Marae Taputapuatea a Raʻiatea: il cuore spirituale della Polinesia patrimonio UNESCO

Dopo Tahiti, Ra’iatea è la seconda isola per dimensioni delle Isole della Società, ed è anche la meno frequentata dai turisti perché non ci sono spiagge, né resort sull’acqua, niente dell'iconografia che ha reso celebri altre mete come Bora Bora e Moorea. Sulla sua costa sud-orientale si trova il Marae Taputapuatea, il complesso cerimoniale più importante dell'intera Polinesia, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 2017, un tempo meta di pellegrinaggi e ancora oggi punto di riferimento identitario per le comunità polinesiane di tutto il Pacifico.

Il Marae Taputapuatea a Raʻiatea ©izanbar/Getty Images/iStockphoto
Il Marae Taputapuatea a Raʻiatea ©izanbar/Getty Images/iStockphoto
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Storia e significato del Marae Taputapuatea

Un marae è una struttura cerimoniale in pietra, costruita all’aperto, e composta da piattaforme, altari e recinti realizzati con blocchi di corallo e roccia lavica. Veniva usata nella cultura polinesiana precoloniale per cerimonie religiose, investiture e riti politici. Il Marae Taputapuatea è il più grande e il più importante di questi complessi in tutta la Polinesia tanto che per i polinesiani è quello che per i musulmani è la Mecca, e per i cristiani Gerusalemme. Il suo nome significa "sacrifici da lontano" perché qui arrivavano capi e sacerdoti da ogni angolo del mondo polinesiano.

Particolare del Taputapuatea Marae a Raʻiatea ©Andrea Izzotti / Shutterstock
Particolare del Taputapuatea Marae a Raʻiatea ©Andrea Izzotti / Shutterstock

Il marae occupa una posizione geograficamente e simbolicamente centrale nel cosiddetto Triangolo Polinesiano, cioè la vasta regione oceanica delimitata a nord dalle Hawaii, a est da Rapa Nui (Isola di Pasqua) e a sud dalla Nuova Zelanda (Aotearoa). Inizialmente dedicato a Ta’aroa, dio della creazione, con il tempo divenne il centro del culto di ’Oro, dio della guerra e della fertilità. Il sito fu saccheggiato dai guerrieri di Bora Bora nel 1763 e abbandonato definitivamente con l’arrivo dei missionari all’inizio del XIX secolo. Protetto dalla legge della Polinesia Francese dal 1952, il complesso è stato oggetto di un restauro archeologico nel 1994-1995 condotto dal Centre Polynésien des Sciences Humaines.

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Il complesso Marae Taputapuatea a Raʻiatea, visto dall’alto ©EQRoy / Shutterstock
Il complesso Marae Taputapuatea a Raʻiatea, visto dall’alto ©EQRoy / Shutterstock

Cosa vedere a Marae Taputapuatea

Il sito si estende per circa 2.000 ettari che includono due valli, una porzione di laguna e la barriera corallina antistante. Il nucleo principale è una grande piattaforma lastricata con un lungo ahu (altare) sul lato rivolto verso il mare. In fondo al promontorio si trova il più piccolo Marae Tauraa, un recinto tapu (sacro e interdetto ai non iniziati) con un’alta pietra eretta al centro, usata per le cerimonie di investitura dei giovani ari’i (capi). Il Marae Hauviri, costruito in corallo, era dedicato al conferimento del potere ai capi mentre il Marae Hititai conserva nel cortile una pietra dove si compivano sacrifici. 

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Dal complesso parte il Sentier Te Ara-Hiti-Ni’a. Inaugurato nel 2019, sale sulla montagna retrostante lungo scale e passerelle in legno. Il sentiero porta a due punti panoramici e, dal secondo, si può ammirare il marae dall’alto, con la laguna e l’isola di Huahine sullo sfondo.

Un particolare del Marae Taputapuatea, a Raʻiatea ©maloff / Shutterstock
Un particolare del Marae Taputapuatea, a Raʻiatea ©maloff / Shutterstock

Qualche informazione pratica

Ra’iatea si raggiunge da Papeete con un volo di circa 40 minuti, oppure in traghetto. Il capoluogo è Uturoa, che è anche l’unica vera città dell’isola. Il Marae Taputapuatea si trova a circa 25 chilometri da Uturoa, sul lato sud-orientale dell’isola, ed è raggiungibile in auto o con un tour organizzato. Le informazioni in loco sono scarse, per questo consigliamo di ingaggiate una guida locale per comprendere appieno il sito. L’ingresso al Marae Taputapuatea è gratuito.

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