In treno da Milano a Bruxelles
Perché prendere un treno da Milano a Bruxelles, impiegando più di 17 ore per raggiungere la capitale del Belgio, quando in aereo ci si arriva in meno di due ore? È la domanda che mi sono posta quando ho deciso di provare il nuovo collegamento notturno della compagnia ferroviaria olandese-belga European Sleeper, in collaborazione con Arenaways per il tratto italiano.
Quando ho visto il treno arrivare al binario della stazione Milano Porta Garibaldi ho avuto un tuffo al cuore. Lo definiscono “our vintage night train” e promettono un’esperienza da macchina del tempo, pur avendo alcuni dei comfort moderni. E in effetti, per certi versi, è proprio così. I vagoni ricordano quelli degli anni Novanta, quando l’aereo sembrava una cosa da adulti e, appena maggiorenni, con la compagnia di amici si provavano quei primi viaggi all’estero. Cuccette con sedili di giorno che di notte si trasformano in letti. Le ore a raccontarsi i sogni, a giocare a carte, a guardare fuori dal finestrino, a immaginarsi una vita. Certo, a guardarle bene queste carrozze sono un po’ diverse. Negli scompartimenti ci sono le prese USB, per esempio. E si può scegliere tra diverse classi di comfort. Ma il sapore, quello di un viaggio lento e per certi versi anche un po’ scomodo, lo conservano tutto.
Condivido lo scompartimento con altre due ragazze, una di Londra e una di Parigi. Entrambe arriveranno come me a Bruxelles, e iniziamo subito a fare conoscenza: come ti chiami? Cosa fai nella vita? Poi ti fermi a Bruxelles o prosegui per altre destinazioni? Hai già viaggiato su un treno di questi? Pochi minuti dopo, siamo tutte e tre affacciate dal finestrino del treno che – e questa è una cosa che nei treni super moderni non c’è più – si può ancora abbassare fino a metà. Stiamo partendo. Dalla banchina le mani cominciano a salutare frenetiche; si sente qualche “Buon viaggio!” e “Chiama quando arrivi”, che a sentirlo mi fa sorridere perché oggi con internet si può chiamare in qualsiasi momento, ma chiedersi se l’altro è arrivato e sta bene è un’abitudine di cura che nel tempo è rimasta. L’aria calda di questo pomeriggio settembrino entra dal finestrino, così come i profumi e i suoni di una Milano che si distanzia sempre di più.
La prima fermata è Como, poi Chiasso, dove ci fermiamo un po’ più a lungo per cambiare il locomotore. Di queste pause tecniche ce ne sarà un’altra prima di arrivare a Liegi, stavolta non per il locomotore ma per qualcosa legato al voltaggio nel passaggio tra Germania e Belgio. Proseguiamo quindi lungo la linea del Gottardo in direzione Lugano e Bellinzona, con la sera che in pochi minuti ruba la scena a uno splendido tramonto sulle acque blu opalino del Ceresio.
Iscriviti alla nostra newsletter! Per te ogni settimana consigli di viaggio, offerte speciali, storie dal mondo e il 30% di sconto sul tuo primo ordine.
Ogni volta che viaggio in treno mi ritrovo a passare ore con lo sguardo appeso fuori dal finestrino, a scrutare le linee e i colori di un paesaggio che cambia continuamente. Per me equivale un po’ ad abbandonarsi a quel sognare di cui parla Antonio Machado (…luego, el tren, al caminar, siempre nos hace soñar) e, contemporaneamente, all’affinare l’attenzione per quel che si ha attorno, di cui scrive Tiziano Terzani nel suo libro Un indovino mi disse.
Quando la notte cala e le luci si fanno sempre più soffuse, la stanchezza comincia a farsi sentire. Un’ultima chiacchiera con le compagne di viaggio e decidiamo che è ora di coricarsi. Dai finestrini non si vede quasi più nulla, in un buio ovattato dove le immagini riflesse si mescolano con i rumori della notte. A turno ci cambiamo, e poi alla spicciolata ci infiliamo nei rispettivi letti sopraelevati. È un gioco di incastri che richiede qualche accortezza e un pizzico di destrezza – e diverse risate –, ma una volta sotto il piumone, complice anche il suono regolare ed ipnotico del treno sui binari, la sensazione è quella di essere cullati.
È in questo momento sospeso, nel dormiveglia, che penso di aver trovato la risposta alla domanda: perché prendere un treno al posto dell’aereo per una tratta così lunga? Credo sia per la possibilità di ritrovare l’emozione dei nuovi incontri. Per il valore di condividere uno spazio con chi ancora non si conosce; per la voglia e il piacere di farlo, mettendosi un po’ in gioco e decidendo di uscire dalla propria zona di comfort. Per la sorpresa nel riscoprire la gentilezza delle persone – in primis quella del personale di bordo –, in un mondo che va veloce mentre qui tutto è lento, a misura. Per gli incontri fortuiti e inaspettati, come quello con un ragazzo che fa parte di una rete europea di volontari che promuovere i treni notturni (ora ho anche una mappa cartacea di tutte le linee di treni notturni che collegano l’Europa, attive nel 2026). Per la curiosità di affidarsi, per qualche ora, ad altri, come loro alla fine si affidano a te. Per quella fastidiosa e piacevole sensazione di noia che nell’epoca della connessione totale raramente riesco ancora a provare ma che, in fondo, mi manca, perché mi dà il tempo di pensare. Per sentire, a centinaia di chilometri di distanza e in una situazione completamente diversa, quel gusto di “compartire”, alla maniera argentina.
La luce del mattino fa capolino presto tra le pieghe della tenda scura del finestrino. Siamo già in Germania. Il tempo di svegliarsi, prepararsi, sorridere, fare colazione… e fuori passano Colonia, con la sua splendida architettura, Aquisgrana, il Belgio nebbioso non appena lo si incontra che poi si trasforma nelle sue infinte distese di verde, con le nuvole che cavalcano l’orizzonte, le case di mattoni rossi con i tetti spioventi, tipiche di questa parte di Europa. Ed eccoci qui, arrivati a Bruxelles Midi/Brussel Zuid, dopo oltre 17 ore, con la netta sensazione di aver vissuto appieno ogni momento di questo viaggio.
Informazioni pratiche
Il treno notturno Milano–Bruxelles è la terza rotta internazionale di European Sleeper, dopo Bruxelles–Praga e Parigi–Berlino. Il collegamento c’è tre volte a settimana, in entrambe le direzioni. In fase di prenotazione si può scegliere tra diverse categorie di comfort, dai posti a sedere alle cuccette condivise fino a scompartimenti privati. Dal 14 dicembre 2026, il percorso avrà tre fermate in più: Anversa, Breda ed Eindhoven. Tutte le informazioni aggiornate si possono trovare sul sito di European Sleeper.