Al-Habis
- La città antica, Giordania
- Sito naturale - Punto panoramico
Oltre il Qasr al-Bint sorge la collinetta di Al-Habis ("la Prigione"). Dal Nabataean Tent Restaurant una gradinata risale la collina fino al piccolo Museo di Al-Habis (8-16), il più piccolo dei due musei di Petra. Con la sua collezione di statue classiche, minuscole figurine e stucchi dipinti, offre uno spazio raccolto in questo immenso sito.
Se continuate a salire la scalinata, oltre il museo, troverete un sentiero poco battuto che si snoda alle spalle di Al-Habis, offrendo straordinarie vedute del fertile Wadi Siyagh e del punto di confluenza di quest’ultimo con il Wadi Numeir. Ben presto il sentiero passa accanto al negozietto che vende tè e all’accogliente abitazione nella caverna di Bdoul Mofleh, uno degli ultimi abitanti di Petra. Interpellato sul motivo per cui non è partito insieme agli altri quando la sua famiglia è stata trasferita a Umm Sayhoun, ha risposto: "Perché avrei dovuto? Questa è casa mia, ho sempre vissuto qui". Con una vista mozzafiato e un giardino pieno di gelsomini in fiore, è facile capire come mai questo tenace residente abbia scelto di rimanere. Notate, sulle falesie di fronte, l’aloe, che d’estate si riveste di fiori rossi.
Il sentiero prosegue attorno alla collina, oltrepassando il Gruppo di tombe del Convento fino a una rampa di gradini. Questi conducono (passando per un ponte di assi di legno) sulla cima di Al-Habis, una delle tante alture di Petra. Sulla sommità (calcolate dai 10 ai 15 minuti per raggiungere la cima) si trovano le modeste rovine di un piccolo forte dei crociati, costruito nel 1116 d.C. per volere di Baldovino I. Queste rovine non sono particolarmente suggestive, ma la vista sulla città che si ammira da quassù vale sicuramente la salita.
Da qui potete raggiungere a piedi, passando per la Colonna del Faraone (un buon punto di riferimento), il Monumento del Serpente nel Wadi Thughra oppure camminare lungo il Wadi Farasa fino all’Altura del Sacrificio.
In alternativa, potete completare il circuito di Al-Habis scendendo per la collina alle spalle del Qasr al-Bint. Lungo la discesa, date un’occhiata alla Tomba Incompiuta. Offre una rara occasione di capire come i nabatei costruivano queste sepolture nella roccia, iniziando dalla parte alta su una piattaforma di impalcature e continuando verso il basso. Nei pressi della tomba si trova l’enigmatico Colombario, le cui nicchie multiple rappresentano tuttora un mistero; secondo alcuni studiosi servivano ad accogliere immagini o urne votive, secondo altri fungevano da colombaia.