GR20, il sentiero che attraversa la Corsica e mette alla prova anche i trekker più esperti
Il GR20 è un sentiero, lungo quasi 200 chilometri e suddiviso in 16 tappe, che attraversa la Corsica da nord-ovest a sud-est, snodandosi nel cuore del Parc Naturel Régional de Corse. Mito indiscusso per molti escursionisti, il GR20 permette di attraversare paesaggi incontaminati e ricchi di bellezza. Per i suoi dislivelli e il tracciato, talvolta acrobatico, è un percorso che riesce a mettere a dura prova anche gli escursionisti più esperti.
Creato nel 1972, il GR20 collega Calenzana, nella regione della Balagne, a Conca, nell’entroterra di Porto-Vecchio. L’altitudine media va dai 1000 ai 2000 m, con il picco più alto che tocca i 2607 m, però i dislivelli sono notevoli (più di 11.000 m totali in salita, con tappe che comportano salite di oltre 1000 m). Lungo il cammino si incontrano solamente tre centri abitati, per il resto ci sono solo rifugi e bergeries. A questo si aggiunge il fatto che molti tratti del GR20 passano in mezzo ai sassi (a volte con difficili passaggi tecnici attrezzati), le condizioni climatiche possono essere difficili e bisogna essere parzialmente autonomi, e questo comporta avere uno zaino piuttosto pesante.
Il percorso, tappa per tappa
Tappa 1: Calenzana al Refuge d’Ortu di u Piobbu
Si inizia subito con un alto grado di difficoltà, dato da una lunga salita esposta al sole, senza punti d’acqua e quasi nessuna discesa. La durata media è di 6 ore 15 minuti e il dislivello va da 275 m a 1520 m di altitudine. Prima di raggiungere il Refuge d’Ortu di u Piobbu si devono superare tre passi: Bocca di Ravalente (616 m), Bocca a u Saltu (1250 m) e Bocca a u Bassiguellu (1486 m).
Tappa 2: dal Refuge d’Ortu di u Piobbu al Refuge de Carrozzu
Anche questa seconda tappa è piuttosto difficile e richiede circa 6 ore e 30 minuti. È caratterizzata da un alternarsi di salite e discese, con un’ascesa dura e impegnativa fino a 2020 m di altitudine e un’impervia discesa finale verso il rifugio. Il paesaggio roccioso e austero è spettacolare.
Tappa 3: dal Refuge de Carrozzu ad Ascu Stagnu
Breve (5 h e 30 m) ma complicata, questa tappa riserva varie prove, tra cui salite e discese, l’attraversamento di un ponte e passaggi su lastre di pietra attrezzate con funi. Sotto la passerella sospesa sullo Spasimata, si formano piscine naturali perfette per rinfrescarsi.
Tappa 4: da Ascu Stagnu al Refuge de Tighjettu
È uno dei tratti più belli ma anche uno dei più difficili di tutto il G20. Per prima cosa, è una tappa molto lunga (8 h 30 m), con un elevato grado di difficoltà dato da passaggi tecnici attrezzati con catene. Il tracciato passa ai piedi del Monte Cinto e arriva fino a Pointe des Éboulis (2607 m), il punto più elevato dell’intero G20.
Tappa 5: dal Refuge de Tighjettu a Castel de Vergio
Si tratta di una tappa che per la maggior parte del tempo costeggia corsi d’acqua. Si inizia con una lieve discesa seguita da una salita tra i pini, per poi attraversare una zona priva di alberi su ripidi lastroni di roccia. Si prosegue per la valle del Golo (dove ci sono una serie di piscine naturali in cui rinfrescarsi) fino ad arrivare alla stazione sciistica di Castel de Vergio.
Tappa 6: da Castel de Vergio al Refuge de Manganu
Una tappa dal grado di difficoltà medio, con una sola salita, un magnifico lago tra prati verdi punteggiati di pozzine e l’arrivo al rifugio in discesa.
Tappa 7: dal Refuge de Manganu al Refuge de Petra Piana
Della durata di circa 6 ore, questa tappa inizia con un’impegnativa salita con vista sui laghi glaciali, per poi proseguire su una cresta scoscesa. Al rifugio ci si arriva imboccando una ripida discesa. Anche in questo caso il percorso è tecnico e impegnativo, ma i panorami sono spettacolari.
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Tappa 8: dal Refuge de Petra Piana alle Bergeries-Refuge de l’Onda
Finalmente una tappa considerata facile, della durata media di 4-5 ore. Lungo il percorso ci sono diverse occasioni per fare il bagno nelle piscine naturali formate dal Manganellu.
Tappa 9: dalle Bergeries-Refuge de l’Onda a Vizzavona
Si inizia con una dura salita su fondo roccioso, seguita da una lunga discesa nel bosco fino alle Cascades des Anglais. La tappa si conclude nel piccolo centro abitato di Vizzavona, ai piedi del possente Monte d’Oro, nel cuore di una delle foreste più belle della Corsica. Vizzavona è tradizionalmente considerata il punto di incontro tra GR20 Nord e GR20 Sud. Siete a metà del percorso!
Tappa 10: da Vizzavona a Capanelle e U Fugone
Il percorso è accessibile e i panorami sono stupendi, tra faggi e pini larici fino all’arrivo. La difficoltà rimane comunque media e la durata della tappa è di circa 5 ore e 30 minuti.
Tappa 11: da Capanelle e U Fugone al Refuge de Prati
Si cammina per gran parte del tempo immersi nel bosco che aggira il massiccio del Monte Renoso e raggiunge il Col de Verde, ultimo punto di sosta prima delle creste. Da Bocca d’Oru (1840 m), si aprono bellissime vedute sulla pianura orientale.
Tappa 12: dal Refuge de Prati al Refuge d’Usciolu
Questa è senza dubbio una delle tappe più spettacolari del GR20 e si snoda lungo la cosiddetta ‘via delle creste’ fino al Refuge d’Usciolu. È necessario fare attenzione ai passaggi scoscesi e al vento che sulle creste può essere intenso.
Tappa 13: dal Refuge d’Usciolu al Refuge d’A Matalza sul Plateau du Coscione
Di facile percorrenza, questo tratto procede in cresta per la metà del tempo e poi attraversa lo splendido Plateau du Coscione, dove ci sono diverse possibilità di pernottamento.
Tappa 14: dal Refuge d’A Matalza (Plateau du Coscione) ad Asinau
Questa tappa procede principalmente su sentieri sassosi privi di vegetazione ma con scorci bellissimi. La parte più difficile è alla fine: la discesa verso Asinau è impervia, con un dislivello di 500 m ed è spesso avvolta dalla foschia.
Tappa 15: da Asinau al Refuge di Paliri lungo la variante alpina
Il percorso attraversa il bosco sopra la valle dell’Asinau e poi, tra rocce e pietraie, arriva al Massif de Bavella, dove è possibile fare tappa. L’ultima parte del percorso è faticoso, ma si viene ricompensati dallo scorgere il mare aprirsi a sud-est, prima di arrivare al rifugio.
Tappa 16: dal Refuge di Paliri a Conca
Ultima tappa, quella dove la malinconia potrebbe sovrastare la soddisfazione per essere arrivati fin qui. In queste 5 ore di cammino si ritrova il maquis, la macchia mediterranea, e tra le rocce ci sono diverse piscine naturali in cui rinfrescarsi.