A Pietrasanta c'è un hotel dove i capolavori ti danno la buonanotte
In Italia respiri bellezza e smog un po' ovunque. Ci sono luoghi, però, in cui l'odore di arte e di mani che lavorano si fa più intenso. Pietrasanta è uno di questi angoli italiani.
Qui il marmo, la pietra e il bronzo sono un filo da seguire, un gomitolo da srotolare passeggiando tra la piazza del Duomo, oggi costellata dalle sculture del colombiano Gustavo Vélez, nell'atelier – e ora anche nel nuovo museo – di Igor Mitoraj, negli archivi del grande fotografo Romano Cagnoni e nei laboratori di artigiani come Giorgio Angeli e Franco Cervietti che, pur lontani dai riflettori, hanno dato molto alla scultura contemporanea.
Questa storia, però, comincia in via Garibaldi 35, dietro il portone di un albergo di appena venti camere dove Schifano, De Maria, Consagra, Rotella, Ontani e molti altri nomi dell'arte contemporanea accolgono gli ospiti come vecchi amici.
Dormire nell’arte
Dormire all’Albergo Pietrasanta è già in sé un’esperienza ma, per viverla davvero, bisogna lasciarsi guidare dalla padrona di casa, Rosa Sandretto, che apre le porte della sua collezione privata e racconta la storia del palazzo come fosse quella di un’amica. Chiedete a lei e al marito Gilberto di visitare i loro ’magazzini’: nel giro di un paio d’ore vi ritroverete a sfogliare un capitolo d’arte contemporanea italiana e internazionale.
D’altronde, ci sono alberghi che espongono arte e alberghi che nascono dall’arte. L’Albergo Pietrasanta è nella seconda categoria. Tutto cominciò nel 1992 con un colpo di fulmine per questo palazzo nobiliare nel cuore della città. Dopo un lungo restauro conservativo, gli affreschi originali sono tornati a dialogare con una collezione costruita in decenni di incontri e amicizie con alcuni dei protagonisti dell’arte del Novecento. Oggi quelle opere accompagnano gli ospiti nei corridoi, nelle camere e negli spazi comuni, dando la sensazione di entrare più in una casa che in un hotel.
La stessa filosofia si ritrova nelle esperienze organizzate su richiesta direttamente alla reception: visite negli atelier, incontri con gli artigiani, ingressi in laboratori normalmente chiusi al pubblico.
Cuore di marmo
Uno scultore che lavora il marmo, prima o poi, deve passare da Pietrasanta. La fortuna di questa cittadina ai piedi delle Alpi Apuane nasce dalla vicinanza con Carrara, da cui arriva la materia prima che ha attirato artisti da tutto il mondo. Ogni estate la piazza del Duomo cambia volto e diventa una galleria a cielo aperto.
Fino al 20 settembre 2026 è il turno del colombiano Gustavo Vélez, protagonista della mostra diffusa Le dimensioni dell’equilibrio. Arrivato a Pietrasanta a diciannove anni, Vélez ha trovato qui il luogo ideale per vivere e sviluppare una ricerca della materia che sfida la gravità. Le sue grandi sculture in marmo ruotano, sembrano quasi sospese, e il fatto che i bambini le tocchino, ci si arrampichino e ci giochino intorno, racconta meglio di qualsiasi critica quanto quest’arte sia ancora viva.
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Igor Mitoraj, finalmente un museo
Pochi artisti hanno lasciato un’impronta così profonda su Pietrasanta come Igor Mitoraj. Il nuovo museo, inaugurato lo scorso giugno e progettato dallo studio milanese OBR, rende omaggio al maestro polacco negli spazi dell’ex mercato coperto. Bronzi, marmi, vetri e gioielli raccontano un universo contemporaneo, solo apparentemente legato alla classicità.
Ma per capire davvero Mitoraj bisogna spingersi fino al suo atelier in via del Marmo Bianco. Ad accogliere i curiosi è Luca Pizzi, per anni assistente dell’artista e oggi custode di un patrimonio fatto di sculture monumentali, calchi e restauri. È una visita che racconta meglio di qualsiasi sala museale quanto, a Pietrasanta, il confine tra laboratorio e museo sia ancora sottilissimo.
L’arte (non va) in vacanza
Se cercate un ultimo motivo per fermarvi una notte in più, fino all’8 settembre 2026 l’Albergo Pietrasanta ospita Arte in Vacanza, una mostra curata da Carolina Sandretto che riunisce una ventina di fotografie di artisti contemporanei dedicate alla natura. Non c’è una sala espositiva da raggiungere: sono i corridoi e gli spazi comuni del Palazzo Barsanti Bonetti a trasformarsi in percorso. Del resto è questa la magia di Pietrasanta: si esce per visitare musei, atelier e laboratori, poi si torna in albergo e il viaggio continua, fino ad addormentarsi.