
foto di Paul Hellander
Avvertenza...
Le tensioni etniche che un tempo affliggevano la Macedonia sembrano essersi appianate. Invitiamo però i viaggiatori a prestare particolare cautela nelle regioni al confine con il Kosovo e l'Albania.
La Farnesina consiglia di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare nel Paese sul sito: www.dovesiamonelmondo.it
La Farnesina consiglia di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare nel Paese sul sito: www.dovesiamonelmondo.it
Una civiltà piena di fascino e un paese dai tratti unici sono il risultato di un singolare intreccio fra le culture greca, serba, bulgara e albanese, e fra le religioni cristiano-ortodossa e islamica. Questa terra merita ben più di una visita di passaggio. La Macedonia: monasteri medievali, bazar turchi logorati dal tempo, chiese ortodosse e centri commerciali dell'era spaziale. E ancora: il mormorio delle cornamuse locali, gli spiedi di carne alla turca e il balcanico burek (una torta salata ripiena di formaggio o di carne). Un paese verdeggiante fino all'inverosimile e di una bellezza che toglie il respiro; un popolo ospitale, accogliente verso i visitatori.
Si direbbe un unico immenso parco di amenità, se non fosse per la sua posizione all'estremo sud di quella che un tempo era la Iugoslavia, e per la povertà che lo attanaglia. La penisola balcanica è stata spesso un territorio travagliato e la Macedonia, che occupa una regione centrale fra Albania, Bulgaria, Serbia e Grecia, rappresenta una sorta di polveriera geopolitica. Gli scontri fra ribelli albanesi e forze armate macedoni, verificatesi nel marzo 2001 nelle zone settentrionali, hanno minacciato di disgregare la nazione, in precedenza pacifica, lungo il crinale delle differenze etniche.
Nell'agosto dello stesso anno è stato raggiunto l'accordo: tanto i ribelli dell'UCK quanto le forze regolari macedoni si sono impegnati a consegnare le loro armi pesanti (il numero di queste è stato concordato) al contingente NATO, nell'ambito dell'operazione di pace in Macedonia.
Il 6 settembre il parlamento macedone ha approvato le norme della costituzione che garantirà maggiori diritti alla minoranza albanese.
Si direbbe un unico immenso parco di amenità, se non fosse per la sua posizione all'estremo sud di quella che un tempo era la Iugoslavia, e per la povertà che lo attanaglia. La penisola balcanica è stata spesso un territorio travagliato e la Macedonia, che occupa una regione centrale fra Albania, Bulgaria, Serbia e Grecia, rappresenta una sorta di polveriera geopolitica. Gli scontri fra ribelli albanesi e forze armate macedoni, verificatesi nel marzo 2001 nelle zone settentrionali, hanno minacciato di disgregare la nazione, in precedenza pacifica, lungo il crinale delle differenze etniche.
Nell'agosto dello stesso anno è stato raggiunto l'accordo: tanto i ribelli dell'UCK quanto le forze regolari macedoni si sono impegnati a consegnare le loro armi pesanti (il numero di queste è stato concordato) al contingente NATO, nell'ambito dell'operazione di pace in Macedonia.
Il 6 settembre il parlamento macedone ha approvato le norme della costituzione che garantirà maggiori diritti alla minoranza albanese.
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