
foto di Martin Moos
Avvertenza...
In generale, il Kirghizistan può essere considerato una meta sicura. Tuttavia, invitiamo i viaggiatori a prestare particolare attenzione, evitando gli assembramenti e le manifestazioni politiche. Il confine con l'Uzbekistan è oggetto di disputa: scegliete solo i posti di transito ufficiali, perché al di fuori di questi il terreno potrebbe essere minato.
Le carenze del Kirghizistan a livello architettonico e gastronomico sono ampiamente compensate da tradizioni nomadi quali una grande ospitalità, una prudente diffidenza nei confronti delle autorità e la passione per il latte di cavalla fermentato. Molti viaggiatori considerano il Kirghizistan la più piacevole, accessibile e ospitale delle repubbliche dell'Asia centrale, soprattutto perché sul suo territorio si ergono le catene del Tian Shan centrale e del Pamir Alay, le montagne più belle dell'Asia centrale.
Nel 1991 il crollo dell'Unione Sovietica ha lasciato questa minuscola repubblica in una specie di limbo, apparentemente senza risorse né attrezzature per sopravvivere da sola. Finora ha tirato avanti grazie a una buona dose di coraggio e alla generosità dei paesi occidentali e sta facendo molto più di qualsiasi altra repubblica dell'Asia centrale per incentivare il turismo e snellire le procedure burocratiche per i visitatori, anche perché il turismo è una delle poche cose che ha da vendere al resto del mondo.
Al di fuori di Bishkek, Issyk-Kul e alcune parti del Tian Shan, le infrastrutture turistiche sono minime o pessime, i trasporti limitati, il carburante oltremodo caro e le strade prive di sorveglianza. La criminalità, inoltre, è in aumento, alimentata dall'alcolismo e dalla povertà estrema. Dovrete quindi resistere alla tentazione di saltare giù dall'autobus in luoghi pochi frequentati per fare una passeggiata sulle colline. Detto questo, sono sorte diverse pensioni rurali che forniscono alloggi e spostamenti economici in posti quali Naryn, Jalal-Abad, Suusamyr, Sokuluk e Kemin. Si tratta del primo segno che in alcune parti della campagna si sta sviluppando una coscienza turistica. La cosa più importante da fare prima di avventurarsi in una di queste zone è chiedere informazioni all'ambasciata o al consolato più vicino, o ancora meglio, ad altri turisti che vi siano già stati.
Nel 1991 il crollo dell'Unione Sovietica ha lasciato questa minuscola repubblica in una specie di limbo, apparentemente senza risorse né attrezzature per sopravvivere da sola. Finora ha tirato avanti grazie a una buona dose di coraggio e alla generosità dei paesi occidentali e sta facendo molto più di qualsiasi altra repubblica dell'Asia centrale per incentivare il turismo e snellire le procedure burocratiche per i visitatori, anche perché il turismo è una delle poche cose che ha da vendere al resto del mondo.
Al di fuori di Bishkek, Issyk-Kul e alcune parti del Tian Shan, le infrastrutture turistiche sono minime o pessime, i trasporti limitati, il carburante oltremodo caro e le strade prive di sorveglianza. La criminalità, inoltre, è in aumento, alimentata dall'alcolismo e dalla povertà estrema. Dovrete quindi resistere alla tentazione di saltare giù dall'autobus in luoghi pochi frequentati per fare una passeggiata sulle colline. Detto questo, sono sorte diverse pensioni rurali che forniscono alloggi e spostamenti economici in posti quali Naryn, Jalal-Abad, Suusamyr, Sokuluk e Kemin. Si tratta del primo segno che in alcune parti della campagna si sta sviluppando una coscienza turistica. La cosa più importante da fare prima di avventurarsi in una di queste zone è chiedere informazioni all'ambasciata o al consolato più vicino, o ancora meglio, ad altri turisti che vi siano già stati.
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Kirghizistan infoOttobre 2008






