Congedo dal lavoro? Come si diventa viaggiatori permanenti

Australia, uno dei mondi possibili © Maria Cristina Franchi

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Chi l'ha detto che lavorare senza interruzione (ferie a parte) sia l'unica forma di vita dell'Homo sapiens? In questo articolo i nostri consigli per prenderti un bel congedo e diventare un viaggiatore permanente.

Congedo dal lavoro? Come si diventa viaggiatori permanenti

Articolo di Andy Murdock
autore Lonely Planet

Ecco di che cosa hai bisogno: prendi una pausa, la carriera può aspettare, e gira il mondo per un lungo periodo. Che te ne pare?

Se la risposta è "fantastico, ma impossibile", sappi che non sei il solo a pensarlo. Eppure sono in molti a concedersi lunghi congedi dal lavoro. Allora, dov'è il segreto?

Per sfatare un po' dei miti e delle paure legati a questa scelta, ho chiesto il parere di Sherry Ott, che si definisce "in fuga dall'IT aziendale" ed è l'autrice del popolare blog di viaggio Ottsworld: Travel and Life Experiences of a Corporate America Runaway, ovvero "Esperienze di viaggio e vita di una fuggiasca dall'azienda America".

Il primo "career break" di Sherry ha ispirato gli altri suoi viaggi di questo tipo negli ultimi quattro anni e mezzo. E ha portato alla scoperta che a volte (e spesso in modo paradossale) prendere una pausa dal lavoro può diventare un'altra forma di lavoro. Come è accaduto a Sherry quando ha fondato Meet, Plan, Go!, un portale che offre risorse e ispirazione per chi aspira a seguire il suo esempio.

Sherry mi ha raccontato un po' delle sue esperienze (in collegamento da Beirut) e mi ha detto che cosa ha imparato dagli altri "career break traveller".

Quali erano le tue paure maggiori quando sei partita la prima volta?

È più facile dire di che cosa non fossi preoccupata... perché avevo paura di tutto. Comunque, i timori principali erano:

1. non avere uno stipendio, per la prima volta nella mia vita adulta. Avrei affrontato solo spese: una questione molto preoccupante per me;

2. che non mi piacesse stare on the road, visto che non avevo mai viaggiato per più di due settimane di fila prima di allora e sempre e solo in vacanza;

3. il pensiero che di lì a un anno avrei dovuto trovare un posto in cui dormire ogni notte - 365 giorni fuori casa. Durante la fase di pianificazione, in fondo, sapevo di poter contare sulla mia camera e sul mio letto e che avrei potuto tornare a farlo ogni notte senza pensarci troppo.

In definitiva, nessuna paura si è rivelata insormontabile. Mi è piaciuto molto andare in giro e a un certo punto ho pensato che non sarei riuscita a stare ferma. Ho affrontato anche il problema dei soldi, e ben presto il pensiero di vederli uscire anziché entrare è diventato la normalità. Mi sono imposta una soglia e sapevo che quando l'avessi raggiunta avrei dovuto tornare a casa. Anche dormire fuori non è stato un problema: non ho avuto difficoltà a trovare posti in cui passare la notte. E poi era bello conoscere nuove persone in giro per il mondo.

E gli altri viaggiatori? Quali erano le loro paure legate alla partenza e al ritorno?

1. La paura di viaggiare in generale
C'è un particolare tipo di paura che accompagna l'idea di viaggiare - alcuni pensano che non sia sicuro. Se leggessi gli avvisi del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti non andrei da nessuna parte. Ora non sarei a Beirut, per esempio. C'è un po' di allarmismo, cosa triste dal momento che io mi sento al sicuro in molti paesi. Più che negli USA, per esempio.

2. Amici e parenti non capiranno
Molte persone condividevano i miei progetti e la frase ricorrente era: "Vorrei farlo anch'io". Credo che molti dei critici fossero spinti da un pizzico di gelosia o dal pensiero che non sapessi fino in fondo che cosa stessi facendo. Molti sono legati alle proprie consuetudini e, tutto sommato, scontenti della propria vita.

