Bongo Flava: la colonna sonora della Tanzania contemporanea

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In Tanzania, la musica è da sempre un mezzo di scambio culturale. Le tribù usavano canzoni tradizionali per trasmettere conoscenze e valori, ma il paese ha saputo accogliere anche influenze culturali dall’Asia, dall’Occidente e dai Caraibi, ponendo le basi per la nascita del Bongo Flava, il genere musicale più diffuso nel paese.

Dar es Salaam in Tanzania ©Realphotos83/Shutterstock
Dar es Salaam in Tanzania ©Realphotos83/Shutterstock
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Oltre 30 anni fa, i giovani di Dar es Salaam partecipavano alle feste sulla spiaggia organizzate da Joseph ‘DJ Joe’ Kusaga, dove il rap si mescolava a melodie hip-hop americane. Fu questo fenomeno a ispirare il remix prodotto da Saleh J della hit Ice Ice Baby di Vanilla Ice, che diventò la prima traccia rap in swahili trasmessa dalla conservatrice radio nazionale. Ma fu solo nel 1996 che questo nuovo genere assunse il nome di Bongo Flava. A dargli il nome fu Mike Mhagama, che al tempo lavorava come presentatore di Radio One, la stazione FM più ascoltata dai giovani. Bongo (‘cervello’) è il soprannome di Dar (dove essere intelligenti è essenziale per sopravvivere), mentre Flava deriva da ‘flavour’ (sound, sonorità). Ma in cosa consiste il Bongo Flava?

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La nascita

Inizialmente, il Bongo Flava era un genere simile a un rap bilingue, che esprimeva senza alcun filtro il pensiero dei giovani su temi come la povertà, la corruzione, l’amore, la famiglia e la spiritualità. I suoi esordi provocarono reazioni diverse. Creato soprattutto tramite software, batterie e tastiere elettroniche, il suo ampio spettro creativo attraversò una crisi d’identità, spingendo molti a definire qualsiasi canzone in swahili come Bongo Flava.

I musicisti contribuirono all’evoluzione del genere fondendone le sonorità con altri generi più diffusi. Il rap di Professor Jay in Bongo Dar es Salaam, accompagnato dal coro dell’ex rapper Lady Jaydee, diventò uno strumento per orientarsi tra le anime contrastanti della città. Anche i produttori musicali incorporarono sonorità da altri generi popolari: melodie arabeggianti in prestito dal taarab, tamburi e percussioni dalle musiche tradizionali, il beat progressivo e ritmico dello zouk, e i ritmi in levare della dancehall e soukous che resero popolare il Bongo Flava sulle piste da ballo.

Questo mix diede origine a vari sottogeneri che consentirono agli artisti di esprimersi liberamente. Dal 1995, il celebre produttore musicale P Funk ha lavorato a oltre un centinaio di album Bongo Flava con la sua casa discografica Bongo Records. Fino ai primi anni 2000, lui e altri produttori come Mika Mwamba e Master Jay continuarono a porre solide basi che permisero al genere di ottenere successo. In quegli anni, i mass media tradizionali come East Africa TV ne favorirono la diffusione nel resto della regione di lingua swahili.

Internet ebbe un ruolo chiave in ambito musicale. La musica, che era stata il mezzo d’informazione delle giovani generazioni, perse gradualmente il suo ruolo sociale e di intrattenimento di fronte alla maggiore accessibilità alle informazioni data dal web e alla popolarità di tematiche come le feste e le relazioni sentimentali. Le musiche da party diedero vita a una variante caraibica del Bongo Flava che si diffuse sulle piste da ballo, mentre le sonorità più romantiche riempirono i cuori con dolci melodie arabeggianti e arrangiamenti ispirati allo zouk, prendendo il sopravvento sui brani più festaioli grazie al loro appeal di massa e all’orecchiabilità adatta alle radio. Quello che un tempo era un genere dominato dal rap e socialmente coinvolto diventò un’operazione poliedrica, che tagliò fuori gli amanti dell’hip-hop finché questi non si riconobbero più in esso. Tutto questo portò alla nascita del Bongo Hip-Hop, un sottogenere che manteneva l’aspetto rap del Bongo Flava senza i ritmi dell’hip-hop americano.

Il Bongo Flava aveva ancora molta strada da fare, mentre altri generi avevano già raggiunto grandi traguardi. Per esempio, la hit soukous Kipenda Roho del chitarrista Remmy Ongala comparve nella colonna sonora di Natural Born Killers, mentre il cantante taarab Bi Kidude di Zanzibar fece un tour del Regno Unito nel 1995.

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L’artista Zenji Boy ©Robin Batista/Shutterstock
L’artista Zenji Boy ©Robin Batista/Shutterstock

L’ascesa

I social media e i siti per scaricare musica aiutarono il Bongo Flava a reinventarsi continuamente e guadagnare nuovi fan oltre i confini della Tanzania. Intorno al 2010, il cantante Diamond Platnumz e il produttore Nahreel diventarono gli artisti più famosi del Bongo Flava in tutto il paese, ispirando un’intera generazione. Platnumz è il musicista tanzaniano che ha vinto il maggior numero di premi, superando il miliardo di visualizzazioni su YouTube. Nahreel ha lavorato con quasi tutti i grandi artisti del paese, tra cui Platnumz, Vanessa Mdee, Joh Makini, Rosa Ree e Jux, e collaborato con musicisti africani come Davido, Flavour e AKA. Nel 2016, il film Disney Queen of Katwe, ambientato in Uganda, conteneva la canzone Bomboclat dei cantanti ugandesi Jose Chameleon e Weasel, prodotta da P Funk, padrino del Bongo Flava.

L’anno successivo, il cantante Rayvanny fu il primo tanzaniano a vincere un BET Award (nella categoria International Viewers’ Choice). Nel 2019 la sua ‘Tetema’ fu remixata dal cantante pop colombiano Maluma, ed entrambi si esibirono per la prima volta agli MTV EMA Awards del 2021. Negli anni post-Covid-19, lo streaming dei brani Bongo Flava è aumentato notevolmente, soprattutto su YouTube, anche se la pirateria rimane un serio problema.

Il valore

A rendere speciale il Bongo Flava è il modo in cui la musica cattura lo spirito della Tanzania, tra resilienza, creatività e diversità. Il Bongo Flava non è semplice musica, ma una forza culturale che ha dato forma all’identità della Tanzania e voce al suo popolo. I suoi numerosi temi e varianti, accompagnati da batteria, piano, chitarra e flauti, lo rendono una colonna sonora adatta a varie occasioni e situazioni. Il genere si caratterizza per i morbidi ritmi africani che, sulla pista da ballo, fanno venire voglia di muovere la testa e le gambe allo stesso tempo. Altra caratteristica sono i suoi profondi testi in swahili e inglese, che esprimono la capacità della musica di ispirare e connettere persone da tutto il mondo.

Il Bongo Flava continua a sfornare personaggi pubblici a cui le nuove generazioni si rivolgono. Diamond Platnumz è l’artista di maggior successo; il suo fiuto per gli affari e l’impegno nel suo lavoro motivano i giovani a diventare altrettanto famosi nel loro settore. Vari artisti sono diventati membri del parlamento e del gabinetto di governo. Nel maggio 2022, la presidente Samia Suluhu ha partecipato a The Dream Concert di Sugu, un artista Bongo Flava. Il Bongo Flava è uno stile di vita che unisce le persone e diffonde positività. È facile innamorarsene, com’è successo a molti.

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