termali naturali.


Kurama Onsen, Kyoto: un luogo ideale per immergersi e lasciarsi alle spalle lo stress della città, o per rilassarsi dopo un’escursione nelle colline circostanti.


Kinosaki, Kansai: la città termale per eccellenza, con sette bagni pubblici e numerosi onsen ryokan.


Lamp no yado Aoni Onsen, Aomori: incastonato in una valle remota, un onsen ryokan illuminato esclusivamente da lampade a olio, per un’esperienza all’insegna della serenità.


Tsurunoyu Onsen, Nyūtō: vasche di acqua lattiginosa e ricca di minerali; esiste da ben quattro secoli.


Fukiage Roten-no-yu, Hokkaidō Centrale: un onsen konyoku (misto) lontano dalle rotte turistiche, immerso nella foresta e per di più gratuito.


Dōgo Onsen, Matsuyama: menzionato in numerosi classici della letteratura, in particolare nel romanzo Il signorino di Natsume Sōseki, si trova in un edificio simile a un castello edificato nel 1894.


Ibusuki, Kyūshū: rinomati onsen in cui il vapore dell’acqua sale dal terreno, avvolgendo i bagnanti sepolti nella sabbia fino al collo.


Hirauchi Kaichū Onsen, Yakushima: una vasca all’aperto in riva al mare, accessibile per meno di 300 ¥.

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