Primavera in Friuli Venezia Giulia: fioriture, forest bathing e giardini da scoprire
Il Friuli Venezia Giulia in primavera non fa niente di spettacolare. Non ha i ciliegi del Giappone, non ha le lavande della Provenza. Ha qualcosa di più discreto e più difficile da descrivere: una biodiversità alpina che si risveglia lentamente, boschi che tornano a fare rumore, prati che cambiano colore ogni settimana da marzo a giugno. Chi arriva con la pazienza giusta trova uno dei paesaggi più ricchi delle Alpi orientali e quasi nessuno intorno.
Camminare nel bosco come terapia
Nelle Valli del Natisone si trova la prima Stazione di Terapia Forestale d’Europa. Non è un centro benessere con candele profumate, ma un sentiero certificato per attività medica in natura, uno dei primi nel continente, che attraversa il cuore dei boschi della Val Erbezzo fino alle Cascate di Kot.
Le sessioni guidate di forest bathing durano due ore e non richiedono nessuna preparazione atletica: l’unica cosa che serve è la disponibilità di rallentare abbastanza da sentire il bosco invece di attraversarlo.
Chi preferisce il mare al bosco, può fare la stessa cosa al Parco del Castello di Miramare a Trieste, tra alberi secolari a pochi passi dall’Adriatico. La Foresta di Tarvisio, una delle più estese d’Italia, offre invece percorsi tra abeti e larici con guide specializzate in esperienze sensoriali.
Guide e prodotti consigliati:
Le fioriture alpine
Tra marzo e aprile, nei prati e nei boschi di fondovalle delle Alpi Carniche, Giulie e Dolomiti Friulane compaiono le prime fioriture: bucaneve, primula, croco, elleboro, genziana primaticcia, erica carnicina. La buona notizia è che per godersele basta camminare sui sentieri giusti nel momento giusto.
Il Parco naturale delle Prealpi Giulie organizza un calendario di escursioni guidate che vale la pena seguire. Tra gli appuntamenti più interessanti: il 3 aprile un’uscita nell’area dei Rivoli Bianchi di Venzone per osservare le specie pioniere degli ambienti ghiaiosi; il 2 maggio nella Riserva naturale della Val Alba, dedicata alla flora delle faggete e alla rara scarpetta della Madonna; il 7 giugno verso la vetta panoramica del Monte Cjavals. In agosto il sentiero botanico Mirabila sul Monte Canin porta in quota una delle flore più ricche delle Alpi orientali.
Nelle Dolomiti Friulane il patrimonio floristico è altrettanto serio: orchidee, genziane, campanula morettiana, papavero delle rocce, e alcune specie endemiche presenti solo in quest’angolo delle Alpi. La raccolta dei fiori non è consentita. L’escursione guidata del 12 aprile a Tramonti di Sopra è un buon punto di partenza.
Giardini e rose
Per chi preferisce la natura addomesticata a quella selvatica, la primavera porta anche aperture speciali nei giardini storici della regione. Il 21 e 22 marzo Villa Manin di Passariano apre il ciclo con "Nel Giardino del Doge Manin", con visite, incontri e attività dedicate al paesaggio. Il 17 maggio è la volta di "Giardini Aperti in Friuli Venezia Giulia": giardini pubblici e privati normalmente chiusi aprono le porte per un giorno.
Il Castello di Cordovado ha un roseto e un labirinto di rose damascene che in maggio è uno dei posti più fotogenici della regione, senza che quasi nessuno lo sappia. L’Abbazia di Rosazzo ha i suoi roseti e il sentiero delle rose, e ogni maggio ospita Rosazzo da Rosa, una manifestazione dedicata alla fioritura con vista sul paesaggio collinare. A Gorizia sta per riaprire il Giardino Viatori, un’area botanica privata con vista sulla città e sull’Isonzo, creata da Luciano Viatori, che vale la visita già solo per il panorama.
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