Leggende e miti degli altopiani baschi

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La regione basca è ricca di tradizioni, i Pirenei custodiscono molti segreti e, ancora oggi, passeggiando per i borghi storici che costeggiano il Río Arga capita spesso di imbattersi in simboli e amuleti.

Un Eguzkilore, forma di protezione contro le lamias ©Jon Chica  /Shutterstock
Un Eguzkilore, forma di protezione contro le lamias ©Jon Chica /Shutterstock
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Lo Yeti basco

Il sentiero d’alta quota scende attraverso una serie di villaggi dai nomi che risuonano aspri, come i pesanti campanacci dei buoi baschi. Alla vista di Bizkarreta, Ezkirotz e Zabaldika, che emergono tra le foreste ombrose, è facile lasciarsi trasportare dai misteri del folklore locale. Un fischio lontano potrebbe essere il vento che soffia o il richiamo del Basajaun, un’antica creatura che per alcuni è una sorta di temibile yeti basco e per altri un gigante buono.

Secondo alcuni studiosi, il mito del Basajaun, un grande maestro che per primo avrebbe insegnato agli abitanti delle montagne a costruire mulini e a fondere i metalli, deriverebbe dai Neanderthal più evoluti, che mantennero uno dei loro ultimi baluardi sulle montagne della Spagna settentrionale.

La grotta di Zugarramurdi ©InmaVaEs   /Shutterstock
La grotta di Zugarramurdi ©InmaVaEs /Shutterstock

Sirene di montagna

Si dice che splendide donne infestino i ruscelli, attirando i pastori solitari con i loro capelli dorati e un canto irresistibile. Ma non sono ciò che sembrano: osservando meglio, si nota che, come si addice alle versioni montane delle sirene, queste lamias (o lamiak) si muovono ondeggiando su zampe d’anatra, mentre altri racconti parlano di esseri con la parte inferiore del corpo simile a quella di un gatto o di una capra.

Si dice anche che di notte scendano nei villaggi per rapire i bambini. Per questo, attraversando i villaggi baschi potreste notare sulle porte delle case un fiore particolare chiamato eguzkilore che, secondo la tradizione, rappresenta una forma di protezione contro le lamias.

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Elfi e folletti

I cani lungo il Camino Francés sono ormai abituati al continuo viavai di persone. Perciò, se uno di loro inizia ad abbaiare senza motivo, si dice che siano all’opera gli intxisuak (elfi o folletti), noti per i loro dispetti. Stando ai racconti, queste creature, pur avendo una spiccata inclinazione per gli scherzi (come è tipico della loro specie), sono considerate estremamente intelligenti e al servizio della dea basca Mari (per alcuni abitanti, un tempo, pronunciare il suo nome era considerato irrispettoso, e la si chiamava Damea, cioè ‘la Signora’). Secondo altre credenze, le tempeste degli altopiani sarebbero provocate dagli incontri tra Mari e suo marito Maju nelle grotte sacre delle montagne.

Saint-Jean-Pied-de-Port ©Sissoupitch   /Shutterstock
Saint-Jean-Pied-de-Port ©Sissoupitch /Shutterstock

Caccia alle streghe basche

Alcune grotte, le più famose delle quali si trovano nei pressi di Zugarramurdi (25 km a ovest di Saint-Jean-Pied-de-Port), si dice fossero usate dalle streghe, note come sorginak, per raduni e antichi rituali di Akelarre (una parola composta da aker, ‘caprone’, e larre, ‘prato’).

L’Inquisizione spagnola interpretò questi incontri come forme di culto del demonio e, circa 400 anni fa, condusse la più grande caccia alle streghe della sua storia, che portò all’accusa di circa 7000 persone. Alcune furono bruciate sul rogo, altre morirono durante i terribili ‘interrogatori’ dell’Inquisizione.

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Giganti e mostri

Secondo le antiche storie, le grotte basche erano anche dimora di numerose creature, tra cui l’Aatxe, essere mutaforma che vive nelle caverne e che si mostra talvolta con sembianze umane e talvolta sotto l’aspetto di un toro rosso, e i mairuak, i giganti della mitologia cui si attribuisce la costruzione dei cerchi di pietre che ancora oggi si possono vedere sugli altopiani.

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Il Babbo Natale basco

È principalmente a causa della Chiesa cattolica se buona parte della ricca mitologia delle comunità montane basche non è sopravvissuta, e quindi non è stata tramandata nel tempo. E, se Babbo Natale è ritenuto il frutto di una tradizione pagana, ancora oggi molti bambini baschi attendono invece la visita natalizia di Olentzero, il mitico carbonaio che la sera della Vigilia porta i doni nei villaggi locali.

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Per saperne di più

L’eccellente trilogia del Baztán di Dolores Redondo, ambientata a Pamplona e negli altopiani della regione, è una lettura molto coinvolgente per approfondire mitologia, tradizioni e credenze dei Paesi Baschi, oltre alla vita contemporanea delle comunità basche e della Città Vecchia di Pamplona.

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