Toscana a piedi: la Via Francigena

A piedi in Toscana lungo la Via Francigena. ©StevanZZ/Shutterstock

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Quindici tappe e 400 km di sentieri da percorrere a piedi, in bici o a cavallo per scoprire a passo lento una Toscana inedita sulle orme dei pellegrini che da millenni arrivano a Roma seguendo la Via Francigena.

Questo itinerario attraversa la Toscana lungo il tracciato della Via Francigena, un antico percorso di pellegrinaggio che dalla Cattedrale di Canterbury arriva a Roma. La maggior parte, segnalata con cartelli dedicati, si svolge su strade di campagna che si inoltrano tra boschi e campi coltivati fino a raggiungere i centri abitati. 

La Lunigiana

Il castello medievale dei Malaspina a Fosdinovo, Toscana. ©Matt Munro/Lonely Planet

La prima delle 15 tappe toscane è quella che dal Passo della Cisa attraversa la Valle del Magra fino ad Aulla, dove il bel Museo dell’Abbazia di San Caprasio conserva molte testimonianze sul passaggio dei pellegrini. 

La Lunigiana e le sue valli sono uno degli snodi fondamentali della Via Francigena, che entra in Toscana proprio attraverso il Passo della Cisa e si dirige verso il mar Tirreno seguendo il Corso del Magra. Il percorso da Pontremoli ad Aulla (33 km) permette di assaporare l’emozione del cammino su una via millenaria, di attraversare ponti di pietra e torrenti di montagna, di scoprire piccoli paesi che sembrano scolpiti nell’arenaria. 

Come Filattiera, borgo murato dove si va in cerca dell’antico Ospitale di San Giacomo d’Altopascio, indicato da una croce templare e da un San Jacopo in marmo bianco in veste di pellegrino, e fuori dal paese, della Pieve di Sorano, un capolavoro romanico con torre di guardia proprio vicina alla statale della Cisa, che nasconde nella controfacciata due misteriose statue stele rinvenute nell’area. Sull’antica Via Francigena sorge anche Bagnone, il cui nome si deve a quel torrente che scorre non lontano dal castello e dalla chiesetta, costruiti a metà del Trecento dai Malaspina. La veduta più romantica, con le alte case in pietra e i panni stesi al sole, la si gode dal duecentesco ponte a schiena d’asino che lo scavalca; l’antica vocazione commerciale palpita invece, il lunedì mattina, in Piazza Italia e in Piazza Guglielmo Marconi, tra i portici del vecchio mercato ancora vivo. Di aspetto autenticamente antico è il vicino borgo di Filetto, animato in agosto, in occasione del Mercato Medioevale, da cartomanti, giocolieri, arcieri e menestrelli che riempiono di voci, musica, sfide e tornei i vicoli e le piazze. 

A un tiro di schioppo sorge Villafranca in Lunigiana, un tranquillo paese situato sul torrente Magra che merita una sosta per il suo ricchissimo Museo Etnografico che documenta la società, la cultura, gli usi, i costumi, le credenze, il lavoro in Lunigiana. Tappa finale è Aulla, famosa per la sua abbazia fondata nell’884 in onore del monaco eremita San Caprasio, protettore dei pellegrini, e per l’attiguo museo allestito nella sala capitolare. Ancora oggi l’Abbazia di San Caprasio ospita un ostello che dà accoglienza ai pellegrini in cammino.

A Massa tra pellegrini e artisti

La Via Francigena nei pressi di Camaiore, Toscana. ©Pamela Giannecchini

Lasciatevi alle spalle la Lunigiana lungo la strada che si addentra tra i vigneti in un susseguirsi di panorami sulle Alpi Apuane e sul mare, visitate il centro di Massa e risalite verso Montignoso per raggiungere infine Pietrasanta, popolata da artisti del marmo di tutto il mondo. 

