Dietro le porte della medina: cosa si nasconde nei riad di Marrakech

I riad sono le abitazioni tradizionali della medina di Marrakech. Dall’esterno si vedono solo una porta in legno scuro, qualche decorazione in ferro battuto e un numero civico. All’interno si apre un micro cosmo di quiete e bellezza. Molti riad sono stati ristrutturati e trasformati oggi in alloggi. Altri sono visitabili come musei o sale da tè. Ecco i più caratteristici da vedere nella medina di Marrakech.

Uno degli splendidi riad che si possono a Marrakech, Marocco ©ZCphotography / Shutterstock
Uno degli splendidi riad che si possono a Marrakech, Marocco ©ZCphotography / Shutterstock
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Cos’è un riad e perché è fatto così

La parola riad deriva dall’arabo rawdah, che significa giardino. In senso architettonico indica un’abitazione organizzata attorno a un cortile interno, quasi sempre con una fontana centrale circondata da aranci, limoni, palme, gelsomino o altre specie locali. I muri spessi e privi di aperture verso l’esterno servono a proteggere l’abitazione dalla polvere e dal caldo. Il cortile coperto da un lucernario crea un microclima naturale per ripararsi dal caldo d’estate e dalle intemperie d’inverno. Le camere si distribuiscono su due o tre piani attorno al cortile, collegate da scale strette. In cima c’è quasi sempre una terrazza, l’unica parte del riad aperta verso l’esterno.

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I più caratteristici riad da visitare (senza dormirci)

Chi non soggiorna in un riad può comunque entrare in alcuni di quelli più rappresentativi della medina, sia come musei che come spazi aperti al pubblico.

Palais de la Bahia

Costruito tra il 1860 e la fine dell’Ottocento dal gran visir Ba Ahmed, il Palais de la Bahia è uno dei complessi architettonici più grandi della medina con oltre 150 stanze distribuite attorno a una serie di cortili e giardini. Le stanze oggi sono vuote perché saccheggiate dopo la morte del visir, ma i soffitti in cedro intagliato e dipinto sono uno spettacolo che merita una visita.

Le Jardin Secret

Questo complesso risale all’epoca saadiana. Passeggiando tra le stanze non arredate del riad vedrete mostre ben illustrate sulla storia del sito, l’importanza dell’acqua e il ruolo dei giardini nella cultura marocchina. Il sito comprende due giardini distinti, un giardino islamico tradizionale – che collega i due edifici del riad ed è disposto secondo rigide linee geometriche – e un giardino esotico più piccolo, con piante provenienti da tutto il mondo. La torre offre una delle viste migliori sulla medina e sulle montagne dell’Atlante.

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Le Jardin Secret, Marrakech, Marocco © Balate Dorin / Getty Images
Le Jardin Secret, Marrakech, Marocco © Balate Dorin / Getty Images

1112 Marrakech

In un riad del 1700 di fronte alla Medersa Ben Youssef, il 1112 Marrakech è una sala da tè dove poter gustare 12 tè provenienti da altrettante regioni del Marocco. Il nome riprende la data del calendario islamico incisa sul soffitto in cedro originale (e che corrisponde al 1700 d.C.). Nel museo al piano superiore si scopre quanto il tè leghi il Marocco e la città di Manchester.

Musée de la Musique

Ospitato in una riad nel quartiere Mouassine, il Musée de la Musique documenta le tradizioni musicali del Marocco attraverso strumenti, installazioni sonore e video. L’edificio è uno degli esempi meglio conservati dell’architettura saadiana della medina: gli stucchi originali della douiria, la sala al piano superiore sembrano un giardino verticale, mentre le camere da letto sono decorate con caratteri cufici scolpiti e incorniciati di azzurro, e con fasce rosso pompeiano. Tre volte a settimana si tengono dei concerti nelle sale al piano superiore: musica andalusa il lunedì, amazigh il mercoledì e gnaoua il venerdì.

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