Cavalcare le onde a Siargao, nelle Filippine

Siargao sembra uscita dalle pagine di una rivista patinata dove pare che tutti vivano al massimo, non solo su Instagram. Lontana anni luce da Manila, l’isola ricorda la Bali di decenni fa: piena di gente bella, flessuosa e tatuata che in qualche modo è riuscita a trasformare i sogni di vacanza nella vita reale. Un piccolo gruppo di appassionati surfisti australiani, americani, europei e filippini, inizialmente attratti da onde favorevoli tutto l’anno e da una tranquillità che si è persa in altre isole delle Filippine, ha fatto conoscere Siargao, che oggi è una destinazione di primo piano nel paese. Oltre ai surfisti, Siargao richiama anche viaggiatori fai-da-te e nomadi digitali postpandemia, che finiscono per prolungare il loro soggiorno di settimane, mesi o addirittura anni. L’esplorazione vi porterà in piscine naturali tra le rupi, paludi di mangrovie, fiumi tortuosi, isole con strane formazioni rocciose e animali selvatici, cascate e foreste, con l’amaca ad attendervi alla fine di ogni giornata.

Il fiume Maasin a Siargao  © thekelvinlachica/Shutterstock
Il fiume Maasin a Siargao © thekelvinlachica/Shutterstock
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Una giornata sulla tavola

Il surf e la cultura del surf pervadono tutto a Siargao. La moda. Gli stili di vita. L’estetica. E, osiamo aggiungere, l’atmosfera. Ormai consolidata come destinazione internazionale, l’isola consente di fare surf tutto l’anno, ma il periodo migliore è considerato in genere quello da agosto a novembre, quando i venti dei tifoni danno origine a grandi mareggiate. I mesi da dicembre ad aprile sono soggetti a forti venti trasversali; quelli da febbraio ad aprile sono ideali per chi vuole usare la longboard su onde cristalline, alte fino alla vita, morbide e facili, mentre da maggio a luglio tendono a essere più deboli. In alcuni spot questa stagione è perfetta per i principianti. Da marzo a maggio in genere è la stagione secca; preparatevi a un sole cocente.

Presso i resort dell’isola si possono noleggiare le tavole e prendere lezioni. Si consiglia vivamente di usare le scarpette da surf, poiché alcuni break si trovano lungo la barriera corallina, per quanto ‘morbida’.

Cloud Nine è il break più famoso, ma ce ne sono altri lungo la costa di Siargao o intorno alle isole adiacenti. Uno dei preferiti dai surfisti di livello intermedio è Pesangan o Cemetery, noto per le sue svariate opzioni, mentre se siete alle prime armi e volete divertirvi, il posto migliore è Jacking Horse, ma assicuratevi di assumere solo istruttori certificati ISA. Lo stand-up paddling sta diventando sempre più popolare, e molti resort offrono tavole e lezioni.

Il break di Cloud Nine  © Rodrigoreiss/Shutterstock
Il break di Cloud Nine © Rodrigoreiss/Shutterstock

Una movimentata vita notturna

Dopo giornate trascorse al sole indossando solo il costume da bagno, Siargao offre una vivace vita notturna alimentata da drink a buon prezzo. Con una precisazione: i surfisti seri si svegliano presto per conquistare le onde migliori e molti seguono una filosofia di vita olistica e salutare. Tanti però non conoscono freni e poi giurano di non bere più… fino a quando ricadono in tentazione. Il fulcro della baldoria è GL ma, a dimostrazione del fatto che questa parte di Siargao è una vera comunità, i bar e i resort si animano in serate prestabilite. Chiedete in giro per conoscere il programma aggiornato. Il Mama Coco è noto per le serate tech e retrò; i suoi ‘turni’ cadono il lunedì e il venerdì.

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Una laguna a Siargao © kudla/Shutterstock
Una laguna a Siargao © kudla/Shutterstock

Immersioni con le bombole e in apnea

Il surf conquista gran parte dell’attenzione, ma vale la pena di scoprire anche cosa si cela sotto le onde. La presenza di grotte profonde come la Blue Cathedral fa sì che alcune delle immersioni più interessanti della zona siano riservate esclusivamente ai sub esperti. In genere, tuttavia, grazie alla visibilità eccellente e al gran numero di siti di immersione, questo è un buon posto per chi vuole imparare.

Coconut tree road a Siargao  © Sanne Dost /Shutterstock
Coconut tree road a Siargao © Sanne Dost /Shutterstock
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Come muoversi

Il porto si trova nella municipalità principale, Dapa. All’arrivo, quasi tutti i visitatori puntano su uno dei resort situati tra General Luna (o semplicemente GL) e ‘Cloud Nine’. Prendete un habalhabal (mototaxi con sedili più larghi) per GL (P250, 30 minuti) o Cloud Nine (P300, 35 minuti). Il prezzo dipende dalle vostre capacità di negoziazione e dall’ora (la mattina presto costa di più). I tricicli sono più cari e molto più lenti. Un ottimo modo per trascorrere la giornata è girare per conto proprio (la ‘circumferential road’ è in gran parte asfaltata).

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La tutela di Siargao

Siargao è piccola rispetto alla velocità con cui l’economia sta crescendo, quindi uno dei modi per sostenere la comunità e proteggere l’ambiente dell’isola è attraverso le ONG che sostengono un vero e proprio turismo locale e gli sforzi dell’agricoltura per preservare la bellezza naturale.

Visitate The Hub by Lokal Lab a Burgos e magari fate volontariato alla Tropical Academy. Hope for the Island è un’azienda agricola biologica che coltiva ortaggi e alleva capre e anatre (che fornisce ad alcuni resort). Prenotate una visita direttamente all’azienda o tramite il Pacifico Beach Resort. L’organizzazione affiliata gestisce un programma di borse di studio per i bambini di Siargao. I volontari (soprattutto per scavare e piantare) sono i benvenuti ogni martedì mattina.

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