Dentro l’Archiginnasio: il teatro anatomico e l’ossessione bolognese per il sapere
Entrando nell’Archiginnasio, non state semplicemente visitando un edificio storico. State attraversando uno dei luoghi in cui l’identità di Bologna si è formata: un palazzo costruito per riunire le scuole universitarie e trasformare il sapere in una presenza fisica, visibile, quasi teatrale. Al piano superiore, tra corridoi decorati e aule lignee, si trova uno degli ambienti più strani e affascinanti della città: il teatro anatomico.
Il palazzo dove l’università prese forma
L’Archiginnasio fu costruito nel XVI secolo per concentrare in un unico edificio le scuole dello Studio bolognese, una delle università più antiche d’Europa. Prima di allora, le lezioni si tenevano in sedi sparse per la città. Con l’Archiginnasio, il sapere trovò una casa stabile e riconoscibile.
Le pareti e i soffitti dell’edificio sono coperti da stemmi, iscrizioni e decorazioni legate agli studenti e ai professori. Non si tratta di semplici ornamenti: ogni simbolo racconta la presenza di una famiglia, di una nazione studentesca o di un docente. Camminando nei corridoi, si attraversa una sorta di archivio visivo dell’università, costruito nei secoli.
Un’aula costruita per osservare il corpo umano
Il teatro anatomico fu realizzato nel Seicento per le lezioni di anatomia. Non è una sala neutra o funzionale: è uno spazio interamente rivestito in legno, concepito come un vero teatro. Gli studenti assistevano alle dissezioni disposti lungo le pareti, mentre al centro si trovava il tavolo anatomico.
La forma dell’ambiente riflette il modo in cui veniva insegnata la medicina: l’anatomia non era solo un esercizio scientifico, ma uno spettacolo didattico. Il corpo umano diventava oggetto di osservazione pubblica, e la conoscenza passava attraverso lo sguardo collettivo degli studenti.
Le statue dei medici e i “spellati”
All’interno del teatro, le pareti sono scandite da statue lignee che rappresentano celebri medici dell’antichità. Queste figure non sono semplici decorazioni: sono presenze simboliche, modelli di sapere e autorità scientifica.
Tra le immagini più note ci sono le figure degli “spellati”, statue che mostrano il corpo umano senza pelle, con i muscoli in evidenza. Non hanno un valore macabro, ma didattico: servivano a rendere visibile l’anatomia anche quando non si svolgevano dissezioni.
Un luogo ricostruito dopo la guerra
Durante la Seconda guerra mondiale, l’Archiginnasio subì gravi danni a causa dei bombardamenti. Il teatro anatomico fu distrutto e successivamente ricostruito utilizzando i materiali originali recuperati tra le macerie.
La sala che vedete oggi non è una replica moderna, ma il risultato di un paziente lavoro di ricomposizione. Questo dettaglio aggiunge un ulteriore livello alla visita: l’ambiente non racconta solo la storia della medicina, ma anche quella della città.
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