
foto di Dan Herrick
Avvertenza...
Invitiamo i viaggiatori a prestare particolare attenzione nelle regioni più remote e montagnose della Bosnia, a causa della presenza di campi minati. Le aree più popolate del paese sono fuori pericolo, ma nei territori più isolati le mine potrebbero ancora essere presenti, soprattutto vicino alle strade. Siate prudenti e rispettate le indicazioni delle autorità locali in tema di sicurezza.
La Farnesina consiglia di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare in Bosnia-Erzegovina sul sito www.dovesiamonelmondo.it
La Farnesina consiglia di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare in Bosnia-Erzegovina sul sito www.dovesiamonelmondo.it
La Bosnia-Erzegovina è un crocevia, tra le Alpi Dinariche, la Croazia e la Serbia, ed è zona cuscinetto fin dai primi fluttuanti accordi tra Oriente e Occidente. Dominati in continua alternanza da poteri cattolici, musulmani e ortodossi, gli abitanti della Bosnia-Erzegovina sembrarono per un certo periodo essersi abituati alla varietà culturale; fino a quando, nel 1992, i serbi bosniaci ultra-nazionalisti mandarono in frantumi l'armonia sociale del paese con l'appoggio dell'esercito federale e degli ufficiali serbi di Belgrado.
La tripla guerra civile che ne conseguì vide scontrarsi uno contro l'altro gli slavi musulmani, i serbi ortodossi e i croati cattolici che fino ad allora avevano convissuto e che fanno tutti parte dello stesso ceppo slavo meridionale. La guerra ha distrutto le infrastrutture del paese, costretto milioni di persone a vivere nella condizione di profughi e i contendenti possono vantarsi di aver introdotto la terribile espressione 'pulizia etnica' nel moderno vocabolario mondiale. La guerra è finita e i turisti sono tornati a visitare la Bosnia-Erzegovina, ma ci vorranno anni per risanare le nuove ferite e perché il paese possa di nuovo accogliere un buon flusso turistico.
La tripla guerra civile che ne conseguì vide scontrarsi uno contro l'altro gli slavi musulmani, i serbi ortodossi e i croati cattolici che fino ad allora avevano convissuto e che fanno tutti parte dello stesso ceppo slavo meridionale. La guerra ha distrutto le infrastrutture del paese, costretto milioni di persone a vivere nella condizione di profughi e i contendenti possono vantarsi di aver introdotto la terribile espressione 'pulizia etnica' nel moderno vocabolario mondiale. La guerra è finita e i turisti sono tornati a visitare la Bosnia-Erzegovina, ma ci vorranno anni per risanare le nuove ferite e perché il paese possa di nuovo accogliere un buon flusso turistico.
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