Il tesoro di Alarico è ancora sepolto sotto un fiume di Cosenza
Nel cuore di Cosenza, in Calabria, dove il fiume Crati incontra il fiume Busento c’è una scultura in bronzo raffigurante un cavaliere e il suo cavallo. È Alarico, re dei Visigoti, e l’opera è di Paolo Grassino, inaugurata nel 2016. Questa statua prende spunto da una famosa leggenda che ha attraversato i secoli, secondo cui Alarico venne sepolto nel letto del fiume Busento con il suo cavallo, l’armatura e un tesoro da capogiro, a oggi però mai ritrovato.
Le fonti storiche confermano che, dopo aver saccheggiato Roma nel 410 d.C., Alarico morì improvvisamente a Cosenza. Si pensa per una forte febbre malarica ma qui le fonti si perdono. Da questa morte improvvisa ne nacque un mito che ha attraversato i secoli e che dura ancora oggi. Secondo la leggenda, infatti, Alarico venne sepolto nel letto del fiume Busento insieme al suo cavallo e a un pantagruelico tesoro fatto di oro, corone e dei monili razziati nella capitale. Per farlo, i suoi uomini decisero di deviare le acque del fiume e poi, per mantenere nascosto il tesoro, le fecero tornare al loro posto. In più uccisero tutti gli schiavi che parteciparono alla sepoltura così che nessuno potesse indicare il luogo dove si trovava il tesoro.
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Conoscere la storia di Cosenza
A Cosenza ci sono tre musei che vale la pena visitare per conoscere meglio la storia della città, e non solo. Il primo è il Museo Diocesano, che custodisce uno dei tesori più preziosi della città (anche se non è quello di Alarico). Si tratta di paramenti, arredi sacri, dipinti e reliquiari provenienti da tutta la diocesi. Tra queste, di particolare pregio è il reliquiario del XII secolo a forma di croce chiamato la Stauroteca, in oro, smalto e pietre preziose. Secondo la tradizione questo oggetto venne donato da Federico II nel 1222, in occasione della consacrazione del Duomo di Cosenza.
Nelle sale attorno al chiostro del Convento di Sant’Agostino, il Museo dei Brettii e degli Enotri, permette di scoprire l’antica storia di Cosenza (dalla preistoria all’età romana), e dei due popoli preromani che abitarono il territorio calabrese. Secondo Dionigi di Alicarnasso, gli Enotri furono i primi colonizzatori provenienti dalla Grecia a calcare il suolo calabrese. I brettii, invece, erano gli abitanti dell’entroterra e sembra che proprio a loro si debba la fondazione della città di Cosenza. Il museo ha anche una sezione dedicata al Risorgimento.
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La Galleria Nazionale di Cosenza, ospitata all’interno del cinquecentesco Palazzo Arnone, è formata da diverse collezioni che nel complesso illustrano l’arte calabrese dal Cinquecento al Novecento.
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