Bianco, fiori e uova rosse: la Pasqua delle Cicladi

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Se ingrandiamo gradualmente la mappa del Mediterraneo, la Grecia e l’arcipelago delle Cicladi, noteremo che tutte queste isole uniche formano insieme un cerchio nel Mar Egeo. Un cerchio che ricorda molto la tradizionale ed esuberante danza delle isole Cicladi, il Mpalos, che la gente balla insieme mano nella mano per celebrare la Pasqua.

Pasqua è il momento perfetto per scoprire le Cicladi ©Symeonidis Dimitrios/Shutterstock
Pasqua è il momento perfetto per scoprire le Cicladi ©Symeonidis Dimitrios/Shutterstock
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Milioni di anni fa, tutte queste isole erano unite, ma gli sconvolgimenti geologici dell’epoca le hanno separate in ciò che vediamo oggi sulla mappa.

Forse è per questo che queste 24 isole presentano così tante somiglianze, come le statuette cicladiche, l’architettura semplice e razionale delle case bianche e i piccoli vicoli pedonali acciottolati chiamati “sokakia”, pur conservando tante peculiarità locali.

Con il tepore che avanza, le isole si svegliano @all-we-see-is-the-sea-17
Con il tepore che avanza, le isole si svegliano @all-we-see-is-the-sea-17

Ad esempio, i movimenti circolari del Mpalos cambiano leggermente da un’isola all’altra, proprio come le prelibatezze e la gastronomia locale che aspettano di essere condivise alle tavole comuni dei “panigiria” (feste tradizionali). Tradizione, costumi e quotidianità (il vioma) sono tuttora molto vivi su queste isole e ispirano gli artisti e gli artigiani locali contemporanei. Ecco perché così tante persone si recano alle Cicladi per Pasqua: la semplicità del paesaggio chiarisce che ciò che conta, in fondo, è stare insieme agli altri, condividere momenti, ballare e amare la vita.

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Vita quotidiana nei sokakia @rizesmas
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Un viaggio di isola in isola attraverso le tradizioni pasquali delle Cicladi

La Pasqua delle Cicladi ha una dolcezza antica e radicata. La si riconosce nei gesti minimi: il bianco spesso dei pennelli che ridipingono i vicoli stretti dell’isola, i fiori di campo raccolti per decorare l’Epitaffio (la bara simbolica di Cristo adornata di fiori), il tempo lento dei dolci al miele (melopites) nel forno. E poi le piccole torte di formaggio a forma di margherita, i lazarakia (panini morbidi dalle sembianze umane) i cestini intrecciati colmi di tsoureki profumato al mastice, biscotti fatti a mano e uova cremisi con l’impronta di fiori primaverili impressa sul guscio.

Con il tepore che avanza, le isole si svegliano insieme alle loro tradizioni pasquali. Ciascuna costruisce la propria identità su uno sfondo comune (il digiuno, la devozione, i costumi locali) che fiorisce in modi ogni volta diversi e belli.

Uova dipinte @rizesmas
Uova dipinte @rizesmas
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Paros

La domenica delle Palme a Paros ha una bellezza particolare. L’isola si prepara ad entrare nella Settimana Santa e i suoi costumi fondono la devozione religiosa con la natura primaverile. I vicoli si riempiono del profumo di alloro e foglie di palma: nei villaggi pittoreschi di Lefkes e Marpissa, come nella storica chiesa di Ekatontapyliani a Parikia, gli abitanti intrecciano le foglie in forme elaborate, come piccole croci, asinelli e cestini che resteranno tutto l’anno dietro le icone di famiglia come segno di benedizione. La domenica delle Palme è anche una pausa dal digiuno quaresimale: nelle taverne sul mare di Naoussa e Piso Livadi, le famiglie si ritrovano a tavola con il baccalà o il pescato locale, prima che inizi la Settimana Santa.

Foglie di palma intrecciate @all-we-see-is-the-sea
Foglie di palma intrecciate @all-we-see-is-the-sea

Amorgos

La Settimana Santa comincia con il bianco. Il tradizionale imbiancamento di vicoli e case prepara l’isola alla stagione estiva che inizia con la Pasqua, restituendo alla luce sempre più forte del sole una superficie capace di rifletterla al massimo.

Il Venerdì Santo, le Lamentazioni vengono cantate nel monastero di Hozoviotissa, seguite dalla processione dell’Epitaffio all’interno del monastero. La sera, le processioni si estendono a tutti i villaggi: le donne cospargono l’Epitaffio di profumo, mentre ai presenti vengono offerti pane, olive e dolci quaresimali di Amorgos.

