Nascosto in bella vista, come la lettera rubata di Edgar Allan Poe: si potrebbe descrivere così l’Appennino Reggiano, uno dei luoghi più magici e al contempo meno battuti del Nord Italia. A pochi chilometri a sud di Reggio, la pianura si increspa in colline e montagne, il paesaggio si fa boschivo, sulle cime spuntano castelli e fortezze tanto che pare d’essere in un racconto medievale. E in effetti proprio seguendo le tracce di una delle maggiori figure del Medioevo inizia questo tour di quarantott’ore: Matilde di Canossa.
Primo giorno: andare a Canossa
Come si può facilmente intuire, non c’è modo migliore di scoprire Matilde di Canossa che venire a… Canossa. Tra le vestigia di uno dei suoi tanti castelli – del quale rimangono rovine, ma c’è un piccolo museo che ne ripercorre la storia – ancora si percepisce l’aura di una delle più grandi donne di tutti i tempi: longobarda, nata attorno al 1046, nota come la Gran Contessa, fu motore della Storia. Proprio qui a Canossa si rifugiò il papa Gregorio VII in conflitto con Enrico IV che venne a chiedergli perdono, tant’è che Bismarck nel 1872 disse “noi non andremo a Canossa” per intendere che lo stato non si sarebbe piegato alla chiesa (in tempi recentissimi, si è usata l’espressione anche per raccontare la visita del Segretario di Stato americano Marco Rubio in Vaticano dopo gli strali del Presidente Trump contro il Papa Leone XIV).