Speciale Puglia

Faro della Palascia © Emanuele Denina
Sono pochi chilometri che incantano, fermi nel tempo, un raro esempio di conservazione del territorio che negli anni non è mutato per niente, con un crepitante mare blu-verde a sinistra e campi curati o macchia mediterranea a perdita d'occhio sulla destra.
Il punto dove si vede Torre Sant'Emiliano è "dalla prima volta" magico nella mia memoria. Qui, moltissimi anni fa avevo dormito sotto le stelle nel campeggio più romantico e semplice del mondo: l'area attrezzata di Grotta dei Cervi, che esiste ancora in tutta la sua bellezza (poche centinaia di metri di pineta prima della Torre, di una sottile striscia di scogli e di un mare emozionante e pulitissimo).
Qui, proprio nello stesso punto, ma dall'altra parte della strada, a distanza di anni, ho trovato il posto dove vorrei andare a dormire almeno una volta nella vita: Masseria Autigne, all'interno della tenuta Torre Sant'Emiliano
È un luogo incredibile tra filari di vite, campi di grano, muretti a secco e cielo blu. Un posto di pace e bellezza assoluta. Se come me non avrete modo di fermarvi per la notte, almeno date una sbirciatina inoltrandovi fino alla casa padronale dove si vendono deliziosi e sanissimi formaggi. Ne vale veramente la pena.
Nei paraggi si trovano il Faro Palascia - il punto più a est di Italia - e la cava di bauxite: sono deviazioni da pochi minuti ed è uno spettacolo suggestivo in entrambi i casi. Praticamente tutto questo litorale è sotto tutela del Parco Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Trifase. Se non amate chiedere indicazioni, sul sito web trovate la localizzazione del Faro Palascia e delle cave, insieme ai riferimenti delle cooperative che organizzano attività sul territorio, come le Coop. Ulisside (Andranno; 320 8720491), Terra (Otranto; 392 7822853) o la Terrarossa (Tricase; 320 7709937). Vi aspettano visite naturalistiche guidate, cicloitinerari e degustazioni.

Metti una mattina in Vespa a Lecce © Emanuele Denina
Dalle case 'allattate' (per l'uso di latta per dare colore, ma anche nutrire e poi ammantare l'insieme del bianco del latte) di Cisternino, ai campi punteggiati di balle di fieno nella Murgia, al profumo della macchia mediterranea di giorno e di notte, alla luce che il centro storico di Lecce riflette su di te mentre passeggi sotto il sole. Ma una sensazione, per me, è stata più inaspettata delle altre: il sapore che hanno le burratine da queste parti. Come sempre bisogna avere fortuna, non tutte regalano lo stesso piacere unico, ma se la fortuna vi bacerà sarà un momento di estasi culinaria. A noi è successo al Povero, regno della gastronomia anzi, officina dei sapori, come dicono loro, nella Via Rubichini di Lecce.
Altro dono della giornata: un bagno a Portoselvaggio, splendida conclusione del pomeriggio. Il Parco è bellissimo, con una vegetazione fitta di pini d'Aleppo ed eucalipti che arrivano quasi fino al mare, ma l'acqua non è da meno.
Dal porticciolo di Santa Caterina (ingresso sud del Parco) il diving Oltremare organizza escursioni per esplorare in gommone il litorale dell'area e per nuotare nella Grotta Verde, dove ci si può spingere sotto la scogliera e assistere a uno spettacolo naturale emozionante. Qui l'acqua di mare incontra l'acqua dolce (e fredda) proveniente dal sottosuolo carsico. Vi troverete a galleggiare sopra uno specchio cristallino con corroboranti correnti ghiacciate che riflettono la luce tingendo l'intorno di verde smeraldo. Tutto semplicemente perfetto.