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@all-we-see-is-the-sea
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Tinos

La dolcezza dell’isola non ha fine. Di villaggio in villaggio, i cestini si riempiono di lazarakia con gli occhi di uva passa e delle celebri tortine di formaggio fresco tipiche di Tinos, pizzicate a mano fino a formare piccole margherite. I lazarakia quaresimali lasciano il posto ai dolci pasquali di formaggio non salato, pazientemente modellati con la punta delle dita e profumati all’arancia e alla cannella. A Tinos la loro preparazione è un rito collettivo: le donne si spostano di casa in casa aiutandosi a vicenda e cantando. Così la versione cicladica del "cheesecake" balla il mpalos sui nostri palati ogni Pasqua da centinaia di anni.

Il Venerdì Santo, le processioni degli Epitaffi convergono a Chora, ma quella di San Nicola è unica: il corteo prosegue fino a immergersi nel mare della spiaggia di Kalamia, tra i razzi rossi di decine di barche da pesca addobbate con ghirlande di luci, mentre si prega per i dispersi in mare. Il mattino del Sabato Santo, durante la "Prima Resurrezione", mentre il sacerdote intona "Sorgi, o Dio", foglie di alloro vengono sparse per tutta la chiesa e i fedeli cercano di afferrarle al volo per riceverne la benedizione.

I lazarakia
I lazarakia
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Syros

A Syros la Pasqua è celebrata contemporaneamente dalle comunità ortodossa e cattolica. Il Venerdì Santo, i fedeli seguono gli Epitaffi di entrambe le chiese. La notte della Resurrezione, i fuochi d’artificio illuminano il cielo mentre i cattolici avanzano in processione con una statua del Signore sotto un baldacchino dorato ricoperto di viole, fiori di limone e lillà.

Il Sabato sera la Resurrezione è spettacolare: tutti accendono le candele con la Luce Santa e rompono le prime uova rosse, mentre i fuochi d’artificio salgono sopra le due colline di Ermoupoli: Ano Syros e Neorio.

Ceri pasquali @all-we-see-is-the-sea
Ceri pasquali @all-we-see-is-the-sea

Mykonos

Durante la Settimana Santa, case e vicoli vengono imbiancati e nelle cucine si preparano le melopites, le torte di miele lavorate a mano come merletti. Fatte con il formaggio locale tyrovolia e il miele, sono uno dei simboli della tradizione culinaria dell’isola.

Il Venerdì Santo, la processione dell’Epitaffio attraversa la celebre via Matogianni, dove la semplicità biancazzurra del paese incontra la solennità della notte. Il Sabato Santo, la Resurrezione si celebra con una pace raccolta nel piccolo monastero di Palaiokastro ad Ano Mera, lontano dalla folla, custodendo intatte le tradizioni più antiche.

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Herakleia

A Herakleia, una delle isole più piccole delle Cicladi, i preparativi pasquali seguono un ritmo autentico e senza fretta. La vigilia di Pasqua, le donne di casa preparano la magiritsa, la zuppa tradizionale di erbe e frattaglie, e le melitinia, dolci di myzithra fresca di capra locale, una specialità condivisa anche con Santorini.

Il Sabato Santo si inizia a preparare il capretto ripieno: farcito con riso ed erbe locali, viene messo nei forni a legna a cuocere lentamente fino al termine della funzione della Resurrezione. La domenica di Pasqua, tutti si ritrovano nei cortili per il pranzo, con musica e danze che spesso durano fino al mattino seguente.

@all-we-see-is-the-sea
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Serifos

Il Sabato Santo, le famiglie vanno in chiesa con un piccolo cesto contenente formaggio, biscotti e un uovo rosso per ogni membro della famiglia, che viene posto ai piedi dell’altare per essere benedetto. Tornando a casa con la Luce Santa, segnano una croce sull’architrave della porta con la fiamma, una benedizione che proteggerà la casa fino alla Pasqua successiva.

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Serifos

Il Sabato Santo, le famiglie vanno in chiesa con un piccolo cestino che contiene formaggio locale, biscotti e un uovo rosso per ogni membro della famiglia. Questi cestini, preparati con cura dalle donne di casa, vengono posti ai piedi dell’altare per essere benedetti durante la funzione della Resurrezione.

Al rientro a casa con la Luce Santa, si compie un gesto antico e carico di significato: con la fiamma della candela si traccia una croce sul davanzale della porta. Quella croce di fuliggine resterà lì per tutto l’anno come protezione, fino alla Pasqua successiva.

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Folegandros

L’isola è benedetta dall’icona sacra della Vergine Maria in una processione solenne che dura tre giorni. La tradizione inizia la domenica di Pasqua da Chora, con l’icona portata a spalle tra i vicoli di pietra. Il secondo giorno il corteo raggiunge le fattorie remote di Ano Meria; il terzo giorno scende fino al porto di Karavostasis, dove l’icona viene avvicinata all’acqua per benedire le case e tutte le imbarcazioni in rada. Un viaggio in cui l’intera isola si muove insieme, accogliendo la Vergine su ogni soglia con il cuore aperto e i doni della tradizione locale.

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