3. Figli da crescere & amori possibili
Alcuni temono che i propri figli siano troppo giovani o troppo vicini all'età adulta. O che per loro sia venuto il momento di sposarsi ed essere responsabili. Alibi e scuse a non finire. Le persone dimenticano che la vita continua quando si è in viaggio. Puoi ancora fare incontri, i ragazzi possono imparare molte cose, potresti anche innamorarti e sposarti. Per qualche strano motivo si è portati a credere che la vita si fermi quando si viaggia per lungo tempo.

4. Mobili & arredi: dove metterli
Meglio iniziare subito a svuotare la propria stanza. Amo il libro The Joy of Less di Francine Jay. Ti aiuta a liberarti di molte cose e a sgombrare la mente. In alternativa, cercate un buon magazzino per le vostre suppellettili. O chiedete al padrone di casa il permesso di subaffittare.

5. Soldi: viaggiare è molto costoso
Coltivare il mito per cui viaggiare è costoso è il modo migliore per rovinare i vostri sogni di gloria. Tenete presente che viaggiare è diverso dall'andare in vacanza. In media una vacanza che comprenda volo, hotel e pasti può costare da 1000 a 2000 US$ a settimana per persona. Senza contare che quando si è in vacanza le spese fisse aspettano a casa: devi ancora pagare le bollette, l'affitto, l'assicurazione dell'auto o l'abbonamento al giornale.

Quando sei in viaggio puoi tagliare molti costi e mettere da parte, per esempio, i soldi della palestra, del gas, dell'elettricità o della pay tv. Ancora: il denaro che spendi per il volo inciderà meno sul tuo budget se starai in giro per un mese invece di 5 giorni.

Considerando questi aspetti, ti accorgerai che ciò che prima sembrava esorbitante sarà diventato all'improvviso ragionevole.

6. Tornare al lavoro: paura del rientro e di quel "buco" nel CV
Non nascondere il tuo congedo temporaneo - piuttosto motivalo. Includi nel tuo CV una breve sezione dedicata e riferisci delle attività o esperienze on the road, che si tratti di volontariato, di insegnamento di una lingua straniera o della redazione di un blog, soprattutto se sono attinenti al tuo lavoro. Con un lungo viaggio si acquisiscono molte competenze trasversali: capacità di valutare rischi e pericoli, negoziazione, flessibilità, pazienza, adattamento all'ambiente e presa di decisioni. Indica l'indirizzo del tuo travel blog se pensi che sia sufficientemente professionale.

Attenzione a non far passare il tuo periodo sabbatico per una lunga vacanza. Fa' capire che, in fondo, hai voluto perfezionare le tue competenze e metterti alla prova. Descrivendo la tua esperienza nel modo giusto, metterai in risalto la tua intraprendenza.

Ricorda che per alcune aziende il congedo può essere interpretato come una forma di irresponsabilità o, peggio, come qualcosa di iterabile. Preparati a spiegare quanto tu sia affidabile e leale. Oppure chiediti se sei disposto a lavorare per una società che non condivide i valori del viaggio.

Benefici inattesi di un congedo?
Per ciò che mi riguarda, un'infinità. Ho migliorato la mia capacità di sopportazione e sono molto più ottimista per il futuro. Non ho mai creduto troppo nelle mie capacità... ora ho una fiducia enorme. Curando il mio blog ho imparato molto dal punto di vista tecnico. Ho risvegliato la creatività nella fotografia e nella scrittura. Fare qualcosa che amavo mi ha permesso di crescere.

Soprattutto, ho imparato a non perdermi in un bicchier d'acqua. Nessun ostacolo è insormontabile se lo affronti.

Hai ancora preoccupazioni per il futuro?
Non più. Sono abituata all'incertezza. Quattro anni e mezzo in giro per il mondo insegnano qualcosa.

Dopo il mio primo congedo di un anno e mezzo ero preoccupata. Temevo di non riuscire a rientrare nel mondo del lavoro e di non essere più in grado di vivere negli Stati Uniti. Poi la mia vita è cambiata completamente. Mi ritrovo qui a scrivere in un appartamento di Beirut. Ho un posto in cui dormire stanotte e avventure che mi aspettano domani. Ho tutto ciò che mi serve.