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05 giugno 2012

Travel Trivia: curiosità, stranezze e bizzarri incontri di viaggio

La Grande Muraglia tra verità, ombrelli e leggenda © Fotografia di Manuela Aimo

Una delle cose più divertenti, anche quando si viaggia, è imbattersi in curiosità e stranezze. Anzi, la ricerca di cose bizzarre può essere persino una molla per vincere l'inerzia e decidersi a partire. Il Messico, per esempio, diventa all'improvviso ancora più interessante quando scopri che lì ti aspetta una grande città che affonda. In questo articolo abbiamo raccolto alcune delle bizzarrie e delle curiosità che potresti incontrare on the road o, semplicemente, leggere con gusto.

1. Monte Everest: in continua crescita

Con i suoi 8850m, l'Everest è il tetto del mondo, si sa. Ma è soddisfatto di esserlo? Non sembra proprio o, almeno, non si è ancora accontentato. I geologi, infatti, stimano che la sua crescita continui al ritmo di 4 mm all'anno, sospinta dalla pressione di due zolle tettoniche. Ciò che conta, per noi viaggiatori, è che arrivare al suo mitico Campo Base nepalese resterà sempre tra le esperienze indimenticabili, una di quelle cose da fare almeno una volta nella vita. L'Ente ufficiale del Turismo del Nepal fornisce numerose indicazioni di agenzie che potranno guidarvi.

2. Città del Messico, la città che affonda

Città del Messico affonda a una velocità di 10 cm all'anno. Quindi, è dieci volte più veloce di Venezia. La ragione? Beh, averla costruita sul letto cedevole di un antico lago non è stata una bella idea, senza contare la presenza di numerose falde acquifere sotterranee. Il fenomeno è evidente se si osservano i pavimenti di alcuni edifici e se si considerano i 23 gradini che si è dovuto aggiungere alla rampa che porta al monumento dell'Angelo dell'Indipendenza... perché la città sta affondando là sotto!

3. Los Angeles: il fascino del suo antico nome

L'antico nome della metropoli californiana, El Pueblo de Nuestra Senora la Reina de Los Angeles, è molto più eloquente dell'attuale e pur sempre suggestivo "Los Angeles". Racconta infatti della comunità sorta nel 1781 in prossimità dell'attuale El Pueblo Historical Monument. Oggi da queste parti si trovano numerosi musei, vecchie piazze, mercati animati e atmosfere che ricordano un po' la città com'era nel XIX secolo. Per un approccio ultramoderno con le origini linguistiche di L.A., fa' un salto alla Cathedral of Our Lady of the Angels. Questa struttura innovativa si slancia verso il cielo con i suoi 11 piani. Gli interni, decorati con mosaici di alabastro, hanno un'atmosfera davvero... angelica.

4. Metropolitana di Londra: la più antica del mondo

Non è proprio un mistero, ma non tutti lo sanno. Quella di Londra è la metropolitana più vecchia del mondo. I primi 6 km furono inaugurati nel 1863, tra Paddington e Farringdon, anche se gli antichi treni a vapore saturavano di denso fumo le gallerie. Percorrere la Circle Line odierna tra Paddington e Covent Garden o fare un salto al London Transport Museum restituisce un po' del sapore di quell'epoca pionieristica, ma senza l'acre odore del fumo. La seconda metro, per la cronaca, fu quella di Budapest (1896), seguita poi da Parigi.

5. Buenos Aires e la protettrice dei naviganti

Anche il Sudamerica ha il suo "trivia" legato all'epoca delle esplorazioni europee. Parliamo del vecchio nome di Buenos Aires, che non ha nulla da invidiare a quello di L.A. ed è Nuestra Señora Santa María del Buen Aire. Un nome scelto non a caso per la futura capitale argentina, perché la Vergine era considerata la protettrice dei naviganti.

6. Venezia: nella gondola una miniatura della città

Le celeberrime imbarcazioni della Laguna non sono solo un simbolo di Venezia nel mondo e, a volte, una trappola per i turisti. Racchiudono in sé anche una piccola miniatura della città. Intanto va ricordato che l'elegante scafo è composto da circa 280 pezzi di 8 tipi di legno diverso. E poi, soprattutto, consideriamo che alcuni elementi della gondola sono un richiamo a Venezia: la prua, con il suo caratteristico "pettine", fa riferimento ai sei Sestieri che compongono la Serenissima - mentre il "ferro" rivolto all'interno è invece un richiamo all'Isola della Giudecca. La parte culminante del "pettine", poi, simboleggia il cappello del Doge. L'archetto sottostante, infine, è una "citazione" del Ponte di Rialto.

7. Grande Muraglia cinese: un mito ricostruito

Eccoci alle prese con un grande classico dei Travel Trivia. Per prima cosa va detto che quella che è la più grande costruzione militare mai realizzata non è affatto visibile dalla Luna. Sfatata questa leggenda, bisogna comunque riconoscere che si tratta di un'opera grandiosa, senza rinunciare però a dare qualche altra picconata al mito. Oggi sopravvivono 2.000 dei 7.300 km originari, costruiti tra i VII e il IV secolo a.C., ma non tutti sanno che lunghi tratti della Grande Muraglia sono frutto di una ricostruzione avvenuta in epoca Ming (XIV-XVII secolo d.C.). Beh, demitizzazioni a parte resta una meraviglia da vedere e possibilmente da percorrere.

8. Table Mountain: la sua tovaglia e la sua sentinella

Questa montagna che domina Cape Town merita di chiamarsi Table non solo perché è piatta, ma anche perché ha una tovaglia. Parliamo della "tablecloth", la tovaglia di nuvole che spesso avvolge la sommità del massiccio. Potresti incontrarla ed esserne avvolto se farai il trekking che conduce alla cima, così come potresti finire sotto lo sguardo discreto e attento di un esemplare di klipspringer, una delle piccole antilopi che vivono su queste pendici.

9. Uluru, che cosa sarebbe senza ruggine?

L'Australia è il Pianeta Rosso e rosso, naturalmente, è il suo simbolo più noto, fotografato, amato e inseguito dai viaggiatori e dai trekker di tutto il mondo. Ci riferiamo a Uluru, nel Northern Territory, quello che è probabilmente il monolito più grande del pianeta. Beh, il suo rosso non sarebbe così intenso (con la complicità dei tramonti dell'outback e dei filtri fotografici) se la sua superficie non fosse ricoperta di ruggine. Merito dell'ossidazione provocata dagli agenti atmosferici all'arenaria che compone l'enorme masso. Non tutta la ruggire è da grattare via, si potrebbe concludere.