Le ultime frontiere del mondo

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Cinquant’anni fa la Nave stellare Enterprise partì per scoprire nuove frontiere. In omaggio al suo viaggio televisivo, ecco l’elenco delle prossime frontiere del mondo scelte da Lonely Planet.

1. Il Darién, tra Colombia e Panama

C’è un che di prosaico nel fatto che quasi tutta l’America Latina si possa raggiungere con un’unica strada; ma la Panamericana non è mai riuscita a penetrare nelle giungle che separano Panama e la Colombia. Esistono due modi per superare questo remoto spazio vuoto: alternando trekking nella foresta pluviale e traversate su una barca sgangherata lungo la costa orientale, oppure rischiare la vita tra narcotrafficanti, guerriglieri e agenti antidroga nelle fitte giungle dell’entroterra. Secondo noi il tragitto costiero può essere un’avventura già abbastanza impegnativa e gratificante. Da Puerto Obaldia, ultimo avamposto sul lato panamense, le lance raggiungono direttamente Capurganá in Colombia, ma è possibile anche fare trekking per diversi tratti passando per La Miel e Sapzurro.

2. Boma National Park, Sudan del Sud

Nonostante sia uno dei paesi più pericolosi al mondo, il Sudan del Sud offre qualcosa che i viaggiatori di tutto il pianeta ti invidieranno: un timbro d’ingresso che finora solo pochi esseri umani possono vantare. Le destinazioni turistiche nella nazione più giovane del mondo sono ancora definite ‘potenziali mete turistiche’, il che fa capire che questi itinerari sono ancora decisamente poco battuti. Quando il paese raggiungerà una maggiore stabilità, forse sarai tra i primi ad ammirare le sue bellezze – spettacolari montagne, straordinari incontri tribali, splendidi parchi nazionali ricchi di animali e una delle più grandi migrazioni della fauna africana. Juba è la via d’accesso al Sudan del Sud, con voli provenienti da Dubai, il Cairo e Nairobi.

3. Atollo di Bikini, Isole Marshall

Foto Ullstein Bild/Getty

Con le immagini del fungo atomico che si gonfia sopra le palme ancora vive nella memoria collettiva, l’atollo di Bikini probabilmente non è il primo paradiso tropicale a venire in mente. Ma dopo oltre 60 anni dai test nucleari che fecero conoscere l’atollo al resto del mondo, i viaggiatori hanno ripreso a raggiungere le sue sponde. Beh, a essere precisi, ad avvicinarsi alle sue sponde:le isole sono aperte solo ai visitatori che pernottano sulle imbarcazioni delle immersioni subacquee.

I fondali offrono alcune delle barriere coralline più inviolate del Pacifico e i relitti delle vecchie navi da guerra fatte esplodere durante i test. Le immersioni nell’atollo di Bikini vengono effettuate da aprile a novembre con partenza dal minuscolo atollo di Kwajalein, nelle isole Marshall occidentali.

4. Regione degli yali e dei korowai, Papua occidentale, Indonesia

Nelle impenetrabili foreste pluviali di Papua Occidentale (già Irian Jaya) si dice vivano tribù che non hanno mai avuto contatti con il mondo esterno. Imbarcazioni e aerei possono condurti solo fino ai margini di questa giungla selvaggia, ma poi, vista la quasi totale assenza di strade, sarai solo. Per raggiungere i territori abitati dagli yali e dai koroway dovrai disporre di notevoli risorse economiche e sbrigare numerose formalità, ma qui potrai renderti conto di cosa dovessero affrontare i primi esploratori, quando le mappe ancora non esistevano. Oltre agli incontri con le tribù, potrai scorgere animali mai visti prima nel Lorentz National Park, la più grande riserva del Sud-est asiatico.

5. Rub al-Khali, Arabia Saudita

Foto DEA/C.DANI/I.JESKE/De Agostini/Getty

Nulla regge il confronto, quanto a sensazione di trovarsi nel nulla, con il Quarto Vuoto. In realtà il Rub al-Khali è solo il secondo deserto di sabbia del mondo per estensione, ma il suo infinito mare di dune fa sembrare gli altri affollati. Per attraversarlo servono 40 giorni a dorso di cammello. Considerando quanto sia difficile ottenere il visto per l’Arabia Saudita, quasi tutti i viaggiatori che hanno tentato l’impresa dal 1950 (davvero pochi) hanno scelto l’itinerario che passa dall’Oman agli Emirati Arabi. Da qualche parte nel deserto si troverebbero anche le rovine di Iram, la mitica città ‘dalle innumerevoli colonne’ citata nel Corano.

