
foto di Greg Elms
Avvertenza...
In generale l'Uganda è una meta sicura, ma in alcune aree sono presenti forti rischi per i viaggiatori. Il gruppo armato Lord's Resistance Army (LRA) è ancora attivo a nord del Murchison Falls National Park e nei dintorni di città come Lira e Gulu. Questi territori dovrebbero essere evitati, così come il confine con la Repubblica Democratica del Congo. La remota regione di Karamoja, nel nordest del paese, è soggetta a violenze e banditismo. Anche Kampala, purtroppo, non è estranea a episodi di questo tipo. Evitate gli assembramenti e le dimostrazioni. Prima di visitare queste aree, in generale, raccogliete informazioni approfondite presso le autorità locali.
La lunga serie di tragedie che ha colpito l'Uganda dopo la conquista dell'indipendenza ha avuto una tale risonanza nei paesi occidentali, da far pensare a molti che il paese sia tuttora instabile e pericoloso. In realtà, sono ormai diversi anni che la pace regna nella maggior parte del paese, avviatosi nel frattempo verso una radicale trasformazione. Kampala è ora la capitale moderna e frenetica di una nazione nuova, il cui tasso di crescita è fra i più alti del continente africano. Ai viaggiatori questo paese offre belle montagne, percorsi di trekking e la possibilità di vedere il raro gorilla di montagna.
Prima dell'indipendenza l'Uganda era un paese prospero e unito, le cui bellezze naturali indussero Winston Churchill a definirlo 'perla d'Africa'; tuttavia, intorno alla metà degli anni '80, l'Uganda si ritrovò allo sbando e in bancarotta, sconvolta da odi tribali, nepotismo, corruzione politica, uccisioni di massa e tirannia militare. Ciò nonostante gli ugandesi sembrano aver superato egregiamente tutte queste violenze e brutalità, anche se neppure un eccesso di ottimismo potrebbe nascondere le grandi piaghe della nazione: l'enorme debito, il dilagare dell'AIDS e le violazioni dei diritti umani.
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Consiglio per meta viaggioAgosto 2009






