
foto di Leanne Logan
Se venisse istituito un premio per il paese con la popolazione più cordiale dell'Africa occidentale il Ghana avrebbe ottime possibilità di vincere... in particolare se il corpo dei votanti fosse costituito dai viaggiatori con possibilità finanziarie limitate. Dopo alcune ore passate nella fresca e ventilata Accra, la capitale del paese, avrete la certezza che la brezza e le onde del Golfo di Guinea hanno profuso il calore dell'equatore sia in questa terra sia nella sua gente. Sicuramente gli stessi abitanti del Ghana non stentano ad ammettere che forse altre città dell'Africa occidentale sono più belle di Accra, ma insomma, si tratta della loro città - non di uno di quei luoghi costruiti a uso e consumo di turisti in cappello da safari o di occidentali che risiedono nel paese per motivi di lavoro - e l'orgoglio dei ghaniani si fa palpabile non appena varcato il confine.
Per essere un paese che ha provato sulla sua pelle la brutalità della dominazione coloniale - dal furto delle sue ricchezze minerarie alla riduzione in schiavitù della sua gente - il Ghana conserva una considerevole consapevolezza di sé. I suoi artigiani possono rifarsi a una lunga e ricca storia culturale e il loro lavoro è il tangibile prodotto di tali tradizioni - che si tratti delle coloratissime stoffe kente tessute dagli ashanti o degli sgabelli, delle icone, delle collanine di semi o dei cestini che si vedono nei principali mercati. Persino le rovine delle fortezze e dei castelli, che testimoniano cinque secoli di presenza europea, paiono oggi non tanto fantasmi del passato quanto personaggi della sua tradizione letteraria.
Per essere un paese che ha provato sulla sua pelle la brutalità della dominazione coloniale - dal furto delle sue ricchezze minerarie alla riduzione in schiavitù della sua gente - il Ghana conserva una considerevole consapevolezza di sé. I suoi artigiani possono rifarsi a una lunga e ricca storia culturale e il loro lavoro è il tangibile prodotto di tali tradizioni - che si tratti delle coloratissime stoffe kente tessute dagli ashanti o degli sgabelli, delle icone, delle collanine di semi o dei cestini che si vedono nei principali mercati. Persino le rovine delle fortezze e dei castelli, che testimoniano cinque secoli di presenza europea, paiono oggi non tanto fantasmi del passato quanto personaggi della sua tradizione letteraria.
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