6. Le nuove vette del Nepal

Foto Education Images/Universal Images Group/Getty

Come segno di rispetto verso le credenze locali, la cima del Machhapuchhare non è mai stata conquistata, ma nel in 2014 il Nepal ha aperto agli alpinisti 104 montagne inviolate. Come era facile prevedere, le vette intitolate a Edmund Hillary (7681 m) e a Tenzing Norgay (7916m) hanno richiamato quasi tutta l’attenzione, lasciando così 102 cime agli scalatori che ambiscono a essere i primi. A differenza dell’Everest, qui non ci sono corde fissate alle pareti e scale a pioli che attraversano le fenditure, ma grazie alle tariffe più economiche questi colossi himalayani sono alla portata degli scalatori comuni appassionati di ghiaccio e in cerca di avventura. La Nepal Mountaineering Association gestisce tutte le scalate in Nepal; per tariffe, norme e regolamenti visita il sito web.

7.Dahab, Egitto

Come? Una famosa località turistica in un elenco delle ultime frontiere del mondo? Beh, in questo caso la frontiera si trova negli abissi marini. La fossa intercontinentale situata al largo della costa di Dahab è diventata il sito in cui stabilire nuovi record di immersione; l’attuale detentore è l’egiziano Ahmed Gabr, che nel settembre 2014 ha raggiunto l’impressionante quota di -332,35 m. Per la discesa basta un quarto d’ora, ma la risalita richiede quasi 15 ore. Portatevi un libro (impermeabile)... Nonostante la difficile situazione della sicurezza, i fondali di Dahab restano una delle mete più ambite dai subacquei. Qui si trova il famoso – e altrettanto pericoloso – Blue Hole.

8. Provincia del Nord, Hamgyong, Corea del Nord

Essendo il paese con la peggiore reputazione al mondo, la Repubblica Popolare Democratica di Corea potrebbe sembrare una destinazione turistica a dir poco improbabile, ma esiste un piccolo numero di viaggiatori intraprendenti pronti ad affrontare incredibili formalità burocratiche pur di visitare uno degli ultimi veri regimi comunisti. I viaggi nella capitale, Pyongyang, sono diventati ormai quasi di routine, nonostante i residenti verifichino che tu veda solo i luoghi ‘approvati’. Più emozionanti sono i viaggi nell’ignoto nord-est, dove potrai essere tra i pochi turisti a visitare Chongjin, la misteriosa ‘Città del Ferro’, e le spiagge deserte nei pressi di Chilbo. Chongjin è aperta ai viaggi guidati solo per pochi giorni all’anno; i viaggiatori arrivano con sgangherati voli charter da Pyongyang o via terra dalla Cina, passando per Rason.

9. Chernobyl, Ucraina

Foto Anatolii Stepanov/AFP/Getty

Chernobyl non è sempre stata una frontiera; sono stati i catastrofici eventi del 26 aprile 1986 ad allontanare tutti gli esseri umani dalla zona di alienazione di circa 2600 kmq istituita intorno alla centrale nucleare. Da quando i livelli di radioattività hanno iniziato a scendere, alcuni gruppi hanno iniziato a esplorare le città abbandonate – e con un nome come zona di alienazione, come si poteva resistere? Oggi i visitatori possono arrivare fino a 200 m dal sarcofago in cemento che copre il reattore n. 4 – ma non di più a causa della radioattività residua – e camminare (con attenzione) nelle vie delle città deserte dall’atmosfera apocalittica, ora territorio di cervi, lupi, cinghiali e cavalli selvatici. I viaggi nella zona di esclusione partono da Kiev; per il pernottamento puoi prendere in considerazione l’austera InterInform Hotel Agency a Chernobyl. Verifica le avvertenze ai viaggiatori a causa della situazione politica in Ucraina.

10. L'estrema frontiera: lo spazio

Cinquant’anni dopo il primo episodio di Star Trek lo spazio rimane ancora l’estrema frontiera, ma non più così lontana. Nonostante il tragico incidente della VSS Enterprise di Virgin Galactic, decine di agenzie stanno spendendo milioni di dollari per trasformare in realtà il turismo spaziale. Space Adventures è stata la prima a inviare con successo i suoi clienti fuori dall’atmosfera terrestre, con sette astronauti civili a partire dal 2001, ma non è la sola. L’unico aspetto negativo è il costo, che va da 20 a 40 milioni di dollari per passeggero. Virgin Galactic spera però di riuscire a offrire presto tariffe di appena US$250.000 (€230.000). Se vi avanzano una ventina di milioni di dollari, contatta Space Adventures; tra le loro ultime proposte c’è anche un giro intorno alla luna.