Si può ancora salvare il paradiso? Thailandia e overtourism
Per i viaggiatori in cerca di una fuga dalla routine e una vacanza rilassante al sole, non c’è spazio per i dubbi: le 1430 isole della Thailandia ne fanno una delle destinazioni più popolari nel Sud-est asiatico. Per chi desidera mare scintillante e spiagge magnifiche, non c’è posto migliore della Costa delle Andamane. Se sognate di lasciarvi alle spalle lo stress e vivere in infradito, è possibile che una volta arrivati decidiate di non tornare mai più a casa. Tra i paesaggi idilliaci, la cultura originale, il cibo fantastico e la gente ospitale, capita abbastanza di frequente che chi visita il paese per la prima volta se ne innamori perdutamente. E poi c’è lo stile di vita spensierato delle isole, all’insegna del ‘va bene tutto’. Purtroppo, è proprio questo atteggiamento, insieme a una mancanza di sensibilità culturale, che sta provocando problemi.
Il prezzo del paradiso
Quando si tratta di proteggere i luoghi che amiamo, la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Isole incontaminate, lontane dai percorsi più battuti, possono venire stravolte in una sola stagione, specie se un costante afflusso di turisti porta a uno sviluppo edilizio incontrollato.
Diverse isole di fronte alla Costa delle Andamane, un tempo considerate l’ultimo autentico paradiso della Thailandia, si trovano ad affrontare i problemi provocati dallo sviluppo eccessivo e improvviso. Hotel e guesthouse sono spuntati come funghi in aree dove un tempo non c’era traccia di edifici, mettendo a dura prova le risorse naturali al punto che spesso le scorte di acqua dolce finiscono, soprattutto in alta stagione, quando piove pochissimo per diversi mesi. Minimarket di grandi catene prendono il posto dei negozietti a conduzione familiare, col risultato che gli abitanti del luogo perdono la loro fonte di sostentamento.
Un altro problema spinoso è costituito dai rifiuti. Molte di queste isole sono prive di discarica o impianti per il riciclo, e i rifiuti spesso si accumulano per settimane prima che arrivi una barca dalla terraferma a ritirarli. Il problema non è solo che i cumuli di rifiuti sono sgradevoli alla vista e maleodoranti, ma anche che attirano topi e serpenti. L’espediente di bruciare i rifiuti, a cui spesso si ricorre per risolvere la situazione, non fa che disperdere sostanze inquinanti nell’atmosfera.
Vale anche la pena di ricordare che le vacanze su queste isole non sono economiche, e anche la struttura più conveniente ricade nella categoria di fascia media. Pure mangiare fuori è costoso, perché gran parte degli ingredienti giunge via mare dalla terraferma. Inutile dire che se per colazione volete un toast di pane a lievitazione naturale con crema di avocado, preparatevi a pagarlo a peso d’oro.
Quando il turismo diventa eccessivo?
Che piaccia o no, gli influencer sono insuperabili quando si tratta di creare scalpore. Ma che succede quando un influencer sostiene di aver scoperto una ‘gemma nascosta’ o una ‘spiaggia segreta’, e la spiaggia in questione è un’isoletta minuscola del tutto impreparata a ritrovarsi all’improvviso al centro dell’attenzione? Le conseguenze, ovviamente, possono essere travolgenti. Va anche detto che molte isole della Thailandia vivono di turismo, e se i visitatori dovessero all’improvviso non presentarsi più, una larga parte dell’economia locale rischierebbe di crollare. Ma troppo turismo non sempre è una cosa positiva.
Prendiamo per esempio Ao Maya. Questa baia di Ko Phi-Phi Leh divenne famosa quando vi fu girato il film The Beach con Leonardo DiCaprio. Negli anni successivi, fiumi di turisti, a volte fino a 8000 al giorno, raggiungevano la baia in motoscafo da Krabi e Phuket – paradossalmente, in cerca di un idilliaco angolo di paradiso. Il risultato fu un incubo. La spiaggia di Ao Maya si coprì di cartacce, bottiglie di plastica e mozziconi di sigaretta. Per non parlare dei danni provocati dai motoscafi che calavano l’ancora sulla fragile barriera corallina. Nel 2018, il governo thailandese prese la rivoluzionaria decisione di chiudere Ao Maya per consentire all’ecosistema di rigenerarsi. Come è andata? La natura ha ripreso il sopravvento e nelle acque dell’isola sono tornate creature marine come lo squalo pinnanera del reef. Ao Maya ha riaperto all’inizio di gennaio 2022 con nuove norme e regole per contrastare il turismo eccessivo. Adesso la baia chiude per due mesi all’anno per finalità di tutela ambientale; finora, questo impegno ha portato risultati positivi.
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Un turismo migliore
Non è troppo tardi per proteggere questa porzione di paradiso. Dobbiamo solo essere turisti migliori. Continuiamo a visitare le magnifiche isole della Thailandia, soprattutto quelle più difficili da raggiungere, come Ko Lipe e Ko Phayam. Nonostante lo sviluppo edilizio incontrollato, queste isole restano assolutamente eccezionali. Ci sono spiagge bellissime e fitte macchie di giungla da scoprire, e l’acqua che le circonda è tra le più trasparenti che vedrete in Thailandia. I siti di immersione e snorkelling sono favolosi. Quando ci si reca in questi posti, però, è importante essere consapevoli dei problemi provocati dallo sviluppo incontrollato.
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Ricordatevi che siete ospiti; siate gentili con gli abitanti del posto e sosteneteli quando potete. Comprate i cibi deliziosi ed economici dei chioschi degli ambulanti invece di mangiare nei ristoranti delle catene internazionali. Quando è possibile, fate la spesa nei negozietti locali. E per quanto possa essere divertente contrattare in un grande mercato di Bangkok, è importante tenere a mente che sulle isole i prezzi sono fissi per quasi tutto, quindi non c’è bisogno di mercanteggiare nella speranza di fare un buon affare.
Fate anche attenzione ai rifiuti, soprattutto durante le escursioni giornaliere di snorkelling nei parchi nazionali. Non lasciateli in giro; organizzatevi in modo da raccoglierli e portarli via per poi gettarli una volta rientrati alla vostra sistemazione.
Non sprecate acqua ed elettricità: tutte le strutture sulle isole offrono suggerimenti e accorgimenti per risparmiare sui consumi. Il fine è tutelare le riserve naturali, non privarvi del comfort dell’aria condizionata in un bungalow lungo la spiaggia. Infine, godetevi la vostra vacanza sulla terraferma e le isole, ma ricordate: questo è un paradiso che potrebbe facilmente sparire se non facciamo del nostro meglio per proteggerlo.