Best in Travel 2017: microdistillerie

© Kristofer Lönnå

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Stanchi del rosé o della birra artigianale? Provate qualcosa di nuovo. L’ultima moda è degustare liquori ricavati da ingredienti di provenienza locale nelle microdistillerie regionali. Dai pregiati gin australiani al whisky single malt torbato del Giappone fino alla vodka statunitense, per i distillati è arrivato il momento della produzione artigianale.

Box Distillery, Ådalen, Svezia

La Box Distillery spunta in mezzo a una fitta foresta sulle rive dello spettacolare fiume Ångermanälven, nel remoto nord della Svezia. E per questa pittoresca distilleria la posizione è tutto: il connubio della fredda e cristallina acqua di montagna che scorre nel fiume alla portata di 500.000 litri al secondo e delle ampie escursioni termiche della regione contribuisce a creare il whisky più caratteristico della Scandinavia. Da giugno ad agosto la Box Distillery è aperta tutti i giorni per visite guidate; presso la distilleria ci sono anche un ristorante e un bar (boxwhiskey.se)

Industry City Distillery, Brooklyn, Stati Uniti

La Industry City Distillery, con sede nei magazzini della Industry City di Brooklyn (un ambiente che condivide con artisti e musicisti), distilla vodka dalla barbabietola da zucchero con un procedimento artigianale e un’impostazione scientifica. Che ne dite di un drink con vista sulla baia? Il venerdì e il sabato la sala degustazioni di Industry City serve cocktail dalle 16 alle 22 (www.drinkicd.com).

Distilleria di Yoichi, Hokkaido, Giappone

Attualmente i whisky giapponesi sono tra i più ambiti nei locali più esclusivi del mondo. Nikka Whisky – che nel 2015 ha conquistato il titolo di International Distiller of the Year – produce gran parte dei suoi pregiati single malt torbati nella distilleria di Yoichi. Situata vicino a Sapporo, nella zona sud di Hokkaido, questa bella distilleria è incorniciata dalle montagne e dal Mar del Giappone. Durante il tour guidato potrete degustare tre miscele di whisky; è possibile visitare la distilleria anche senza accompagnamento (www.nikka.com).

The Botanist, Islay, Scozia

© Alfredo Caliz

La Scozia sarà anche la patria del whisky, ma sull’isola di Islay, nelle Ebridi, si trova una microdistilleria specializzata nella produzione di un gin floreale che utilizza selezionati botanici locali raccolti sulle coste, le colline e le torbiere di Islay per creare un gin contemporaneo. Prenotando la Warehouse Experience potrete conoscere da vicino il processo di distillazione e la filosofia di produzione (www.thebotanist.com).

Four Pillars, Healesville, Australia

© Anson Smart

In prima linea nell’esplosione del fenomeno delle microdistillerie in Australia, questa piccola e raffinata distilleria si trova nel cuore della regione vinicola del Victoria e offre una splendida alternativa alla miriade di cantine situate nella circostante Yarra Valley. Four Pillars utilizza per la produzione del gin piante indigene australiane come il mirto limone e il pepe di montagna della Tasmania. Situata a circa un’ora di auto da Melbourne, Four Pillars possiede una moderna sala degustazioni in grado di competere con molte cantine di questa regione vinicola (www.fourpillarsgin.com.au). 

Sipsmith, Londra, Inghilterra

© Sipsmith Distillery, Chiswick, London

Sipsmith è una delle cinque distillerie di gin autorizzate di Londra e la prima ad aver ottenuto una licenza locale per installare un alambicco di rame dal 1820. Il gin e la vodka di Sipsmith sono prodotti in piccole quantità utilizzando materie prime accuratamente selezionate; il loro Sloe Gin, dalla straordinaria tonalità bordeaux, nasce dal mix tra il classico London Dry Gin e le prugne selvatiche della campagna inglese. Le visite guidate devono essere prenotate in anticipo su www.sipsmith.com e si svolgono in determinati giorni feriali.

64° Reykjavík Distillery, Reykjavík, Islanda

© Albert van Beeck Calkoen

La specialità di 64° Reykjavík è creare deliziose grappe dalla distillazione di bacche subartiche raccolte a mano nelle selvagge regioni d’Islanda. Tra i loro prodotti vi sono la grappa di empetro nero, una specie di piccolo e succoso mirtillo che cresce solo nella tundra, e il tradizionale brennivín, una grappa fortissima aromatizzata con cumino e semi di angelica. La distilleria non è aperta ai visitatori, ma potrete degustare i suoi deliziosi liquori nel miglior cocktail bar d’Islanda, lo Slippbarinn a Reykjavík (www.slippbarinn.is).

Glendalough Distillery, Glendalough, Irlanda

Fondata da cinque amici con l’obiettivo di far rinascere l’antica tradizione irlandese della distillazione, Glendalough è la prima distilleria artigianale d’Irlanda. Il loro primo prodotto è stato il poitín (‘acqua della vita’), il più antico liquore irlandese: un tempo prodotto dai monaci, fu dichiarato illegale da Carlo II nel 1661 e in seguito cadde nell’oblio. Oggi Glendalough produce il poitín in tre varianti: Premium Irish, Sherry Cask Finish e Mountain Strength. La distilleria non offre degustazioni, ma potrete assaggiare il poitín a The Wicklow Heather, nel vicino villaggio di Laragh (www.wicklowheather.ie).

Poli 1898, Veneto, Italia

© Poli Distillerie

Non tutte le microdistillerie sono nate da una moda recente. La distilleria della famiglia Poli produce ottima grappa nel cuore del Veneto da oltre un secolo. Il segreto dei suoi preziosi distillati consiste nella scelta di materie prime locali freschissime e nella loro distillazione immediata attraverso l’uso di alambicchi sia tradizionali sia a bagnomaria. La Distilleria Poli è aperta al pubblico per visite guidate (www.poligrappa.com).

Hartfield & Co, Kentucky, Stati Uniti

© Hartfield & Co

Il Kentucky Bourbon Trail è un itinerario ben noto agli appassionati di liquori che include alcune favolose piccole distillerie disseminate tra i campi di fienarola. Hartfield & Co, la prima distilleria a ottenere una licenza nella terra del bourbon dai tempi del proibizionismo, si fa vanto di utilizzare, ove possibile, materie prime provenienti da un raggio di 10 miglia dalla sua tenuta. Il non plus ultra della distillazione artigianale. Il ‘County Tour’ del sabato prevede un’analisi approfondita del processo di produzione della distilleria e si conclude con una degustazione (www.hartfieldandcompany.com).