Ptuj: la città più antica della Slovenia

Adagiata sulle rive della Drava, nel nord-est della Slovenia, Ptuj è il luogo ideale per sottrarsi alla folla e concedersi una pausa con stile. Le origini di Ptuj si perdono nel tempo, quando era abitata da popolazioni illiriche e tribù celtiche. Oggi questo passato convive con una scena urbana fatta di artisti, poeti e leggende locali che le danno un'aria tutt'altro che da museo. Vediamo insieme cosa fare e dove andare per scoprire l’anima variegata della città più antica della Slovenia.

La città vecchia di Ptuj, Slovenia ©Mazur Travel / Shutterstock
La città vecchia di Ptuj, Slovenia ©Mazur Travel / Shutterstock
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Da città romana a oggi

Ptuj è la città documentata più antica della Slovenia, abitata fin dalla preistoria e poi cresciuta intorno all’insediamento romano di Poetovio, uno dei principali della regione che, secondo le stime, arrivò a contare circa trentamila abitanti. Camminando per il centro si passa accanto a lapidi romane, facciate medievali e chiese, in un tessuto urbano che racconta più di duemila anni di storia in pochi metri.

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Una passeggiata al Castello di Ptuj

Il centro di Ptuj è piccolo, affascinate e si gira a piedi. Affrontando una breve ma ripida salita si arriva al castello di Ptuj da cui si può godere di una meravigliosa vista sui tetti arancioni della città e sulla Drava. All’interno del castello c’è un museo in cui è custodita una notevole collezione di strumenti musicali, compreso un flauto romano (che suona ancora), ed arazzi che ritraggono scene dell’Odissea. Dall’alto del castello si può ammirare anche la Torre Civica, risalente almeno al 1376 e facilmente riconoscibile dal caratteristico tetto a forma di cipolla.

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Carnevale tradizionale a Ptuj, Slovenia © Soru Epotok / Shutterstock
Carnevale tradizionale a Ptuj, Slovenia © Soru Epotok / Shutterstock

La festa di Kurentovanje

Solo questo basterebbe per fare un primo viaggio a Ptuj. Nella sua forma attuale, il Carnevale di Kurentovanje si celebra dal 1960 ma riprende gli antichi riti di primavera che esistono a Ptuj fin da quando i celti si stabilirono sulle rive della Drava. I festeggiamenti durano all’incirca 11 giorni e culminano nel weekend che precede il Martedì Grasso. Durante questi giorni sfilano diversi personaggi caratterizzati da elaborati costumi e da maschere dipinte a mano. Ognuno ha un preciso significato. Per esempio: la "vecchia che trascina il suo uomo" simboleggia gli spiriti del cielo, il "poveretto con la frusta" richiama salute e fortuna mentre galline e galletti garantiscono un buon raccolto. 

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Il personaggio principale è il misterioso Kurent, le cui origini risalirebbero ai miti slavi, illiri, celti, greci e romani. I Kurenti (ce ne sono diversi) indossano una pelle di pecora, pesanti stivali coperti da gambali rossi o verdi, un grande copricapo di pelliccia decorato con nastri colorati e una maschera da cui penzola una lunga lingua rossa. Nella mano sinistra reggono un bastone di legno e hanno una catena in vita a cui sono appesi enormi campanacci. Il rumore che fanno e questo loro terribile aspetto dovrebbero servire per cacciare via l’inverno e annunciare l’arrivo della primavera.

Botti di vino a Ptuj, Slovenia ©Bob Krist/Getty Images
Botti di vino a Ptuj, Slovenia ©Bob Krist/Getty Images

La cantina più antica della Slovenia

Nel 1239 i frati minoriti si insediarono a Ptuj e costruirono una cantina sotto il monastero. Oggi la Ptujska klet è la più antica della Slovenia e conserva uno degli archivi vinicoli più importanti dell’Europa centrale, con quasi tutte le annate dal 1945 in poi, a cui si aggiunge la preziosa Zlata trta del 1917, il vino sloveno più antico ancora conservato. La visita guidata permette di scoprire botti e bottiglie, e si chiude con una degustazione.

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