Fès in autunno: come visitare la medina più antica del Marocco senza il caldo
Pochi luoghi lasciano il segno come la medina di Fès, dove passato e presente si intrecciano a formare un affresco straordinariamente vitale. Visitarla con il caldo, però, può essere un’impresa ardua. In luglio e agosto le giornate possono essere roventi e in una città dove ci si muove solo a piedi, dentro vicoli larghi meno di tre metri, queste temperature limitano di molto il movimento agli orari in cui il sole non batte a picco, cioè la prima mattina e il tardo pomeriggio. A ottobre la morsa del caldo estivo lascia la presa. In più, rispetto ad altri periodi dell’anno, l’affluenza è minore e questo rende i vicoli e souk più vivibili.
Per scoprire la storia stratificata della medina vi consigliamo questo itinerario tra monumenti, laboratori e mercati. Dura circa un’ora ed è lungo un chilometro e mezzo. Cominciate dalla porta principale della medina, la Bab Bou Jeloud, i cui mosaici blu richiamano le influenze andaluse e i mosaici verdi simboleggiano l’islam. Proseguite verso la vicina Medersa Bou Inania, fondata tra il 1351 e il 1357, dove si possono ammirare la complessa decorazione in stucco, i fregi in legno di cedro e le variopinte zellij (mosaici di piastrelle). Di fronte al suo ingresso si trova l’orologio ad acqua Al Magana, installato dall’astronomo Abou al-Hassan Ali Ahmed Tlemsani, un cimelio di ingegnosità medievale che continua a intrigare gli studiosi.
Il Funduq Kaat Smen è rinomato in tutto il paese per i suoi venditori di miele. Dietro l’angolo, nel Funduq Tazi, ottimo per la ceramica, c’è uno degli ultimi laboratori tradizionali di percussioni della città. Se siete amanti delle spezie, infilatevi da Herboriste Nomade per fare scorta di spezie fresche, e poi scendete passando per il Souq dell’hennè, che un tempo ospitava i 160 erboristi che rifornivano l’ospedale Bimaristan di Sidi Frej (attivo dal 1236 al 1944). Giungerete così in una bella piazza acciottolata, nota per i tradizionali prodotti di bellezza, chiamata Attarine. Qui troverete l’henné per decorare mani e piedi, il kohl nero per gli occhi, la polvere di papavero per le labbra, il sapone nero, il ghassoul (argilla profumata con acqua di rose) e il kessa (guanto esfoliante) per l’hammam.
Infilatevi nel labirinto fino alla Moschea e Università al-Kairaouine. Un consiglio: lo straordinario complesso di Al Kairaouine può essere osservato dal tetto di Weaving Art, in Rue Boutouil. La passeggiata si conclude con un tè alla menta in a Place Seffarine, al ritmico suono di chi lavora il rame, prima di uscire tra i filati colorati del Souq dei tintori alla Bab R’cif.
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Viste le temperature più miti, potete approfittarne per mangiare nei patii e sulle terrazze dei riad, cosa pressoché impossibile d’estate, quando per stare al fresco ci si rifugia al chiuso. E visitare il Borj Nord, uno dei due forti di Fès, da cui si ha una vista panoramica della medina nel suo insieme.