In bici a Torre Guaceto
Qui vicino scorre un tratto della via Traiana, questo monumento a cielo aperto costeggiato di ulivi secolari e di ricordi dell'antica storia di Puglia: percorrerne un tratto in bicicletta è un esperienza memorabile. Se non avete la bici con voi, noleggiatela da Ciclovagando.
Nella Riserva di Torre Guaceto, si può iniziare lasciando la macchina al parcheggio del centro visite o al parcheggio di Punta Penna Grossa, avendo prenotato con qualche giorno di anticipo una bici e l'attività di seawatching nelle acque dell'Area Marina protetta di Torre Guaceto. L'esperienza è organizzata dalla cooperativa Thalassia (0831 798 9885) e resa possibile, per ciò che riguarda le attività in mare, da Aquademia. Costa € 20 per gli adulti e € 14 per i ragazzi. Dura due ore: un'ora in mare e una tra spostamenti e lezione sul fondale marino e i suoi abitanti (molto semplice, interessante e chiarissima).
Maschera, pinne e boccaglio sono inclusi nel prezzo, è una buona idea portare un mezzo mutino per chi c'è l'ha, ma non è indispensabile. Il seawatching permette di immergersi in acque protette non balenabili senza permesso.
In bicicletta, attraversando l'incantevole zona umida del Parco, si può raggiungere poi il chiosco bio e l'area attrezzata di Torre Guaceto: una sdraio e un ombrellone sono un espediente straordinario per godersi anche le ore più calde. I portatori di handicap qui trovano tutti i facilitatori necessari per il bagno a titolo gratuito (passerella e sedie apposite). Se l'inattività non fa per voi, si può camminare per chilometri lungo la spiaggia attraverso le diverse insenature del litorale della riserva.
Quando il sole non è più caldo, è impedibile un piccolo tour in bicicletta verso il Centro Visite Al Gawsit tra gli ulivi secolari. Anche il Museo (che contiene un piccolo acquario) è bellissimo e se siete con dei bambini è una tappa obbligata. I riferimenti: Museo Al Gawsit, h 10-13 ; h 16-19 tutti i giorni, tel. 331 927 7579.
La giornata potrebbe essere finita, ma perché accontentarsi?
Una fermata a Speziale, piccola frazione a nord di Torre Guaceto, è consigliata per:
1. l'acquisto di una mozzarella buonissima da consumare a casa, in roulotte, in campeggio. Al mini market Corvace. (tel. 080 4810 124).
2. una cena al tavolo (...e che cena e che tavolo) al ristorante Il cortiletto (tel. 080 4810 758).
3. i panzerotti al Tony bar, una istituzione qui.

Bari, il Porto Vecchio © Pugliaevents.it

Doris Zaccone, Capital in the world
Questo viaggio per me sarà una tempesta di emozioni. Perché conclude questa stagione di iniziative con Lonely Planet e perché in Puglia ho imparato a nuotare. E vale anche come metafora. La Puglia è mio padre che mi porta a vedere i pescatori al porto di San Foca. È la schiena che si brucia fregata dal vento sugli scogli più appuntiti del mondo. È un polpo che muore nel più cruento dei modi. I ragazzini che si sfidano ai tuffi e mia madre che non riesce a guardare e ogni volta dice "questo si ammazza".
Le processioni col santo in mare. Il dialetto greco. Le sere seduti davanti alla porta a prendere il fresco. E tutti i "beddha mia" detti dal cuore a mo' di benedizione. È Taranto e il ponte girevole mostrato con orgoglio dai cugini più grandi che l'hanno visto aperto tante volte prima di te.
La Puglia è la mia seconda casa. È una frase che potrebbero dire in tanti.
Perché è facile riconoscere le stradine bianche di Otranto, il mare cristallino di Gallipoli e quel faro di confine sull'estremo tacco d'Italia spedito in milioni di cartoline con "tanti saluti e baci da Santa Maria di Leuca".
Chi non la conosce la Puglia? E chi non se ne porta un pezzetto nel cuore?
L'ho raggiunta ostinatamente. Senza mai saltare un anno, da 37 anni. Però non la conosco ancora. Me ne accorgo leggendo la guida e i messaggi degli ascoltatori che ci stanno già aspettando e che ogni giorno segnalano uno scoglio, una strada, una piazza o un'idea di cui non avevo sentito parlare. La Puglia è infinta, come canta Daniele Silvestri. E allora proseguo questo viaggio con la mia Lonely Planet in tasca. E spero di trovarvi lì o almeno di incontrarvi lungo la strada.
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