Groenlandia:

    Introduzione

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    foto di Rich Prohaska


    Sin da quando nel XV secolo gli esploratori ritornarono dal lontano nord con racconti strambi e confusi su un'isolata regione popolata da pelosi pigmei, unicorni, visioni assillanti e cittadelle di ghiaccio, Ultima Thule è sempre stata la fantasia di tutte le fantasie. I poeti, da Virgilio a Henry Wadsworth Longfellow l'hanno celebrata in versi; la Repubblica di Weimar l'ha utilizzata come modello per una delle sue mitiche società nordico-germaniche; i gruppi rock di capelloni degli anni Settanta l'hanno usata per lanciare alla gioventù un appello alla ribellione.

    Neppure la macchina della tecnologia globale è riuscita a sminuire il mito. La Groenlandia, e in particolare la regione settentrionale di Ultima Thule, rimane una terra di proporzioni fantastiche e semimitiche. L'aurora boreale, la vasta tundra, le luccicanti colonne di ghiaccio e i mostruosi ghiacciai da cui si staccano gli iceberg sono una cosa; il freddo, gli igloo, le slitte trainate da cani e gli inuit proverbialmente silenziosi un'altra. Ma una terra con un'atmosfera che provoca miraggi, in grado di far apparire un'intera città dal nulla non può che meritare una visita.

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