Gibuti:

    Introduzione

    foto di Mason Florence


    Buona parte del fascino del Gibuti è data dalla scarsità di turisti. L'alba su un lago desolato pieno di fenicotteri in volo è uno spettacolo indimenticabile. Le nere distese di lava, le bizzarre ciminiere naturali fumanti e le sconfinate pianure deserte sono spettacoli da non perdere.

    La mancanza di turisti va attribuita al recente passato, denso di conflitti. Le speranze generate dalla fine della dominazione coloniale francese, infatti, furono ben presto soffocate dai disordini della guerra civile, esplosa alla fine degli anni '80; anche se nel paese è tornata la pace, le tensioni negli stati vicini non favoriscono il cicatrizzarsi delle ferite lasciate dalla guerra.

    La popolazione locale ha dovuto far fronte a decine di migliaia di profughi provenienti dalla Somalia e dall'Etiopia; a questo si deve aggiungere la presenza di numerosi dissidenti e oppositori lungo i confini nazionali. Per il Gibuti, ciò significa la minaccia di un riaccendersi dei conflitti; per i turisti, il rischio minore è quello di essere alleggeriti delle loro macchine fotografiche.

    Il ritiro delle truppe francesi ha significato una grave perdita di denaro. L'economia è in ginocchio e i creditori esteri dovranno aspettare a lungo per ottenere la restituzione dei capitali prestati.

    Le carenze di attrattive turistiche di rilievo sono ampiamente compensate da una vivace miscela di tracce del colonialismo francese e di modernità araba. Ai visitatori, spesso osservati con curiosità, è riservata la tradizionale ospitalità africana.

    Foto dei viaggiatori - Gibuti

    Organizza il viaggio


    pubblicità

    pubblicità


    Link sponsorizzati