Il Poy Sang Long, il rito di passaggio Shan in Thailandia
A Mae Hong Son, nel nord della Thailandia, a pochi chilometri dal confine birmano, ogni primavera decine di bambini Shan diventano principi per un giorno, per poi venire ordinati novizi buddhisti. Truccati con rossetto e polvere di tanaka, vestiti con abiti ricamati e gioielli, protetti da ombrellini dorati, per tre giorni saranno considerati creature sacre. È il Poy Sang Long, uno dei riti di passaggio più antichi del Sud-est asiatico.
Un rito di passaggio millenario
Il Poy Sang Long è il rito con cui il popolo Shan (chiamato qui Tai Yai, "grande Tai”) celebra l’ingresso dei propri figli nella vita monastica buddhista. I ragazzi hanno tra i sette e i quattordici anni, e per le loro famiglie si tratta di uno degli atti di devozione più significativi che si possano compiere.
Alle celebrazioni partecipano anche quaranta o cinquanta ragazzi alla volta, provenienti da tutta la provincia. Il primo giorno i familiari si riuniscono nel cortile del tempio per radere la testa ai ragazzi. I capelli cadono su una foglia di loto tenuta in grembo dal bambino, un primo gesto formale di abbandono del mondo. Il secondo giorno inizia alle quattro di mattina, con il trucco e la vestizione. I ragazzi assumono così le sembianze di giovani principi Shan e da quel momento fino alla fine del Poy Sang Long non toccheranno più terra perché saranno portati sulle spalle dal padre o dallo zio. La sera, di ritorno al tempio, musica e danze continuano fino a notte fonda. Il terzo giorno i costumi lasciano il posto alla veste color zafferano e i ragazzi vengono accolti nella comunità monastica.
Mae Hong Son, la città delle tre nebbie
Arroccata tra montagne verdi e avvolta dalla foschia quasi tutto l’anno, l’atmosfera sospesa che si respira a Mae Hong Son le è valsa il soprannome di "città delle tre nebbie”. Il modo migliore per viverla è svegliarsi presto. Salite al Wat Phra That Doi Kong Mu, il tempio sulla collina che domina la città, per guardare l’alba mentre la nebbia sale dalle valli. Poi scendete al mercato del mattino per assaggiare alcuni piatti locali come il tua phu oun, noodles di piselli tipici della cucina Shan o il khao furn (crema densa di piselli gialli spezzati servita con noodles di riso). E se la cultura Shan vi incuriosisce, vale la pena visitare il Living Museum.
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Il Wat Chong Kham e Wat Chong Klang sono due templi gemelli, affacciati sul lago artificiale di Chong Kham. Questi due templi sono il luogo principale delle celebrazioni tai yai. Infine, a circa 30 chilometri dalla città sorge il Wat Phu Samanaram, il più tradizionale dei templi Shan.