St Patrick's Cathedral
- St Patrick's Close, Dublino, Irlanda
La St Patrick’s Cathedral, la cattedrale più grande d’Irlanda, fu costruita tra il 1191 e il 1270 sul sito di una chiesa già presente nel V secolo, nel punto in cui si dice che San Patrizio battezzasse i capiclan celti immergendoli nell’acqua di un pozzo (per questo motivo la cattedrale è uno dei luoghi cristiani più antichi e venerati di Dublino). Il pozzo in questione si trova all’interno del St Patrick’s Park, il parco che si estende accanto alla cattedrale e che prima di essere risanato era un’area piuttosto degradata, mentre adesso è un luogo piacevole in cui rilassarsi.
Come la Christ Church Cathedral, anche questa struttura nel corso della sua lunga storia ha subito gravi danni a causa di temporali e incendi ed è stata modificata diverse volte, in particolare nel 1864, quando, sull’onda della moda neogotica che imperversava in tutto il paese, furono aggiunti gli archi rampanti. Durante la sua incursione in Irlanda del 1649, Oliver Cromwell la fece trasformare in una scuderia per i suoi reggimenti di cavalleria, un oltraggio che riservò anche a molte altre chiese irlandesi. Jonathan Swift, l’autore de I viaggi di Gulliver, fu decano della cattedrale dal 1713 al 1745, ma in seguito l’edificio riprese a versare nel più completo degrado fino al 1860 circa, quando ebbero inizio i lavori di restauro. Al pari della Christ Church, la St Patrick’s appartiene alla Chiesa d’Irlanda, il che significa che Dublino, la cui popolazione è quasi interamente cattolica, possiede ben due cattedrali anglicane!
Entrando dal portico sud-occidentale, sulla vostra destra vedrete quasi subito le tombe di Swift e della sua compagna Esther John- son (meglio conosciuta con il nome di Stella). Sulla parete vicina è possibile ammirare un busto di Swift e gli epitaffi che scrisse in latino per se stesso e per Esther. Sulla sinistra si erge l’imponente e polveroso Boyle Monument, commissionato nel 1632 dal conte di Cork Richard Boyle e carat- terizzato dalla presenza di numerose figure dipinte dei membri della sua famiglia. Il bambino al centro del registro inferiore è il figlio del conte, il futuro scienziato Robert Boyle (1627-91), che all’epoca aveva appena cinque anni. Tra gli importanti contributi che questo celebre personaggio offrì al mondo della fisica, merita di essere citata la Legge di Boyle, che mette in relazione la pressione e il volume dei gas.