Castelfidardo, la piccola capitale mondiale della fisarmonica
A mezz'ora circa da Ancora e a pochi minuti d’auto a sud-est di Osimo, si trova quello che viene considerato il borgo della fisarmonica e del Risorgimento: Castelfidardo. Qui nel 1860 si combatté una delle battaglie decisive del Risorgimento e, sempre qui, qualche anno dopo Paolo Soprani trasformò un piccolo artigianato locale nella prima industria italiana della fisarmonica, ancora oggi attiva.
Castelfidardo e la fisarmonica
Quasi tutto quello che c’è da vedere a Castelfidardo si trova in Piazza della Repubblica, intorno al Palazzo Comunale e alla Collegiata di Santo Stefano, compreso il Museo Internazionale della Fisarmonica, inaugurato nel 1981 e rinnovato nel 2020. Il percorso espositivo attraversa quasi due secoli di storia di questo strumento e rende omaggio a Paolo Soprani che trasformò Castelfidardo nella capitale mondiale della fisarmonica. Sono esposti circa 130 strumenti, selezionati tra gli oltre quattrocento della collezione completa, e permette di scoprirete tutti i segreti della fabbricazione di questo affasciante strumenti. Tra i pezzi più famosi conservati qui c’è la fisarmonica di Wolmer Beltrami, che collaborò alla colonna sonora de Il Padrino e di Amarcord, e uno dei bandoneon di Astor Piazzolla.
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Vista la sua fama come capitale mondiale della fisarmonica, ogni anno in autunno Castelfidardo ospita il PIF – Premio Internazionale della Fisarmonica, un’occasione unica per assistere ai concerti di fisarmonicisti provenienti da tutto il mondo.
Il Risorgimento a Castelfidardo
Tornando al Risorgimento, Palazzo Mordini ospita il Museo del Risorgimento, dove si possono osservare documenti e oggetti che ripercorrono lo scontro tra l’esercito papale e quello savoiardo. Per completare il tour risorgimentale, merita una visita anche il Monumento Nazionale delle Marche, che si trova in Piazza Garibaldi, a nord del centro storico. La maestosa scultura in bronzo è stata realizzata dallo scultore veneziano Vito Pardo e rappresenta un gruppo di soldati guidati all’attacco dal generale Enrico Cialdini.
Un’oasi di biodiversità appena fuori città
In località Monte Oro si trova la Selva di Castelfidardo, un bosco preistorico di circa 36 ettari composto da arbusti, siepi ed alberi secolari alti anche 20 metri. Questa selva è considerata una delle ultime ‘oasi’ dove sopravvive la vegetazione che in epoca preistorica ricopriva il Centro Italia. Diversi sentieri percorrono questo scrigno della biodiversità. Il più famoso è lo Stradone di Mezzo. Usato in antichità per il passaggio di carri e carrozze, come suggerisce il nome, si estende per tutta la lunghezza della Selva.
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