Boston, la città che ha inventato la rivoluzione: cosa vedere tra Freedom Trail e waterfront
C'è una città negli Stati Uniti che è conosciuta per essere la culla della libertà. Si tratta di Boston, in Massachusetts, perché proprio qui iniziò la Rivoluzione Americana quando, nel 1773, un gruppo di coloni ribelli gettò nel porto della città casse di tè per protestare contro le tasse della Corona britannica, dando così il via a una rivolta che avrebbe cambiato la storia del mondo. Dal Boston Common al Bunker Hill Monument, passando per chiese, cimiteri e sale di assemblea, la città custodisce con orgoglio le radici della democrazia americana. E il modo migliore per scoprirle è seguire il Freedom Trail, il sentiero rosso della libertà.
Il Freedom Trail
Il Freedom Trail è un percorso pedonale lungo quasi 4 chilometri che collega 16 siti storici fondamentali per la storia degli Stati Uniti. Si parte dal Boston Common, il parco pubblico più antico degli Stati Uniti, dove si trova anche il Robert Gould Shaw & the 54th Regiment Memorial, dedicato al primo corpo militare afroamericano della Guerra di Secessione. Poco oltre, si trova la Massachusetts State House, riconoscibile dalla sua cupola dorata. Approfittate della visita guidata gratuita per entrare nelle sale storiche del governo. Proseguite poi verso la Park Street Church, nota come "Brimstone Corner", e la King’s Chapel, dove si trova una campana fusa da Paul Revere – il patriota che con la sua cavalcata notturna nel 1775 avvertì i coloni dell’arrivo delle truppe britanniche –, e la panca su cui sedette George Washington.
Il percorso tocca poi il sito della prima scuola pubblica americana, l’Old Corner Bookstore, dove furono pubblicate opere di Hawthorne e Thoreau, e l’Old South Meeting House, teatro della protesta del Boston Tea Party. Proseguite verso l’Old State House, l’edificio coloniale in mattoni rossi che è stato centro del governo prima della Rivoluzione. Dal suo balcone fu letta per la prima volta la Dichiarazione d’Indipendenza il 18 luglio 1776. Di fronte, un cerchio di ciottoli segnala il sito del Massacro di Boston del 1770, il primo scontro violento della Guerra d’Indipendenza. Il 5 marzo di quell’anno, una folla di manifestanti lanciò sassi contro i soldati britannici, che aprirono il fuoco uccidendo cinque persone.
Il cammino prosegue verso il North End, il quartiere italiano della città, dove si trova la Paul Revere House, e la Old North Church, la più antica di Boston. Dopo il Copp’s Hill Burying Ground, dove ci sono le lapidi di alcuni dei personaggi più illustri della Boston coloniale, tra cui il rivoluzionario Daniel Malcom, si raggiunge il Charlestown Navy Yard, dove è ormeggiata la USS Constitution, la più antica nave da guerra ancora in servizio. Il Freedom Trail si conclude al Bunker Hill Monument, un obelisco di granito alto 67 metri. Salite i suoi 294 gradini per avere una vista mozzafiato sulla città e sul porto.
Vivere Boston da protagonisti
Non si può visitare Boston senza immergersi nella sua storia attraverso esperienze indimenticabili. Il terzo lunedì di aprile, il Patriots’ Day anima la città con sfilate e rievocazioni storiche che commemorano l’inizio della Guerra d’Indipendenza. Il Boston Tea Party Ships & Museum permette di partecipare ai dibattiti del tempo e di gettare simbolicamente casse di tè nel porto, proprio come fecero i coloni nel 1773 per protestare contro le tasse imposte dalla Corona britannica.
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Per chi ama l’arte, il Museum of Fine Arts conserva una straordinaria collezione di opere dell’epoca rivoluzionaria, tra cui i capolavori dell’argentiere Paul Revere. Infine, vale la pena spingersi fino a Cambridge, appena oltre il Charles River, per esplorare l’atmosfera coloniale di Tory Row e la storica chiesa anglicana affacciata sul Cambridge Common, ultimo tassello per comprendere l’anima della città che ha inventato la rivoluzione.