Portogallo, terra di onde e di surfisti

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Estate o inverno, pioggia o sole, grandi mareggiate o piccole onde, oggi non c’è spiaggia che non abbia un surfista in acqua. In Portogallo il surf si è sviluppato in modo esponenziale, come si può vedere visitando le principali città costiere.

Nazaré, la mecca dei surfer ©Marco De Luca  / Shutterstock
Nazaré, la mecca dei surfer ©Marco De Luca / Shutterstock
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Il litorale portoghese

Chiunque sorvoli il Portogallo per atterrare in uno dei due aeroporti principali viene accolto dall’infinito litorale di questo paese che, come dicono i portoghesi, è ‘piantato in riva al mare’. Con una costa di 943 km, l’oceano è una presenza costante nella storia di questa nazione, dall’Età delle Scoperte alla cultura della pesca che si è sviluppata e ha accompagnato le varie comunità nel corso del tempo.

In effetti buona parte delle attività economiche del paese si concentrano sulla costa, dove la popolazione affluisce numerosa, lasciando l’entroterra sempre più deserto. I portoghesi hanno sempre avuto un forte legame con il mare, quindi non sorprende che qui abbiano trovato una delle attività sportive a più rapida espansione: il surf.

Il Forte Milreu a Ericeira ©RudiErnst  / Shutterstock
Il Forte Milreu a Ericeira ©RudiErnst / Shutterstock

La rapida ascesa del surf

Il surf ha conosciuto una crescita vertiginosa, specialmente negli ultimi 15 anni, grazie innanzitutto alla presenza di atleti portoghesi nelle competizioni internazionali di surf e all’organizzazione di tali eventi in Portogallo. Nel 2009 il campionato mondiale di surf si è svolto per la prima volta sulla Praia dos Supertubos a Peniche. Oggi la stessa tappa richiama circa 100.000 spettatori e, secondo le stime, genera un introito di quasi 10 miliardi di euro per la città.

Quando nel 2011 Ericeira è diventata una World Surfing Reserve, la seconda al mondo e la prima in Europa, questo piccolo villaggio di pescatori a 50 km da Lisbona, già molto popolare tra i surfisti, è diventato una delle principali destinazioni mondiali per il surf e ha visto impennarsi il numero di turisti e la richiesta di case. Nello stesso anno Garrett McNamara batté il record dell’onda più grande mai surfata e il mondo intero conobbe Nazaré. Oggi tutti vogliono provare le onde portoghesi, ma non è sempre stato così.

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Da fannulloni da spiaggia a élite del surf

“Quando sono arrivato qui, c’erano pochissimi surfisti. Forse 100 in tutto, da nord a sud”. Quando Nick Uricchio giunse in Portogallo dalla California alla fine degli anni ’70, non poteva credere ai suoi occhi. “C’erano onde fantastiche, ma quasi nessuno in acqua. Era un posto perfetto e senza folla”.

L’introduzione del surf in Portogallo è attribuita ai surfisti stranieri di passaggio, molti dei quali in viaggio per l’Europa o diretti in Marocco. Osservando questi visitatori scivolare sulle onde, nacque la prima generazione di surfisti portoghesi, che dapprima usavano tavole di polistirolo, poi tavole di seconda mano acquistate da quegli stessi stranieri e, in seguito, tavole prodotte in Portogallo.

Nick Uricchio si stabilì in Portogallo più di 50 anni fa e fondò Semente, diventando uno dei maggiori produttori di tavole da surf del paese. Per il surfista e modellatore di tavole californiano, l’evoluzione del surf è stata inevitabile: “Ovunque nasca, e ci siano buone onde, il surf si sviluppa. Anzi, oggi si diffonde anche dove non ci sono onde, come in Svizzera o in Germania. Una volta che la gente inizia a guardarlo e a provarlo, non c’è modo di fermarlo”.

E infatti il surf non si è fermato. Da sport che inizialmente era considerato dalla società portoghese un’attività per degenerati, gente che non voleva lavorare e passava tutto il tempo sulla spiaggia, è diventato uno sport per atleti olimpici e un’industria che genera migliaia di posti di lavoro e immette milioni nell’economia.

Nelle città costiere sono sorti nuovi hotel, ostelli e surf camp e si sono moltiplicati i ristoranti. Anche altri servizi, come le scuole di surf, si sono ampliati, continuando ad alimentare la schiera di nuovi appassionati. Questa espansione ha però messo sotto pressione le comunità locali.

Il villaggio di Ericeira, cresciuto enormemente grazie al surf ©Ludovic des Cognets
  / Shutterstock
Il villaggio di Ericeira, cresciuto enormemente grazie al surf ©Ludovic des Cognets / Shutterstock
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Il futuro

“Il Portogallo è uno dei paesi più soleggiati d’Europa. Può contare sulle mareggiate dell’Atlantico, offre surf spot di ogni livello e il costo della vita è basso... almeno per gli stranieri. Per i portoghesi è difficile vivere qui al giorno d’oggi”. Per Miguel Pedreira, lo sviluppo del surf in Portogallo è stato vantaggioso per questo sport, ma ha avuto effetti negativi a livello locale.

“Il surf è cresciuto molto a livello agonistico e viene molto pubblicizzato, ma manca la conoscenza di cosa sia veramente. Cosa significa essere un surfista? Da dove viene il surf? Qual è la sua storia? La sua cultura?”, dice Miguel, che iniziò a fare surf alla fine degli anni ’80 e divenne il primo giornalista portoghese a specializzarsi sul surf.

Secondo lui, l’aumento dei prezzi alimentato dalla crescita del turismo del surf ha allontanato la gente del posto e snaturato i luoghi. “La realtà è che, per esempio, Ericeira era un villaggio di pescatori e oggi è quasi più grande di Mafra. Ci sono solo cantieri ovunque. Sì, il turismo ci vuole, ma deve avere un limite, perché altrimenti i luoghi perdono le loro caratteristiche principali. Il turismo è la salvezza di questo paese, ma bisogna porre un freno. Però non saprei come...”.

In questa incertezza il surf continua a diffondersi in Portogallo. Secondo l’ex presidente del Futebol Clube do Porto, che voleva fare del surf uno sport su cui investire in caso di rielezione, nel paese c’è un milione di surfisti. Quasi il 10% della popolazione portoghese ha scoperto il piacere di cavalcare le onde. Allo stesso tempo sono in corso nuovi significativi investimenti per l’introduzione di piscine con onde artificiali in località strategiche, in linea con una tendenza globale. Tuttavia, nonostante i problemi legati alla sua espansione, tutto indica che il surf continuerà ad avere successo in Portogallo. Anche perché, con 943 km di costa, ci sono ancora molte spiagge da esplorare e onde da cavalcare.

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