L’Angola è il secondo produttore africano di greggio, dopo la Nigeria, ma il rapporto di un'organizzazione umanitaria internazionale stima che siano 100.000 gli angolani che muoiono di fame. La carestia è la conseguenza diretta della guerra civile che per più di venticinque anni ha messo in ginocchio il paese. Qualche segno di speranza, tuttavia, sembra esserci. L’11 aprile 2002 il governo e i ribelli dell’UNITA hanno firmato un cessate il fuoco e un accordo di pace. Dopo la firma, il generale delle forze armate Armando de Cruz Neto e il capo dei ribelli, il generale Abreu Kamorteiro si sono scambiati un abbraccio tra le acclamazioni degli astanti. Nelle città e nei villaggi di tutto il paese, centinaia di angolani sono scesi in strada per festeggiare questo evento importante. Il governo e i ribelli hanno promesso di rendere effettivo l’accordo di pace firmato a Lusaka nel 1994, mai rispettato dall’UNITA e abbandonato nel 1998.
La decisione di venire ad un accordo è nata a seguito dell'uccisione, avvenuta nel febbraio dello stesso anno, del leader storico dell’UNITA, Jonas Savimbi, durante uno scontro armato su un territorio controllato dall’UNITA, nei pressi del confine con lo Zambia.
Il cessate il fuoco potrebbe essere il primo passo verso una pace duratura, in un paese che sin dalla sua indipendenza, nel 1975, ha conosciuto guerre ininterrotte. Gli esperti, tuttavia, non sono ottimisti e il processo verso la normalità sembra ancora lungo. Non va dimenticato, infatti, che durante gli ultimi trent’anni milioni di civili sono stati sfollati e centinaia di migliaia di profughi, ora in attesa di rimpatrio, hanno trovato rifugio in Namibia e negli altri paesi confinanti. La povertà e la grave carenza di infrastrutture sociali e sanitarie rendono difficile qualunque intervento, mentre ogni giorno centinaia di persone muoiono di fame. Infine, circa 11 milioni di mine inesplose sono disseminate su tutto il territorio nazionale.
Il 5° Congresso del Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola (MPLA), tenutosi nel dicembre scorso, s’è chiuso con il rinnovamento della fiducia al Presidente José Eduardo dos Santos, riconfermato alla carica di leader di partito e candidato naturale alle future elezioni presidenziali.
Un accordo di pace fu siglato nell’aprile 2002. Per la prima volta, dopo molto tempo, la maggior parte degli abitanti dell’Angola vive senza guerra. Il risanamento dell’economia e della vita sociale è sotto l’egida di una forte alleanza fra le agenzie ONU, ONG e il governo. Il problema attuale è come riuscirà il governo a mantenere le promesse. Le riforme di carattere democratico si stanno già materializzando e il governo è accusato di essersi impossessato di moltissimo denaro proveniente dalle rimesse petrolifere.
Nel 2006 l’Angola si è qualificata per la prima volta nella storia ai Mondiali di Germania.
A partire dal 2007, nonostante il parere discordante di alcuni paesi (fra cui gli USA), l'Angola è entrata a far parte dell'OPEC.
La decisione di venire ad un accordo è nata a seguito dell'uccisione, avvenuta nel febbraio dello stesso anno, del leader storico dell’UNITA, Jonas Savimbi, durante uno scontro armato su un territorio controllato dall’UNITA, nei pressi del confine con lo Zambia.
Il cessate il fuoco potrebbe essere il primo passo verso una pace duratura, in un paese che sin dalla sua indipendenza, nel 1975, ha conosciuto guerre ininterrotte. Gli esperti, tuttavia, non sono ottimisti e il processo verso la normalità sembra ancora lungo. Non va dimenticato, infatti, che durante gli ultimi trent’anni milioni di civili sono stati sfollati e centinaia di migliaia di profughi, ora in attesa di rimpatrio, hanno trovato rifugio in Namibia e negli altri paesi confinanti. La povertà e la grave carenza di infrastrutture sociali e sanitarie rendono difficile qualunque intervento, mentre ogni giorno centinaia di persone muoiono di fame. Infine, circa 11 milioni di mine inesplose sono disseminate su tutto il territorio nazionale.
Il 5° Congresso del Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola (MPLA), tenutosi nel dicembre scorso, s’è chiuso con il rinnovamento della fiducia al Presidente José Eduardo dos Santos, riconfermato alla carica di leader di partito e candidato naturale alle future elezioni presidenziali.
Un accordo di pace fu siglato nell’aprile 2002. Per la prima volta, dopo molto tempo, la maggior parte degli abitanti dell’Angola vive senza guerra. Il risanamento dell’economia e della vita sociale è sotto l’egida di una forte alleanza fra le agenzie ONU, ONG e il governo. Il problema attuale è come riuscirà il governo a mantenere le promesse. Le riforme di carattere democratico si stanno già materializzando e il governo è accusato di essersi impossessato di moltissimo denaro proveniente dalle rimesse petrolifere.
Nel 2006 l’Angola si è qualificata per la prima volta nella storia ai Mondiali di Germania.
A partire dal 2007, nonostante il parere discordante di alcuni paesi (fra cui gli USA), l'Angola è entrata a far parte dell'OPEC.