Da quando fu fondata, nel 1255, sul percorso della Via Francigena, Pietrasanta è sempre stata un crocevia di artisti, attratti dalle cave di marmo di Carrara e dal sapiente lavoro degli artigiani locali. Fu rifugio privilegiato di Michelangelo e di Giorgio Vasari e, in epoca contemporanea, di Henry Moore, Pietro Cascella, Kan Yasuda, Arnaldo Pomodoro e Joan Miró. Pensate che tra i suoi cittadini onorari figurano Fernando Botero, che qui ha casa e bottega, lo scultore toscano Giuliano Vangi e quello polacco Igor Mitoraj, scomparso nel 2014, che la ‘piccola Atene della Versilia’ ha deciso di celebrare con un nuovo museo in via di allestimento negli spazi dell’ex mercato coperto.

Da qui il tracciato segue la linea di costa e tocca Camaiore, cittadina che nel Medioevo fu ufficialmente dichiarata da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, XXVII tappa della Via Francigena. Ben presto, infatti, vi renderete conto che le sue strade, a parte botteghe e norcinerie, sono tutto un susseguirsi di chiese, conventi e palazzi, con il loro ingente patrimonio di opere d’arte. Andate prima di tutto a visitare, fuori dal centro, la Badia di San Pietro, un complesso architettonico affascinante nella sua semplicità. 

Spostatevi poi a circa 8 km in direzione del mare, a Lido di Camaiore, per un po’ di relax. Questa elegante località di villeggiatura balneare vi accoglierà con i suoi intensi tramonti sul mare che hanno saputo conquistare sin dall’inizio del Novecento personalità come Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse. Per godere del calar del sole più romantico, fate una passeggiata sul lungomare fino al pontile che, come la prua di una nave, si protende sul Tirreno scrutando all’orizzonte l’Elba e le isole minori.

Da Lucca a Siena

Cattedrale di San Martino, Lucca. ©Horst Lieber/Shutterstock

In un susseguirsi di borghi raggiungete, dopo 32 km, Lucca. Le sue mura rosse hanno compiuto 500 anni  e da più di cinque secoli racchiudono i tesori del centro storico in 4 km di bastioni, quasi ne fossero gelose. Percorretele tutte d’un fiato prima di scoprire gli incantesimi della città: il gomitolo dei vicoli medievali che si srotola aprendosi in deliziose piazzette, l’asimmetrica facciata del duomo (la Cattedrale di San Martino), i capricci barocchi di Palazzo Pfanner, i segreti di Puccini racchiusi nella sua casa natale e il ciuffo di lecci che spunta in cima alla Torre Guinigi.

Veduta su Siena, Toscana. ©MartinM303/Getty Images/iStockphoto

I più allenati possono proseguire fino ad Altopascio, un bel paesino che si trova a 17 km dal capoluogo ed è l’ultima tappa della provincia lucchese prima di entrare in quella di Pisa, dove si trova San Miniato, punto di partenza dell’ottavo tratto di Francigena toscana dal quale si raggiunge Gambassi Terme, non lontano da Firenze. 

Secondo alcuni viaggiatori, qui comincia la parte più suggestiva dell’itinerario, che si snoda dapprima nella Val d’Elsa toccando San Gimignano e il piccolo borgo fortificato di Monteriggioni, poi arriva a Siena e dalla città del Palio si incunea nelle Crete, uno dei paesaggi più entusiasmanti del senese. Per molti viaggiatori c’è qualcosa di spirituale nelle Crete, qualcosa che va al di là della morbidezza dei colli, dell’irrequieta mutevolezza cromatica, dei vasti spazi, aspri o prodighi di fecondità a seconda delle stagioni. Per altri, le Crete sono motivo d’interesse per i crudi scenari scolpiti dal terreno argilloso (da qui il nome), per il considerevole patrimonio artistico del territorio e per la posizione privilegiata, tra Siena e la Val d’Orcia.

La Chiesa di Sant’Ilario, a Isola d'Arbia, è una deliziosa costruzione romanica che però impallidisce davanti alla pieve di San Quirico d’Orcia, dove termina la tredicesima tappa e dalla quale si parte per gli ultimi 64 km di strada prima di entrare nel Lazio.