Gola del Furlo, il canyon nascosto delle Marche tra pareti di roccia e aquile reali
Se avete in programma un viaggio nella bassa Valle del Metauro, vi consigliamo di fare una deviazione nell’entroterra delle Marche fino alla Gola del Furlo, percorrendo l’antico tracciato della Via Flaminia, che collegava Roma ad Ariminum, oggi Rimini. In questa Riserva Naturale, dove il fiume ha scavato la roccia calcarea creando pareti monumentali, ci si può immergere in una natura spettacolare, e ammirare il volo delle aquile reali.
La Gola del Furlo è una profonda forra, scavata dal fiume Candigliano, tra il Monte Pietralata e il Monte Paganuccio. Il nome Furlo deriva da Forulum, che vuol dire piccolo foro, termine con cui si faceva riferimento alla galleria scavata nella roccia nel punto più stretto della gola per permettere il passaggio della via Flaminia. A causa della costruzione nel 1922 di una diga, il fiume non scorre più impetuoso come una volta e lascia il posto a un placido lago avvolto nel silenzio. Nonostante ciò, il fascino di questo canyon è rimasto intatto.
Nella Riserva Naturale Gola del Furlo vivono lupi, caprioli, daini, volpi e cinghiali. Su uno sperone roccioso da decenni nidifica una coppia di aquile reali, e lo fanno da così tanto tempo che questo animale è diventato simbolo della gola e parte dello stemma della Riserva Naturale. Oltre alle aquile, troviamo anche il falco pellegrino, lo sparviere e il falco pecchiaiolo.
Cosa fare nella Gola del Furlo
Ci sono diversi sentieri che si possono percorrere. I più impegnativi si inerpicano sul Monte Paganuccio. C’è poi quello che dalla diga sul Candigliano arriva alla Terrazza del Furlo dove la vista è spettacolare. Consigliamo poi di fare una visita al Museo del Territorio "Lorenzo Mannozzi-Torini” all’interno del Centro Visite della Riserva. Il Museo è diviso in due sezioni principali, una geologico-paleontologica e una faunistica, più una parte dedicata al lavoro nelle cave. Nel punto più stretto della gola si può attraversare a piedi la galleria fatta scavare dall’imperatore Vespasiano nel 76 d.C. per far passare la Via Flaminia. Sul lago si può praticare la canoa e il kayak. C’è poi il Parco Avventura del Furlo, dove avventurarsi in percorsi acrobatici sospesi tra gli alberi, ponti tibetani e zipline. Per gli amanti del birdwatching, presso il Centro Visite si possono prenotare uscite guidate dedicate all’osservazione delle aquile reali.
Quando andare
Alcune zone delle Marche danno il meglio di sé fuori stagione. Tra queste ci sono i Monti Sibillini e la Gola del Furlo, due mete ideali per scoprire il territorio in primavera e autunno, sostenendo un turismo più distribuito e lontano dalla folla estiva.
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